L’attivista palestinese Salah Khawaja, segretario del Comitato Nazionale Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni , la più grande coalizione della società civile palestinese, che sostiene il movimento BDS, ha avuto ordine da un tribunale militare israeliano di nove giorni aggiuntivi in interrogatori da Mercoledì 23 novembre.
Khawaja, 45 anni, è anche molto attivo nel movimento di base palestinese contro il Muro (Stop the Wall) ed è leader dell’Iniziativa nazionale palestinese. E’ stato sequestrato nella sua abitazione da parte delle forze di occupazione israeliane in un raid prima dell’alba il 26 ottobre. Da quel momento, è stato continuamente imprigionato e tenuto sotto interrogatorio presso il centro per gli interrogatori di Petah Tikva. Nessuna accusa è stata depositata contro di lui; egli è stato oggetto di duri interrogatori e della privazione del sonno. Gli è stato proibito di vedere il suo avvocato fino al primo rinnovo del suo interrogatorio, il 16 novembre. Khawaja ha segnalato le varie forme di trattamento crudele, disumano e degradante a cui è stato soggetto, tra interrogatori fatti picchiandolo, con calci ai genitali e urlando e sputandogli in faccia. E’ stato regolarmente sottoposto a periodi di interrogatorio di 8-16 ore su base giornaliera o due volte al giorno.
Un processo d’appello si riunirà presso la Corte militare di Ofer la domenica 27 novembre contro il rinnovo del periodo di interrogatorio di Khawaja. Secondo quanto riferito, egli può essere spostato nella prigione di Ofer.
Front Line Defenders, Unadikum e fermare il Muro hanno emesso inviti ad agire a sostegno di Khawaja, sollecitando l’attenzione internazionale per sostenere questo caso di un palestinese difensore dei diritti umani colpito per il suo attivismo.