I militari israeliani distruggono terreni agricoli a Gaza

3 Aprile 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Striscia di Gaza, Palestina occupata

Verso le 9 di giovedi 31 marzo quattro bulldozer israeliani sono entrati nella Striscia di Gaza a El Fakhuri. Sono venuti per distruggere terreni agricoli situati in prossimità del confine, ancora una volta, violando la tregua a tempo indeterminato che si è conclusa dopo l’aggressione israeliana contro Gaza nel 2014.

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Nel frattempo più di trenta carri armati erano situati lungo la linea di recinzione, puntando i cannoni sui contadini palestinesi che continuavano a lavorare sulle loro terre, nonostante il grande rischio che devono affrontare in questo modo
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La piantagione di alberi di olivo unisce i palestinesi nella Valle del Giordano

2 Aprile 2016 | International Solidarity movement, Ramallah team | Valle del Giordano, Palestina occupata

Sabato 2 aprile palestinesi e attivisti internazionali hanno lavorato insieme in solidarietà per piantare alberi di ulivo nella città di al-Bikaa nella valle del Giordano, la città cade sotto zona C dei territori occupati. L’atto di piantare degli alberi oggi era simbolico e aveva diversi significati oltre le azioni di tutti i giorni.

Planting of olive trees

Messa a dimora di alberi di ulivo

Nel mese di novembre 2015, le forze israeliane di occupazione hanno confiscato un campo di terra ai nativi palestinesi e la hanno usata per piantare viti, frutta, che spesso finiscono sulle tavole degli ingenui paesi occidentali, i cui cittadini hanno ben poco idea dell’origine dei prodotti vegetali e della continua lotta che si crea  per i palestinesi  con queste confische di terre dannose.
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Pacifico impianto di alberi si scontra con la violenza a Nabi Saleh

1 apr 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Nabi Salih, Cisgiordania, Palestina occupata

Venerdì 1 aprile palestinesi della città di Nabi Salih, insieme ad attivisti internazionali e israeliani, hanno marciato insieme in solidarietà per protestare contro l’insediamento israeliano illegale di Hamalish che è stato costruito e si è ampliato nel corso del tempo su terra palestinese.

A young girl being interviewed prior to the demonstration
La marcia è iniziata poco dopo la preghiera di mezzogiorno, intorno alle 1:30 del pomeriggio, gli attivisti si sono riuniti nei pressi del punto di ingresso della città. Da qui sono partiti e si sono fatti strada pacificamente lungo la collina fino alla strada principale, a quel punto sono stati accolti da raffiche di gas lacrimogeni da parte delle forze israeliane in attesa.
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Apartheid nei campi: ingiustizia nella Valle del Giordano

30 marzo 2016 | International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Striscia di Gaza, Palestina occupata

Un nuovo rapporto di Corporate Watch delinea esattamente come il cibo coltivato negli insediamenti illegali della Palestina arriva sui nostri piatti in Gran Bretagna, e ciò che noi (in Gran Bretagna) potremmo fare al riguardo. In questa seconda relazione di sintesi guardiamo a quello che sta accadendo nella Valle del Giordano.

Much Jordan Valley produce is marketed as organic but is certainly not grown fairly
Le aziende agricole israeliane operano sul terreno nella Valle del Giordano presa dai palestinesi con la forza. Questo lascia i palestinesi lì con poche opzioni, se non di lavorare per gli insediamenti illegali sulla terra che una volta era palestinese, e, talvolta, su terreni che un tempo erano proprio loro. Continue reading

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Un’altra casa distrutta a Gaza

29 marzo 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Striscia di Gaza, Palestina occupata
Durante l’ultima ondata di aggressioni da parte delle forze israeliane contro la Striscia di Gaza, il residente di Gaza Mohamed Shorrab, 70 anni, ha perso la sua casa. E’ stata colpita e distrutta dal fuoco dei carri armati  e dell’artiglieria israeliana dalle torrette poste sul muro di annessione che separano Gaza dalle terre occupate da Israele nel 1948. Durante questa ondata di aggressione, i bulldozer israeliani hanno distrutto anche i suoi cinquecento alveari insieme alla maggior parte delle sue piantagioni di frutta e ulivi. In precedenza ventuno pecore di Mohamed erano state uccise, insieme a tutto il bestiame di Gaza, nel corso  massacro di Gaza del 2014  da parte delle forze israeliane.

The family home

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Le forze israeliane tornano al sistema di numerazione disumanizzante nella scia di omicidi a Al Khalil (Hebron)

26 Marzo 2016 | International Solidarity Movement, i al-Khalil team | Al khalil (Hebron), Cisgiordania, Palestina occupata
Dopo aver chiuso completamente lo Shuhada checkpoint per i palestinesi nei territori occupati di al-Khalil (Hebron)  giovedi, 24 ° marzo 2016, le forze israeliane hanno fatto ritorno alla pratica di “numerazione”dei  residenti palestinesi al fine di limitare l’accesso ai quartieri adiacenti. I soldati ora bloccano tutti i palestinesi senza numero e, talvolta, anche quelli già registrati come residenti, dalla data di entrata in zona militare chiusa.

