Lunedì 16 novembre 2015, le forze israeliane hanno razziato e perquisito almeno dieci case nel quartiere Abu Sneineh, nella occupata Al-Khalil (Hebron). Le forze israeliane hanno invaso parecchie case nel quartiere, intrappolandoci dentro donne bambini e famiglie intere. Questo è successo quasi quotidianamente in questa zona.
Una dozzina di soldati israeliani mascherati sono penetrati nella casa di Arafta Qafashea. A piano terra hanno razziato una stanza, rompendo tegole per terra. Al primo piano, dove la moglie di Arafat era a casa da sola, la hanno cacciata in un angolo aggresivamente, chiedendogli dove troavare suo marito, accusandolo di essere un attivista di hamas – anche se lei continuava a ripetere che era al lavoro come taxista.
Solo due case più su nella strada, le forze israeliane irrompevano in un’altra casa, perquisendo, stavolta senza rompere niente. La famiglia invitava due internazionali nella casa, ma i soldati gli hanno impedito di unirsi alla famiglia. Le forze israeliane hanno giustificato il rifiuto, perchè avrebbero fatto foto. Dopo un certo tempo, uno dei soldati ammetteva che un gruppo di soldati si stava riposando vicino alla casa perchè avevano zaini pesanti. Secondo i residenti le forze israeliane hanno ripetutamente usato il posto con una o due dozzine i soldati messi a dormire – trasformando così la casa in una base militare.
Soldato addormentato vicino a casa Palestinese.
In altre zone del quartiere, gruppi di soldati fanno colazione, impedendo cos’ a chiunque di passare di lì.
Forze israeliane in un “break” nelle strade
Un’altra trentina di sodlati riposava vicino ad un’altra casa, bloccando completamente il percorso dei residenti.
Soldati israeliani addormentati, bloccano la strada
Con un simile numero di soldati nel quartiere, rimane la paura di altri raid, e si sentono le famiglie invitare i bambini alla TV, a non avere paura, attenti, l’esercito arriva
I genitori, preoccupati per i bambini, temono che l’esercito possa entrargli in casa quando sono al lavoro, spaventandogli i bambini e rompendo le loro cose. Peggio ancora, spesso i coloni del vicino insediamento illegale, sparano munizioni letali alle case Palestinesi, rompendo finestre e mettendo in pericolo la gente sia nelle case che fuori.







