27 giugno 2025 Masafer Yatta
A nome dei Giovani di Sumud, vi segnaliamo con urgenza una pericolosa e illegale escalation a Masafer Yatta, in particolare nella Zona di Tiro 918 nella Cisgiordania occupata.
Il 18 giugno 2025, il Consiglio Superiore di Pianificazione ha emesso una direttiva per la Zona di Tiro 918 a tutti i suoi sottocomitati, autorizzando il rigetto delle obiezioni di demolizione e delle procedure di pianificazione sulla base di un avviso del comandante militare datato 17 giugno 2025. Tale avviso, che rimane riservato al pubblico, afferma che l’addestramento militare è ora obbligatorio in tutta la Zona di Tiro 918. Ciò rappresenta l’annullamento di fatto di tutti i canali legali e le procedure di pianificazione in corso, inclusi piani dettagliati, ordinanze cautelari, udienze e richieste di autorizzazione presentate dai residenti delle comunità di Sfai, Al-Majaz, Jinba, Taban, Tuba, Al-Halawah, Al-Markez e Al-Fakhit, nonché di altri villaggi situati nella Zona di Tiro 918 con casi pendenti. Prevediamo ora un’ondata di rigetti legali nei prossimi giorni, in particolare ad Al-Majaz, Sfai, Jinba e Tuba. Anche le infrastrutture vitali della comunità, comprese le scuole di Sfai, Fakhit e Jinba, sono ora a rischio imminente.
Nonostante la disponibilità di “aree asciutte” che consentirebbero l’addestramento senza danni e sfollamenti civili, l’esercito invoca la “necessità” con la quasi totale impunità per giustificare gli sfollamenti di massa. Non sono state offerte alternative, a prescindere dalle aree umide e secche, e i residenti non hanno più un posto dove andare.
Questa mossa equivale a una pulizia etnica delle comunità indigene di Masafer, che vengono private delle loro terre private, delle zone di pascolo e dei mezzi di sussistenza di base. È fondamentale sottolineare che l’addestramento militare può e deve essere condotto in aree alternative che non richiedano il trasferimento forzato dei palestinesi o la distruzione della vita e del patrimonio civile.
Non si tratta di sicurezza. L’attacco alla Firing Zone 918 riflette gli interessi di lunga data dei coloni e il più ampio obiettivo politico di creare una contiguità territoriale tra Ma’ale Adumim, Kiryat Arba e Be’er Sheva. Questo obiettivo compromette la fattibilità di un futuro Stato palestinese.
Il parere consultivo della Corte Internazionale di Giustizia del luglio 2024 afferma che tale espulsione viola il diritto internazionale.
Alla luce di quanto sopra, invitiamo gli attori diplomatici e multilaterali a:
• Denunciare pubblicamente le espulsioni pianificate a Masafer Yatta e nel resto della Cisgiordania;
• Richiedere l’immediata sospensione di tutte le operazioni di demolizione e sfollamento nella Firing Zone 918;
• Intraprendere azioni per le violazioni in corso, anche attraverso il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, la Corte Penale Internazionale e altri meccanismi pertinenti, e imporre sanzioni ove appropriato.
• Vi esortiamo a non permettere che le conclusioni della Corte Internazionale di Giustizia rimangano astratte. Il trasferimento forzato delle comunità palestinesi dalle loro terre ancestrali nei territori occupati è una grave violazione del diritto internazionale umanitario e non può essere tollerato.
È giunto il momento per un intervento diplomatico coordinato e basato sui principi.
