Ricordando Muhammad al-Durrah e i sogni rubati della Palestina

29 settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Gaza, Palestina occupata

Pochi giorni fa, il 22 settembre, la città occupata di al-Khalil (Hebron) ha ricordato e pianto l’uccisione del 18enne Hadeel al-Hashlamoun, un altro giovane palestinese giustiziato a sangue freddo dalle forze israeliane al di fuori del posto di controllo Shuhada Street proprio un anno fa. E oggi, 30 settembre, tutta la Palestina occupata china la testa in segno di lutto e solleva il pugno nella resistenza nel 16 ° anniversario della morte di Jamal al-Durrah e di suo figlio Muhammad di 12 anni.m


In questo giorno di 16 anni fa, le forze israeliane hanno scatenato il terrore militarizzato sulle strade di Gaza occupata, sparando indiscriminatamente su qualsiasi cosa vista come una minaccia, che in quel momento era solo qualche palestinese in vista. Anche i medici palestinesi sono stati costretti a correre ai ripari con corpi che giacevano sanguinanti a terra. In quel giorno, ogni persona palestinese era ridotto agli occhi delle forze di occupazione israeliane a un corpo da essere preso di mira. Due di questi corpi erano Jamal e il giovane Muhammad.

16 anni fa, il mondo ha avuto presentato il video  di un giornalista francese che documenta con incriminante chiarezza i momenti finali di un giovane, spaventato, ragazzo innocente che non aveva anche raggiunto gli anni dell’adolescenza. Mentre i palestinesi corrono freneticamente per proteggersi, la telecamera mette a fuoco su Muhammad e suo padre che tenta di proteggerlo dietro un cilindro di cemento. In quello che sembra un istante, gli spari piovono su di loro due e l’intera scena è coperta di fumo. Quando il fumo si dirada, il corpo giovane di Muhammad è visto accasciato sul grembo di suo padre. Jamal raduna le ultime forze sino a sedersi con la parte superiore del corpo sollevata. Oscilla avanti e indietro per qualche istante, con il corpo di suo figlio posato sulle sue gambe, prima che la scintilla della vita lasci il suo corpo.

Nei 16 anni da quando è avvenuta l’esecuzione di Muhammad, la Palestina non ha mai cessato di vivere sotto la morsa di ferro del terrorismo di stato israeliano. 16 anni hanno portato repressione militare, arresti arbitrari, la paura e l’intimidazione tutta la Cisgiordania, Gaza e Gerusalemme Est. 16 anni hanno portato innumerevoli accaparramenti di terre per l’espansione dei posti di blocco illegali e gli insediamenti illegali israeliani. 16 anni hanno visto le forze e gli insediamenti israeliani “tirarsi fuori” da Gaza, solo per essere sostituiti da un blocco economico completo con Israele che ha circondato i suoi confini su terra, mare, e anche il cielo sopra militarizzando tutto. 16 anni hanno portato molteplici assalti di genocidio a Gaza, l’ultimo, soprannominata “Operazione margine protettivo”, con il massacro di oltre 2.000 vite palestinesi. Nel corso degli ultimi 16 anni, la terra in cui Muhammad al-Durrah ha vissuto, ha giocato, e sognava di continuare a vivere, è sotto il pugno di una occupazione militare illegale e il tentativo di cancellare i corpi e le memorie palestinesi dall’esistenza al fine di rivendicare una nazione rubata.

C’è molto da ricordare di questi ultimi 16 anni, e ogni giorno porta più orrori per il popolo della Palestina. Eppure oggi, ricordiamo la morte di un ragazzo innocente il cui unico crimine è stato vivere nella sua terra natale. Possano i suoi sogni sconosciuti, eppure sempre presenti essere luce su tutta la terra di Palestina di oggi e ricordarci che tutti lottiamo per la vita stessa.

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