Shuhada checkpoint gate

cancello al checkpoint Shuhada

Il quartiere di Tel Rumeida e la piccola striscia di Shuhada Street, che rimane accessibile per i palestinesi dopo la chiusura di tutto il resto della strada a seguito del massacro del 1994 alla Ibrahimi Mosque  sono stati dichiarati una zona chiusa militare dal 1 ° novembre 2015. I residenti palestinesi – in contrasto con i coloni estremisti sionisti che vivono negli insediamenti illegali vicini – sono stati costretti a registrarsi con le forze israeliane come residenti, e a ognuno è dato un numero utilizzato per identificarlo. Continue reading

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I manifestanti pacifici a Ni’lin attaccati con gas lacrimogeni mortali

25 Marzo 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Ni’lin,  West Bank occupata

Venerdì 25 marzo palestinesi, attivisti israeliani e attivisti stranieri hanno preso egualmente parte alla manifestazione settimanale per opporsi al muro dell’apartheid che circonda la città di Ni’lin e ha preso gran parte della terra del villaggio. La manifestazione che ha iniziato pacificamente è stata interrotta da una grande quantità di gas lacrimogeni sparati sui manifestanti, insieme a proiettili di spugna e proiettili di metallo ricoperti di gomma; la forza eccessiva che viene sempre utilizzata dall’esercito israeliano.

Peaceful demonstrators marching forward
La manifestazione è iniziata dopo la preghiera di mezzogiorno, con la folla che cammina lungo le strade locali, cantando canzoni di sfida. In pochi minuti i primi tiri di gas lacrimogeni sono stati sparati dall’esercito israeliano che si erano fatti strada in profondità nel territorio palestinese. I primi colpi sono stati sparati in alto nel cielo, atterrando davanti e intorno ai manifestanti, questo ha causato un po’ di confusione e i manifestanti sono stati costretti a ripiegare. Continue reading

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Coloni illegali celebrano Purim dopo l’assassinio a sangue freddo di giovani palestinesi

24 marzo 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Cisgiordania occupata
Il 24 marzo i coloni israeliani degli insediamenti illegali nella parte occupata di al-Khalil (Hebron) hanno celebrato la festa di ‘Purim’. I coloni hanno marciato attraverso la città vecchia di al-Khalil, partendo dal punto in cui solo poche ore prima, le forze israeliane hanno freddato due giovani palestinesi e poi giustiziato uno di loro a sangue freddo.

Illegal settlers celebrating in the exact spot where two Palestinians were murdered in cold-blood Photo credit: Youth Against Settlements

coloni illegali che celebrano nel punto esatto in cui due palestinesi sono stati uccisi a sangue freddo Photo credit:Youth Against Settlements

Al mattino, le forze israeliane hanno sparato e ferito gravemente due giovani palestinesi nel quartiere di Tel Rumeida e poi li hanno lasciati stesi a terra gravemente feriti, mentre i medici israeliani stavano preoccupandosi di un soldato israeliano leggermente ferito. Le ambulanze palestinesi, che non sono autorizzate ad entrare su questa strada che è solo per i coloni, hanno avuto impedito dalle forze israeliane il raggiungere i giovani feriti palestinesi. In un video pubblicato da B’Tselem, un soldato è chiaramente visto mentre spara a uno dei giovani alla testa a bruciapelo, anche se è disteso a terra e non è una minaccia per nessuno.
Solo poche ore dopo questa esecuzione extragiudiziale, i coloni hanno iniziato la loro marcia gioiosa, vestiti in costume, con musica mandata da un autobus, ballando nello stesso punto in cui i due palestinesi sono stati uccisi a sangue freddo. Continue reading

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Una evidente esecuzione extragiudiziale a Hebron

24 Marzo 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron,  West Bank occupata

La mattina del 24 marzo, intorno alle 8.30 del mattino, due giovani palestinesi, Ramzi Aziz al-Qasrawi, 21 anni, e Abed al-Fattah Yusri al-Sharif, 21 anni, sono stati colpiti a morte dalle forze israeliane dopo un presunto tentativo di accoltellamento nel quartiere palestinese di Tel Rumeida. Tel Rumeida è anche sede di un gran numero di  violenti coloni israeliani illegali. Dal 1 ° novembre 2015 l’area stessa è stata considerata una ‘zona militare chiusa’ da parte dell’esercito israeliano che rende il documentare ciò che accade dentro l’area, estremamente difficile per chiunque non sia parte dell’esercito israeliano.

The two slain Palestinian men (photo credit maanimages)
Intorno alle 08:30, sei colpi di pistola sono stati sentiti dalle pareti degli edifici vicini. Poco dopo aver sentito i colpi è stato confermato che due giovani palestinesi erano stati colpiti dall’esercito israeliano occupante vicino alla colonia illegale di Tel Rumeida. Continue reading

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Restrizioni da Apartheid contro i palestinesi

23 marzo 2016 |  International Solidarity Movement,  al-Khalil team | Hebron, Cisgiordania occupata

Il governo israeliano ha annunciato che a partire da mercoledì 23 marzo, fino a Domenica 27 marzo, tutte le strade che portano dentro o fuori dei territori palestinesi occupati, sia  in Cisgiordania che a Gaza sarà completamente chiusa per i palestinesi.
Il valico di Erez, dato che i governi israeliani hanno forzato la chiusura del valico di Rafah con il mondo esterno, è l’unico passaggio pedonale che resta che collega la Striscia di Gaza con Israele e la Cisgiordania occupata. Esso sarà chiuso dal Mercoledì alla Domenica mattina, ancora una volta lasciando la popolazione della occupata Striscia di Gaza, spesso definita come la ‘più grande prigione a cielo aperto’, in quanto il governo israeliano controlla efficacemente tutte le frontiere terrestri, il mare e anche lo spazio aereo,  di nuovo bloccata all’interno del territorio, murati dentro senza alcuna possibilità di lasciare.

valico di Erez

valico di Erez

I check point che collegano la Cisgiordania occupata con i territori controllati da Israele, presidiati dalle forze israeliane – un ostacolo comune per i palestinesi che vengono ritardati, molestati, intimiditi, interrogati e detenuti, o addirittura respinti dal passare qui – saranno interamente chiusi per i palestinesi. Continue reading

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