Hebron sotto un assedio selettivo e razzista

2 luglio 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

La città cisgiordana occupata di al-Khalil (Hebron) è stata messa sotto assedio da parte delle forze israeliane – esclusivamente per i palestinesi.

Le forze israeliane hanno dichiarato una chiusura completa della città come una ‘misura di sicurezza’, chiudendo tutte le entrate e le uscite nella città stessa e dei villaggi circostanti appartenenti al governatorato di Hebron a tempo indeterminato. Un’eccezione alla regola è per casi militari e umanitari.

Le chiusure forzate sui villaggi palestinesi da parte delle forze israeliane Photo credit: PNN inglese

Le chiusure forzate sui villaggi palestinesi da parte delle forze israeliane
Photo credit: PNN inglese


La dichiarazione ufficiale di Israele, specifica subito che questo assedio è implementato solo sui residenti palestinesi – deliberatamente  escludendo qualsiasi colono che vive in uno degli insediamenti illegali israeliani da queste misure draconiane.

Punire l’intera popolazione palestinese, con un assedio di questo tipo, inoltre, è una forma di punizione collettiva vietata dall’art. 33 della Quarta Convenzione di Ginevra, in cui si afferma che una persona non può essere “[…] punita per un reato che lui o lei non ha commesso personalmente: pene collettive, come pure qualsiasi misura d’intimidazione o di terrorismo sono proibiti “.

Far rispettare un assedio a tutta la popolazione palestinese in questo settore, illustra, inoltre, il razzismo e l’apartheid delle misure del governo israeliano, apertamente ammettendo di imporre un assedio specificamente ed esclusivamente su un certo gruppo, i palestinesi, mentre deliberatamente esclude la popolazione dei coloni illegali dalla stessa misura.

Chiusura in uscita di Hebron utilizzata dai palestinesi Photo credit: PNN inglese

Chiusura in uscita di Hebron utilizzata dai palestinesi
Photo credit: PNN inglese

Considerando che  misure come queste non sono una novità, che sicuramente illustrano come senza mezzi termini le autorità israeliane affermano pubblicamente il loro razzismo, le loro violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani, e come essi non hanno nemmeno paura di illustrare le loro misure di apartheid. La domanda che rimane è,  la comunità internazionale se ne accorgerà – e soprattutto farà qualche azione?

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