Ancora una volta, le forze israeliane razziano case a Nablus

19 novembre 2015 | International Solidarity Movement, Huwwara team | Tell,  Palestina occupata

Prima mattina di oggi, 19 novembre, circa all’1:30: le forze israeliane hanno fatto irruzione in circa venti case nel villaggio di Tell, Nablus, distruggendo mobili, televisori e altri oggetti domestici. Mohammed, 73 anni cittadino di Tell, descrive soldati che stavano sparando gas lacrimogeni, proiettili e granate stordenti, ferendo due giovani con munizioni letali, dopo gli scontri scoppiati nella zona.

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Saccheggio in una casa nel villaggio di Tell, Nablus (foto di credito: https://www.facebook.com/Tal.village.for.all/)

Inoltre, nove uomini sono stati arrestati senza alcuna accusa e sei uomini sono stati richiesti di presentarsi per la sicurezza di Israele il giorno seguente per controlli. I nove uomini sono stati tutti rilasciati sei ore dopo gli arresti.

“Queste casuali incursioni notturne  sono un modo per spaventare la gente e per la dimostrazione di superiorità dell’occupante” afferma Monther Ishtaya, il sindaco del villaggio di Tell. Egli continua: “Inoltre, le incursioni notturne sono parte della formazione di nuovi soldati anche per quanto riguarda il neonominato leader locale di Shabak (servizio di sicurezza interna di Israele)”.

Come il villaggio di Tell è parte della zona A, le forze di occupazione israeliane devono coordinare – secondo i termini del cosiddetto ‘coordinamento della sicurezza’ degli accordi di Oslo  – la loro entrata nel villaggio con l’autorità palestinese. Secondo il sindaco, la realtà, tuttavia, è che la PA molte volte non è informata o informata solo poco prima che le forze israeliane entrino nell’area.

Secondo il sindaco, le forze israeliane entrano nel paese a volte su base giornaliera al fine di controllare la gente per strada, fare incursioni notturne e altre cosiddette “misure di sicurezza”. Fin dall’inizio di ottobre, 15 giovani sono stati arrestati, molti di loro condannati per 6 mesi e/o costretti a pagare multe di parecchie migliaia di shekel.

Durante la stessa notte, nel villaggio di Kafr ad-Deak, Salfit, più di cento soldati israeliani hanno invaso il villaggio e hanno fatto irruzione e saccheggiato 15 case nella  zona di As-Suqqiya. Inoltre, hanno messo i manifesti intorno al villaggio affermando che il lancio di sassi implicherà la rappresaglia e la punizione. Verbalmente i soldati espresso agli abitanti del villaggio, che lancio sassi implicherebbe fucilati.

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Manifesto messo in Kafr Al-Deak minacciando i lanciatori di pietre (Photo credit: Murad Samara)

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