Palestina: cinque truffe mediatiche fondamentali che rafforzano i crimini di Israele

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 15 MAGGIO 2021           Tom Suarez
La copertura dei mass media occidentali del cosiddetto “conflitto” in Israele-Palestina è così imperfetta da capovolgere la comprensione che si fa la gente normale su ciò che sta accadendo. Di seguito sono riportati cinque punti specifici particolarmente rilevanti per l’attuale violenza.

UNA DONNA E UN BAMBINO PALESTINESI PASSANO ATTRAVERSO UN PUNTO DI CONTROLLO MILITARE ISRAELIANO CHE “PROTEGGE” I COLONI DI HEBRON. [FOTO: T SUÁREZ]

1. Gerusalemme est non è in Israele.
Le analisi delle notizie sulle azioni israeliane a Sheikh Jarrah e alla moschea di Al-Aqsa partono invariabilmente dalle premesse come se si svolgessero in Israele (e quindi implicitamente soggette alla legge israeliana). No. Israele ha conquistato con la forza Gerusalemme Est nel 1967 e da allora ha sfidato le richieste delle Nazioni Unite di andarsene. In effetti, il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, allarmato dall’intransigenza israeliana, ha reso esplicito che nessuna quantità di “fatti sul campo” israeliani può essere utilizzata da Tel Aviv per rivendicare un fatto compiuto nel suo furto della terra. Israele non ha il diritto di essere a Gerusalemme Est, in primo luogo. (1)

DUE FOTO UNITE, SCATTATE DAL PUNTO IDENTICO SU ENTRAMBI I LATI DEL MURO ISRAELIANO IN DUE SEZIONI ABU DIS (SINISTRA = EST, DESTRA = OVEST; NOTA LO STESSO MINARETO IN ENTRAMBE LE FOTO). IL MURO TAGLIA ABU DIS: SUL LATO DESTRO SIAMO A GERUSALEMME EST. QUESTO AIUTA LA RICHIESTA DI ANNESSIONE DI GERUSALEMME ORIENTALE DA PARTE DI ISRAELE E FACILITA LA PULIZIA ETNICA DELLE PERSONE DELLA ZONA, DATO CHE HANNO ORA  LA CARTA D’IDENTITÀ “SBAGLIATA” (WEST BANK INVECE DI GERUSALEMME EST), PER TROVARSI NEL SISTEMA ISRAELIANO DEI BANTUSTAN. I PALESTINESI DA SINISTRA NON POSSONO ANDARE A DESTRA SENZA SPECIALE PERMESSO; PER GLI STRANIERI SI TRATTA DI MEZZ’ORA DI GUIDA.

2. La cittadinanza a Gerusalemme Est è in base all’etnia: ebrei, sì; Non ebrei, no.
Israele, ovviamente, afferma di aver annesso Gerusalemme Est; tuttavia, secondo la legge israeliana sull’apartheid, solo i coloni ebrei, non i nativi non ebrei (come quelli di Sheikh Jarrah), sono cittadini. Israele classifica i nativi non ebrei di Gerusalemme Est come “residenti” transitori, permettendogli di purificarli etnicamente a piacimento. Possono richiedere la cittadinanza (raramente concessa), ma è a malapena un patto faustiano: rinunciano a qualsiasi pretesa nazionale in cambio di una “cittadinanza” che, in quanto non ebrei, non impedisce ancora la loro pulizia etnica. (2)

3. Gli ebrei possono reclamare proprietà presumibilmente possedute prima del 1948. Solo gli ebrei.
Israele afferma che la terra a Sheikh Jarrah era appartenuta agli ebrei prima del 1948, e che quindi hanno il diritto di riprenderla. Ma secondo la legge israeliana, solo gli ebrei hanno questo diritto; lo stesso diritto viene negato ai non ebrei le cui case vengono requisite dai coloni israeliani. Pertanto, anche se i nativi non ebrei di Gerusalemme est avessero richiesto e ottenuto la cittadinanza israeliana, i coloni ebrei avrebbero comunque requisito le loro case, mentre, in quanto non ebrei, non avrebbero alcun diritto parallelo di rivendicare le loro legittime case rubate da Israele, nel 1948 o successivamente.(3)

