6 dicembre 2024
![UN-branded vehicles are parked at the Kamal Adwan Hospital in Beit Lahia in the northern Gaza Strip on October 28, 2024 [-/AFP via Getty Images]](https://i0.wp.com/www.middleeastmonitor.com/wp-content/uploads/2024/11/GettyImages-2180895465-scaled-e1732010516954.jpg?fit=1200%2C800&ssl=1)
Venerdì il Ministero della Salute di Gaza, ha esortato la comunità internazionale ad intervenire per fermare l’aggressione israeliana sul settore sanitario in mezzo al genocidio in corso, riferisce l’agenzia Anadolu.
In una dichiarazione, il Ministero ha fatto appello alla comunità internazionale, ai gruppi per i diritti e la salute, e al Comitato Internazionale della Croce Rossa “di intervenire immediatamente per fermare la brutale aggressione israeliana sul sistema sanitario, il suo personale, i pazienti e i feriti.”
Questa dichiarazione del ministero è seguita ai continui bombardamenti ai danni degli ospedali che da mesi portano alla morte di pazienti e personale sanitari di fronte al mondo.
Solo 17 ospedali di Gaza su 36 sono parzialmente operativi, in mezzo alla mancanza di forniture mediche, medicine e carburante.
Venerdì, all’alba, l’esercito israeliano si è ritirato dall’ospedale Kamal Adwan dopo averlo raziato per alcune ore, durante le quali l’esercito ha arrestato personale medico e pazienti e ha cacciato con la forza le persone dall’ospedale.
Dal 5 ottobre, Israele ha lanciato una vasta operazione di terra nel nord di Gaza per impedire presumibilmente il raggruppamento del gruppo di resistenza palestinese, Hamas.
I palestinesi, tuttavia, accusano Israele di cercare di occupare la zona e di spostare con la forza i suoi residenti.
Da allora, nessun aiuto umanitario, compresi cibo, medicine e carburante, è stato permesso nella zona, lasciando la maggior parte della popolazione sul punto di carestia.
Israele ha lanciato una guerra genocida sulla striscia di Gaza a seguito di un attacco di Hamas lo scorso ottobre, uccidendo più di 44.600 persone, la maggior parte donne e bambini, e ferendo quasi 106.000.
Il secondo anno di genocidio a Gaza ha suscitato una crescente condanna internazionale, con funzionari e istituzioni che hanno etichettato gli attacchi e il blocco delle forniture di aiuti come un tentativo deliberato di distruggere una popolazione.
Il 21 novembre, la Corte penale internazionale ha emesso mandati di arresto per il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, e l’ex ministro della difesa, Yoav Gallant, per crimini di guerra e crimini contro l’umanità a Gaza.