La disabilità mentale in aumento sotto l’assedio israeliano

http://palsolidarity.org/2015/06/mental-disability-on-the-rise-under-the-israeli-siege/
9 giugno | Miguel Hernández | Gaza, Palestina occupata

Il numero di persone disabili mentali nella Striscia di Gaza è aumentato notevolmente negli ultimi anni.

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Si dà il caso che il 70% dei casi provengono dalle comunità situate vicino alla recinzione che separa Gaza dai territori occupati nel 1948. Tali dati sono sorprendenti, visto che la maggior parte della popolazione di Gaza vive sulle rive del Mar Mediterraneo, relativamente lontano dalla recinzione.

I medici e le persone responsabili della cura di questi bambini ritengono che questo è dovuto al fatto che queste popolazioni sono state le più attaccate nelle successive massacri commessi da Israele a Gaza. Massacri in cui la colonia sionista ha usato armi di distruzione di massa, bombe a grappolo e armi chimiche in aree residenziali densamente popolate.

ISM ha visitato alcuni di questi bambini e delle loro famiglie.

Tre dei figli di Shadi Abu Habed ogni soffrono di qualche forma di disabilità mentale, tutti sono di età inferiore ai cinque anni. Shadi, il cui compito è fabbro, è disoccupato da molti anni, dato che il blocco impedisce l’ingresso di ferro a Gaza. La loro casa è stata bombardata dall’entità sionista durante l’ultimo massacro e gli è stato appena diagnosticato un disturbo cardiaco, pur essendo un giovane di 35 an

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Anche Ziad Habu si trova in una situazione simile. Egli era un tassista che vive a Beit Lahia insieme ai suoi sette figli finché le forze israeliane lo hanno ferito durante il massacro del 2008, impedendogli di lavorare di nuovo, e bombardato la sua casa durante la strage del 2014  lasciandoli senza casa. Ziad ha una piastra metallica alla gamba che gliela mantiene completamente rigida.

Secondo gli ultimi rapporti della Banca Mondiale, il blocco e la distruzione pianificata delle infrastrutture nelle successive stragi hanno portato la disoccupazione a Gaza al 60%.

Infine ISM ha incontrato Hassan Azebda, che ha otto persone a suo carico; sua madre, sua moglie e i suoi sei figli. Hassan è un imbianchino, ma, visto che il suo lavoro dipende dall’ingresso di materiali da costruzione, non ha quasi visto nessun lavoro da quando il blocco è iniziato. Tre dei suoi figli soffrono di qualche forma di disabilità ment

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Parte della famiglia di Hassan Azebda

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Bloccati a Gaza, il primo ostacolo che queste famiglie devono affrontare è che né Israele, come entità occupante  né l’UNRWA, agenzia delle Nazioni Unite responsabile per i profughi palestinesi, stanno assumendo le proprie responsabilità per quanto riguarda il benessere e la cura medica di questi bambini, trascurando i loro obblighi legali .

Queste famiglie lamentano anche che il blocco, imposto alla Striscia di Gaza da parte di Israele, ld’Egitto e l’Autorità palestinese, impedisce l’ingresso dei farmaci necessari per il loro trattamento.

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Come dice Ziad, “il blocco è un killer silenzioso, distrugge ogni aspetto della nostra vita. Almeno quando bombardano Gaza il mondo se ne accorge … ”

A differenza di altri bambini feriti durante le aggressioni sioniste, a questi bambini è impedito di ricevere assistenza medica al di fuori di Gaza, le loro condizioni sono la prova dell’ uso deliberato di Israele di armi proibite, come il fosforo bianco e l’uranio impoverito, contro la popolazione civile.

Testo e foto: Miguel Hernández

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