4. L’assedio israeliano di Gaza è iniziato nel 1948, non dopo l’elezione di Hamas nel 2006.
Le notizie invariabilmente  usano “Hamas” e “razzi” per spiegare l’assedio e i massacri israeliani. No: sebbene Israele abbia intensificato il suo blocco dopo l’ascesa di Hamas, l’assedio è iniziato nel 1948 e da allora è continuato senza sosta. Molte delle persone che Israele ha purificato etnicamente nel 1948 sono finite a Gaza, affrontando la fame, il freddo e le malattie in una terra improvvisamente sovrappopolata. Dal momento che non sono ebrei, coloro che hanno cercato di tornare a casa sono stati spesso uccisi a vista, e da allora nulla è cambiato: le persone a Gaza vengono ora uccise per un tentativo puramente simbolico di avvicinarsi al “recinto” perimetrale che racchiude il ghetto. Ma i media collegano falsamente l’assedio all’elezione di Hamas, fornendo a Israele una pseudo “spiegazione”. A dire il vero, si potrebbe sostenere che i razzi sono stupidi, poiché sono esattamente ciò che Israele vuole e provoca; ma se le etnie fossero invertite – se le milizie “arabe” avessero ripulito etnicamente gli ebrei e li avessero tenuti semi-affamati in un ghetto sigillato che usava come giocattolo sadico per testare armi senza mezzi di autodifesa – invece di incolpare le vittime, il nostro i militari li avrebbero liberati settantatré anni fa. (4)

5. L’Autorità Palestinese non è un “governo” palestinese autonomo.
I media – giustamente – criticano l’Autorità Palestinese per la sua impotenza e corruzione, ma suggeriscono falsamente che sia il rappresentante liberamente eletto dei palestinesi. L’Autorità Palestinese è stata istituita dalla forza militare israeliana contro i risultati delle elezioni del 2006 e non ha alcun potere se non come “permesso” da Israele. Serve Israele esternalizzando gli affari quotidiani – e la repressione – dei palestinesi; e Israele ha bisogno della facciata di un “governo” palestinese per spiegare perché i non ebrei in Cisgiordania non possono votare alle elezioni israeliane. Né i palestinesi hanno avuto alcuna voce in capitolo sui candidati alle elezioni del 2006: Israele ha imprigionato o assassinato leader promettenti non di suo gradimento, e poi ha iniziato una guerra per impedire ai vincitori eletti democraticamente, Hamas, di avere un ruolo in Cisgiordania (5)

Note:

1. Numerose risoluzioni delle Nazioni Unite dal 1967 in poi lo hanno chiarito
• Gerusalemme est non è territorio israeliano;
• Israele non deve cambiare la natura di Gerusalemme Est, sia che si tratti di persone, terreni o edifici;
• la sfida a questo non può essere usata per rivendicare un fatto compiuto;
• Israele deve rimuovere le sue forze dalla città.
Questi includono risoluzioni UNSC 242 (1967), 250 (1968), 251 (1968), 252 (1968), 267 (1969), 271 (1969), 298 (1969), 465 (1980), 476 (1980), 478 (1980), 672 (1990), 1073 (1996), 1322 (2000), 2334 (2016); e UNGA 2253 (1967), 36/15 (1981), 55/130 (2001), 10/14 (2003), 60/104 (2006), 70/89 (2015), 71/96 (2016).
2. Si veda ad esempio l’Associazione per i diritti civili in Israele.
3. Vedi l’eccellente rapporto del 2017 preparato per l’ONU da Richard Falk e Virginia Tilley che è stato ritirato sotto la pressione israeliana, archiviato qui.
4. Per Gaza all’indomani del 1948, vedi, ad esempio, Ethnic Cleansing of Palestine di Ilan Pappe, o State of Terror dell’attuale autore.

5. La saggezza comune vuole che Hamas abbia vinto le elezioni del 2006 per tre ragioni: era stata attiva nell’aiutare le comunità locali; all’epoca era considerato meno corrotto di Fatah; e perché era visto, a differenza di Fatah, come un’effettiva opposizione a Israele. Si dimentica spesso che Hamas ha vinto le elezioni per tutta la Palestina, non solo per Gaza; ma Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, ha usato la forza militare per abrogare i risultati delle elezioni, lasciando Hamas confinato nella striscia di Gaza, e Fatah, che era la scelta di Israele, in Cisgiordania.

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