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5 agosto 2014 | Sarah Algherbawi | Gaza, Palestina Occupata
Questi sono racconti da Gaza, un breve quadro della nostra sofferenza. La realtà è molto più dolorosa. La descrizione sotto ogni foto è costituita da fatti pubblicati su agenzie di stampa e social media. Per ogni foto ho anche scritto una storia. Alcune delle persone fotografate le abbiamo viste in tv, di altre conosco i loro amici o i parenti, e i testi sono miei dalla mia conoscenza della loro situazione.
Dietro i numeri, sono nascoste e sepolte molte storie!
Ero felice, uno sposo bellissimo, la preparazione per il mio matrimonio e una casa con il mio amato fidanzato, la mia anima gemella … ero fidanzata da 13 mesi, e avrei dovuto sposarmi nel mese di agosto 2014. Ha promesso di farmi felice per il resto della la mia vita …
Ora sono sola. Non ha mai mentito. Non ha avuto la possibilità di incontrare la sua promessa. E ‘stato ucciso.
Ero felice con il mio anello di fidanzamento. Non potevo credere che la donna che ho sempre sognato sarebbe stata finalmente mia moglie. Ho anche scattato una foto dell’anello e l’ho messa come foto profilo su facebbok. Stavo per diventare papà – mia moglie era incinta quando sono stato ucciso …
Vorrei poter vedere mio figlio. Vorrei che mi avesse conosciuto. Io non so neanche se il piccolo è un maschio o una femmina … ma credo che sarà un maschio e avrà il nome di suo padre, Khaled …
Io ero un giornalista, troppo. Sono stato ucciso solo per aver fatto il mio lavoro.
Avevo un fratello. Siamo abituati a lottare tanto. La mamma ci aveva sempre implorato di smettere di lottare e di fare rumore. Abbiamo giocato insieme e abbiamo passato un sacco di tempo tra di noi. Non ho mai pensato che l’avrei perso così velocemente! Gli volevo tantissimo bene. Non gliel’ho mai detto. Pensavo che avrei avuto tempo per farlo …
Vorrei solo aver avuto la possibilità di dirglielo prima che fosse stato ucciso. Non riesco a capire perché se ne sia andato. Era solo un bambino, come me. Non ha fatto niente di male!
Abbiamo visto la guerra. I nostri genitori non ci hanno permesso di andare fuori a giocare. Noi gli abbiamo detto che siamo solo dei bambini – perché mai dovrebbero farci del male? Eravamo così annoiati! Non siamo usciti per settimane …
Papà ci ha detto di giocare sul tetto. Ha pensato che fosse un posto sicuro. Ci siamo divertiti così tanto, prima di essere uccisi, lì.
Avevamo una mamma e un papà. Ci volevamo tantissimo bene. Mamma stava aspettando la fine della guerra per portarci al mercato a comprarci delle divise nuove per la scuola e dei vestiti nuovi per Eid. Ci hanno promesso di insegnarci tutto quello che volevamo, e ci hanno promesso di prendersi cura di noi fino a quando non saremmo cresciuti …
Mamma desiderava tanto essere presente ai nostri matrimoni e vedere i nostri figli …
La guerra non è finita. Eid è venuto, e loro non c’erano. Sono stati uccisi. Siamo soli adesso. Chi si prenderà cura di noi?
Ero carina. I miei amici a scuola erano gelosi di me. Mi sono sempre sentita come se fossi una principessa …
Non so cosa sia successo. Io non capisco nemmeno quello che stanno dicendo. Ho sentito i medici dire che qualcosa chiamato ‘frammenti’ mi ha ferito. Io non voglio nemmeno capire. Io voglio solo indietro la mia faccia così carina!
Ho avuto una bella figlia. L’ho viziata e l’ho amata come nessun padre al mondo potrebbe fare …
Ho sempre sognato il giorno del suo matrimonio, come sarebbe stata. Potrà un uomo sulla terra essere in grado di amarla come la amo io?! Ho chiesto a Dio di darmi la salute e l’età per poter vedere quel giorno …
Non ho mai pensato che sarebbe morta prima di me.
Hanno ucciso mia figlia.
Hanno preso la mia anima.
Ero spaventato a morte!
Trad. G.A.







