10 aprile 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Gerusalemme, Palestina occupata
Il 10 di aprile è l’ultimo giorno dell’ordine di demolizione sulla casa della famiglia Totanji. La famiglia vive nel quartiere Sawaneh a Wadi al-Joz, un villaggio a Gerusalemme Est vicino alla Città Vecchia, che Israele ha dichiarato come zona un ‘parco nazionale’. Ciò nonostante questa sia sempre stata una zona residenziale. La famiglia ha ricevuto l’ordine di demolizione più di un anno e mezzo fa, ma ha perso il ricorso contro l’ordinanza il mese scorso. Oggi è l’ultimo giorno dell’ordine di demolizione, che lascia la famiglia con la paura che la loro casa forse stasera sarà demolita.

La casa è un solo piano con 4 camere da letto. Tuttavia, attualmente è la sede di 16 persone, tra cui un bambino di 7 mesi, la nipote del proprietario della casa. La famiglia non può muoversi, come è il caso con altre famiglie palestinesi nel timore di demolizione di case, loro non hanno alcun altro posto dove andare, e lasceranno tutta la loro vita dietro se la loro casa è demolita. Appena sette mesi fa, uno dei figli Totanji ha avuto la sua casa demolita nella stessa area. Questa paura di perdere la casa non vale solo per i Totanjis, ma anche per il resto dei residenti in Palestina, a causa del gran numero di demolizioni e ordini di demolizione. Nellla sola ultima settimana (31 Marzo – 6 Aprile) 14 case sono state demolite a Gerusalemme Est e in Cisgiordania dalle forze israeliane.
Wadi al-Joz si trova direttamente fuori dalla Città Vecchia di Gerusalemme, in una zona vulnerabile. Si tratta di un quartiere che soffre di molti ordini di demolizione e successive demolizioni. Ciò avviene perché Israele dichiara la zona intorno al centro storico di Gerusalemme come un ‘parco nazionale’, per “proteggere la terra storica.” L’area copre una vasta zona residenziale contenente villaggi che sono già sovraffollati tra cui Wadi al-Joz. Oltre ai Totanjis, 13 altre famiglie nel distretto di Sawaneh a Wadi al-Joz sono a rischio di demolizione. Le informazioni riguardanti il cosiddetto ‘parco nazionale’ sono state trasmesse a queste famiglie solo negli ultimi due anni. E mentre le autorità israeliane sostengono che il parco è stato dichiarato più di 4 decenni fa, questa dichiarazione con relativa annessione è in diretta violazione del diritto internazionale.
La famiglia è alla ricerca di una presenza internazionale per rinviare la demolizione e scoraggiare le autorità israeliane. Internazionali saranno in casa da questa sera e per il prossimo futuro per impedire la demolizione. C’è una conferenza stampa in programma domani mattina, alle 11 del 11 Aprile 2016, per annunciare l’apertura di una tenda di protesta al di fuori della casa della famiglia Totanji. Le famiglie e la comunità di Wadi al-Joz invitano tutti a partecipare alla protesta e a prestare la copertura a questo importante evento.