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L’ospedale Al-Shifa ha ricevuto una telefonata che diceva che verrà bombardata una costruzione dell’ospedale.
Alle 16:30, l’ospedale ha ricevuto una chiamata da un numero sconosciuto, che dichiarava che un certo edificio doveva essere evacuato immediatamente.
Si tratta di un edificio utilizzato per i pazienti che non trovano posto nella struttura principale, e si trova dall’altra parte della strada, di fronte all’edificio principale: fa parte del complesso dell’ospedale ma è ancora in costruzione.
L’ospedale sta per evacuare tutto il personale e i pazienti all’interno dell’edificio.
“Mi piacerebbe affermare che le minacce israeliane di bombardare il più grande ospedale di Gaza rappresentino un nuovo record negativo, ma alla luce delle implacabili atrocità e massacri di civili che ha portato avanti negli ultimi 25 giorni, era difficile non aspettarselo.” Ha dichiarato Joe Catron, attivista statunitense dell’International Solidarity Movement (ISM), che ora si trova nell’ospedale Shifa.
Dal 25 luglio, volontari internazionali provenienti da paesi tra cui Spagna, Svezia, Stati Uniti, Regno Unito, Francia, Nuova Zelanda, Australia e Venezuela hanno iniziato una presenza di protezione costante in varie parti dell’ospedale al-Shifa.
Secondo il Ministero della Salute di Gaza, dati del 29 luglio, ci sono stati 34 attacchi contro strutture mediche di Gaza da quando questo ultimo assalto militare israeliano è iniziato, 25 giorni fa.
I loro dati sono:
(ISM) Joseph Catron (US)
(ISM) Charlie Andreasson (Svezia)
(ISM) Fred Ekblad (Svezia)
lavoro / volontariato per il Ministero della Salute a Gaza, lavorando anche con ISM: Julie Webb-Pullman (doppia cittadinanza Australia e Nuova Zelanda)
