Impossibile nascondersi: Nuova torre di osservazione illegale nella occupata Hebron

3 ottobre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team| Hebron, Palestina occupata

Le forze israeliane hanno messo una torre di osservazione a circuito chiuso nella zona della Moschea di Ibrahim, aumentando ulteriormente non solo la loro sorveglianza onnicomprensiva sui palestinesi, ma anche la loro lenta ma costante annessione illegale di sempre più terra  palestinese nei territori occupati di al-Khalil (Hebron).

Alla fine della scorsa settimana, le forze israeliane in una azione ‘segreta’ durante la notte hanno piazzato la torre di osservazione, circondata da decine di blocchi di cemento e filo spinato. Situato in un angolo tra le case palestinesi, il posto di osservazione con un contenitore e tutto l’armamentario circostanti è solo un altro passo nella annessione illegale di ancora più terra. Nelle ultime settimane, le forze israeliane hanno aumentato le loro annessioni illegali della piccola striscia di Shuhada Street ancora accessibile ai pedoni palestinesi e intensificato il gioco di creare un ambiente coercitivo  che porti direttamente al trasferimento forzato dei palestinesi dalla zona di Tel Rumeida.

CCTV camero on top of the surveillance tower

video-camera CCTV in cima alla torretta di sorveglianza

Questa torre di osservazione è dotata di una fotocamera che raggiunge  le case del quartiere dall’alto, guardando in tal modo i palestinesi costantemente. Questa sensazione di essere guardato in modo permanente per i palestinesi è combinata con i sempre presenti controlli e umiliazioni ai checkpoint  sempre più militarizzate. I palestinesi sono guardati, umiliati, numerati, privati dei loro più elementari diritti umani fondamentali – occupati non solo fisicamente dalle forze di occupazione israeliane, ma anche mentalmente. Essi non possono mai dire se saranno autorizzati ad attraversare un posto di blocco (cosa che dipende esclusivamente dai rispettivi capricci dei soldati), se i loro figli saranno riempiti di gas lacrimogeni nel loro cammino verso la scuola o arrestati, o anche se gli spareranno a un posto di blocco e lo lascieranno morire dissanguato. Qualsiasi di tutte queste forme di punizione collettiva vengono applicate dalle forze di occupazione israeliane sull’intera popolazione di civili in completo disprezzo di qualsiasi rispetto per il diritto internazionale o un trattamento umano della popolazione palestinese.

Il quartiere di Tel Rumeida, Shuhada Street, e la zona intorno alla moschea di Ibrahim sono già collegati da una strada solo per coloni che è il risultato della pulizia etnica dei palestinesi all’indomani della strage alla Ibrahimi Mosque. Le restrizioni nel quartiere di Tel Rumeida (dichiarazione di ‘zona chiusa militare’ imposta esclusivamente sui residenti palestinesi per quasi un anno) e intorno alla moschea di Ibrahim (dove ai palestinesi viene spesso impedito di passare i posti di blocco con un limite di età tra i 15-30) vedono una crescita in un brevissimo lasso di tempo, rendendo la vita per i Palestinesi così difficile – o meglio impossibile –  lasciandoli senza altra scelta che lasciare. L’unico e chiaro obiettivo è il trasferimento forzato di tutti i palestinesi da questo settore, quindi geograficamente un collegamento tra gli insediamenti illegali in un’area di pulizia etnica da qualsiasi presenza palestinese.

CCTV surveillance tower newly put up in Palestinian neighborhood

torre di sorveglianza CCTV di recente messa nel quartiere palestinese

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