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2 marzo 2026
Due palestinesi sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da coloni ebrei israeliani illegali vicino a Nablus, mentre la moschea di Al-Aqsa rimane chiusa per il terzo giorno.

Due palestinesi sono stati uccisi a colpi d’arma da fuoco da coloni ebrei israeliani illegali vicino a Nablus. (Foto: tramite QNN)
Sviluppi chiave
– Due palestinesi sono stati uccisi in un attacco di coloni nel villaggio di Qaryut.
– Almeno altri quattro sono rimasti feriti, di cui due in condizioni molto gravi.
– Le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto il villaggio e arrestato i residenti.
– La moschea di Al-Aqsa è rimasta chiusa per tre giorni consecutivi.
– I posti di blocco in Cisgiordania e gli ingressi alla città continuano a essere sigillati.
Due morti in un attacco dei coloni
Il Ministero della Salute palestinese ha annunciato lunedì l’uccisione di due palestinesi nel villaggio di Qaryut, a sud di Nablus, colpiti da colpi d’arma da fuoco da coloni ebrei israeliani illegali.
Il Ministero ha identificato le vittime come Muhammad Taha Muammar (52) e Fahim Taha Muammar (48). Ha affermato che Muhammad Muammar è stato colpito alla testa, mentre Fahim Muammar è stato colpito al bacino, ed entrambi sono deceduti a causa delle ferite.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che almeno quattro palestinesi sono rimasti feriti durante l’attacco, inclusi due casi descritti come molto gravi. Diversi feriti sono stati trasferiti negli ospedali di Nablus.
Fonti locali hanno riferito che, in seguito all’attacco delle milizie dei coloni, le forze di occupazione israeliane hanno preso d’assalto Qaryut e arrestato diversi giovani e residenti.
Moschea di Al-Aqsa chiusa per il terzo giorno
Nel frattempo, per il terzo giorno consecutivo, le forze di occupazione israeliane hanno tenuto chiusa la Moschea di Al-Aqsa nella Gerusalemme occupata, in concomitanza con l’escalation in corso nella regione.
Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che ai fedeli è stato impedito di entrare nella moschea e di celebrare le preghiere di Isha e Taraweeh durante il mese sacro del Ramadan. La chiusura è iniziata sabato mattina, quando le forze hanno costretto i fedeli a lasciare il complesso e ne hanno sigillato i cancelli.
Le autorità di occupazione israeliane hanno citato lo stato di emergenza come giustificazione per le misure.
Si intensificano le restrizioni in Cisgiordania
Le forze di occupazione israeliane continuano a imporre severe restrizioni di movimento in diversi governatorati della Cisgiordania, chiudendo i posti di blocco militari e gli ingressi alle città e ai paesi.
In alcune dichiarazioni, il movimento di resistenza palestinese Hamas ha affermato che la chiusura della Moschea di Al-Aqsa e l’impedimento delle preghiere del Ramadan rappresentano una grave violazione della sacralità religiosa e della libertà di culto. Il gruppo ha affermato che tali misure fanno parte di politiche più ampie volte a rafforzare il controllo sulla moschea.
Anche il Movimento dei Mujahideen palestinesi ha condannato la continua chiusura e ha invitato i paesi arabi e musulmani ad agire per sostenere la moschea di Al-Aqsa e difenderne la sacralità.
