Bruciata una moschea in un attacco apparentemente “pagate il prezzo”

http://palsolidarity.org/2014/10/mosque-burnt-in-apparent-price-tag-attack/
15 ottobre 2014     International Solidarity Movement   Nablus team     Aqraba     Palestina  occupata

Nelle prime ore di Martedì mattina, un gruppo di coloni sionisti provenienti dagli insediamenti illegali nei pressi di Aqraba vicino a Nablus, ha dato fuoco a una moschea nella periferia del paese.

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L’indagine finora dimostra che l’edificio è stato dato alle fiamme circa alle 2 quando una  molotov è stata lanciata attraverso una finestra al piano terra, nella sala di preghiera delle donne. Ore più tardi, gli abitanti dei villaggi vicini hanno osservato le fiamme e sono riusciti a spegnere l’incendio. L’incendio ha causato gravi danni all’interno della moschea.

La polizia è arrivata circa alle  6:30 e la raccolta di prove è iniziata. Tuttavia il poliziotto che  ha parlato con ISM, ha spiegato che la responsabilità principale per l’indagine, si trova dalla parte dell’autorità israeliana.

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Gloria Nafiz Abu Saqer, dell’ufficio Rapporti col Pubblico del Comune di Aqraba  spiega la situazione difficile, “Il villaggio di Aqraba è circondato da non meno di sette insediamenti illegali e i palestinesi che vivono in Aqraba sono sotto costante minaccia e hanno di fronte coloni molesti e dediti a violenza quotidiana.”

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Secondo Ayman Banifadl, sindaco di Aqraba, gli autori potrebbero essere lo stesso gruppo di coloni che hanno commesso diversi crimini dovuti all’odio in precedenza nella zona. La conclusione si basa sul graffiti, scritto in ebraico sul muro della moschea in fiamme, con la stessa firma dei coloni l’ultima volta avevano bruciato un edificio nei pressi del villaggio. Il messaggio si riferisce alla cosiddetta “campagna cartellino del prezzo” e si basa sul concetto che i palestinesi dovrebbero pagare per le azioni che possono essere adottate contro gli insediamenti illegali.

Banifadl ha dichiarato: “I graffiti dicono di pagare il prezzo, ma non sappiamo quale prezzo  è. Siamo sotto occupazione e stiamo già pagando un prezzo ogni giorno per qualcosa che non sappiamo quello che è. Parola per parola il graffiti dice: Price tag / Tappuah / Kahane.

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Si potrebbe fare riferimento all’estremista sionista Meir Kahane (1932-1990) che visse nella colonia illegale di Kfar Tappuah. Kahane e suo figlio Binyamin Ze’ev Kahane (1966-2000) sono noti per il loro militante estremismo di destra e il loro partito politico, Kahane Chai (significa Kahane vive). Kahane Chai è stato vietato nel 1994 ed è considerato un’organizzazione terroristica da parte dell’Unione europea e degli Stati Uniti, del Canada e di governi israeliani.

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