Israele restringe la libertà di movimento dei Palestinesi dopo la sparatoria a Gush Etzion

https://www.maannews.com/Content.aspx?id=768918

BETHLEHEM (Ma’an)
Le autorità israeliane hanno concordato di aumentare le misure di sicurezza nel blocco di colonie di Gush Etzion, situato nella West Bank occupata, in risposta a una sparatoria mortale in un attacco di giovedì,  compreso la restrizione dei movimenti dei Palestinesi.

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Un soldato israeliano di guardia al Qalandia check point, dove migliaia di Palestinesi aspettano di passare dalla West Bank a Gerusalemme

Il sito informativo israeliano Ynet, riferiva venerdì che le misure possono includere la temporanea restrizione di movimento dei Palestinesi nell’area, lo spiegamento di ulteriori forze di sicurezza, e la costruzione di una barriera lungo certe strade.
Le misure sono uscite da un incontro tra Moshe Yaalon, ministro della difesa, il capo dello staff dell’esercito Israeliano, e il sindaco del Concilio Regionale di Gush Etzion, un corpo amministrativo per le colonie illegali della zona.
Il concilio regionale ha fatto pressione sui coloni che possiedono armi, per offrirsi di accompagnare i bambini sugli scuola bus, in modo da poter essere i primi a rispondere agli attacchi. Giovedi,  un Palestinese armato aveva aperto il fuoco alla rotonda di Gush Etzion, uccidendo due Israeliani e un Palestinese.

Il blocco di colonie di Gush Etzion è stato la scena di molteplici attacchi dei Palestinesi, nel crescendo di violenza del mese di ottobre.
Gran parte degli attaccanti sono stati subito ammazzati, con parecchi casi che hanno sollevato controversie sulla politica israeliana “sparo per uccidere”, considerati “esecuzioni extragiudiziali”.
La libertà di movimento dei Palestinesi in West Bank è già severamente ristretta per gli oltre 100 check point permanenti, le centinaia di altri sbarramenti, e il muro di separazione.
Dopo l’escalation di violenza dell’ultimo mese, gli Isreliani hanno isolato completamente dei quartieri di Gerusalemme Est con blocchi di cemento e check point volanti, spezzando ulteriormente la vita quotidiana di 300.000 Palestinesi.
Un ricercatore per Amnesty International dice che le restrizioni di cui è stato testimone nel quartiere di al-Issaqiya costituiscono una “punizione collettiva”
A Hebron, altra area in cui si sono concenrati gli attacchi,  l’intera città vecchia è stata dichiarata zona militare chiusa, con i negozi obbligati alla chiusura e i residenti obbligati a registrarsi per un permesso speciale per passare i 18 check point del centro città.
B’Tselem,  gruppo israeliano per i diritti umani, chiama le misure in atto a Hebron “draconiane” e  “punizione collettiva”.
Una serie di attacchi portati avanti da Palestinesi  contro militari e civili dall’inizio del mese scorso, ha lasciato 15 israeliani morti.
Almeno 88 Palestinesi sono stati uccisi nello stesso periodo, molti di questi uccisi in circostanze in cui i gruppi per i diritti umani dicono che le forze israeliane hanno usato violenza non necessaria.

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