Shuhada Street 2015: sofferenza per la propaganda israeliana e la chiusura militare

Hebron, Comunicati Stampa, 29 giugno 2015

Centinaia di negozi palestinesi e magazzini sono stati chiusi in Shuhada Street dall’esercito israeliano nel 1994 in seguito al massacro nella moschea di Ibrahim, in cui ventinove musulmani furono uccisi durante la preghiera dentro la Moschea Ibrahimi da Baruch Goldstein, un colono ebreo di Kiryat Arba.

In nome della tutela dei coloni ebrei, dopo il massacro dei palestinesi durante il Ramadan, il traffico veicolare palestinese è stato vietato e l’accesso pedonale limitato, a questo va aggiunta la chiusura di aziende e uffici comunali. Nel 1997 Israele ha accettato di riaprire Shuhada Street ai palestinesi e ripristinare i negozi chiusi, al fine di ristabilire le condizioni precedenti al 1994. Fino ad oggi, quasi venti anni dopo, nessuno dei negozi è stato riaperto e la strada rimane chiusa ai veicoli palestinesi. Continue reading

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Soldato israeliano tenta di arrestare un palestinese, attivisti intervengono

27 Giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Hebron, Palestina occupata

Di seguito il video è un resoconto di ciò che è accaduto:

https://www.youtube.com/watch?v=9ip5Mw1lGIM

Ieri, 26 giugno 2015 intorno alle 21:30, il diciannovenne Hatem Al Mohtaseb di Tel Rumeida, Hebron, stava camminando sulla collina di Tel Rumeida quando un soldato israeliano lo ha trattenuto chiedendogli il suo ID. Dopo aver finito di controllare l’ID del giovane il soldato israeliano ha gettato per terra il documento ingiungendo al ragazzo di raccoglierlo.

Il ragazzo ha risposto al soldato che lui non essendo un cane non avrebbe raccolto il documento da terra e ha suggerito al soldato di raccogliere il documento e renderglielo in mano, come lui lo aveva dato in mano al soldato per il controllo. Ma quest’ultimo si è rifiutato e i due hanno cominciato a discutere. Una vicina palestinese ha raccolto l’ID da terra e lo ha dato a Hatem Al Mohtaseb.

Poco dopo alcuni attivisti dell’International Solidarity Movement che erano presenti in zona stavano camminato su per la collina discutendo con il ragazzo dell’accaduto. Lo stesso soldato che lo aveva poco prima fermato si è avvicinato a Hatem Al Mohtaseb dicendogli di spostarsi dal punto in cui si trovava. Hatem Al Mohtaseb si è rifiutato di muoversi e il soldato è subito diventato aggressivo, ha cominciato a gridare in ebraico e ha tentato di arrestarlo ma gli attivisti dell’ ISM si sono frapposti fra lui e il giovane impedendo l’arresto.

Il soldato si è poi lamentato con alcuni coloni che si trovavano lungo la strada per il vicino insediamento illegale. Uno dei coloni ha quindi raggiunto gli attivisti, urlandogli ingiurie e chiamandoli malati e nazisti europei prima di allontanarsi. A questo punto l’Ufficiale Comandante del soldato è arrivato sul posto e dopo aver parlato con Hatem Al Mohtaseb ha deciso di non dare seguito all’arresto.

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Coloni dietro la protezione delle forze israeliane impediscono l’apertura dei negozi palestinesi

24 giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Hebron, Palestina occupata

Verso le 8.30 di questa mattina sulla starda Shuhada a Hebron, sono arrivati coloni, soldati e poliziotti di frontiera israeliani , i coloni hanno montato una tenda per fare colazione proprio di fronte due negozi di proprietà di un palestinese e, sotto la protezione della polizia e dell’esercito di occupazione, sono rimasti davanti ai suoi negozi per circa tre ore e mezzo.

Il proprietario dei negozi, che si occupa di macinare il grano per ottenere farina, è Ghassan Azzedine Abu Hadid. HRC ha operato insieme a lui per facilitare la riapertura dei suoi due negozi ma a causa della presenza dei coloni gli è stato impedito di lavorare nelle sue due attività e procedere all’apertura. Continue reading

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Le forze israeliane usano proiettili veri a Kafr Qaddum, alla prima dimostrazione del mese di Ramadhan

21 giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Kafr Qaddum, Palestina occupata

Il 19 giugno a Kafr Qaddum, alla prima manifestazione del venerdì del mese di Ramadan, la polizia di frontiera israeliana ha sparato a due palestinesi con proiettili veri. Uno è stato colpito due volte alla gamba e l’altro è stato colpito una volta ad una gamba. Le forze israeliane hanno usato anche skunk spray (acque di scarico trattata chimicamente) e gas lacrimogeni, nonché rubber coated steel bullets (proiettili di gomma a grappolo). Un uomo è stato colpito con una rubber bullet, un proiettile di acciaio rivestito da un sottile strato di gomma nel posteriore, motivo per il quale è caduto e si è rotto una gamba.

I residenti di Kafr Qaddum hanno detto che questa manifestazione è stata la prima durante la quale i dimostranti sono stati in grado di raggiungere il cancello che separa una parte di una strada principale. Nonostante le ore di calore e di digiuno, Kafr Qaddum continua a resistere all’occupazione israeliana in terra palestinese. Continue reading

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Soldati israeliani irrompono in alcune abitazioni a Qaryut per intimidire gli attivisti locali

Nablus, Report, 17 giugno 2015 17 giugno 2015 | International Solidarity Movement | Qaryut, Palestina occupata

Nelle prime ore di martedì 16 giugno le forze di occupazione israeliane hanno fatto irruzione in diverse case palestinesi nel villaggio di Qaryut, vicino a Nablus. I soldati hanno invaso le case in cerca dell’attivista palestinese Bashar al-Sadiq Yusuf Muammar (Bashar Qaryouti).

L’incidente probabilmente è stato innescato dal fatto che gli abitanti del villaggio di Qaryout hanno ripreso recentemente le manifestazioni settimanali, manifestazioni organizzate dal PSCC di cui Bashar Qaryouti fa parte. Queste dimostrazioni sono contro gli insediamenti israeliani illegali che circondano la città e che continuano ad annettere illegalmente terra palestinese. Continue reading

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Ricordo e memoria, Al-Nakba continua

15 mag 2015 | Karam (Muhannad) | Ofer carcere militare, Palestina occupata

Il seguente post è stato scritto dal medico presente sulla scena del 15 maggio 2014, durante l’uccisione di Mohammad Odeh e Nadeem Nuwwarah, i ragazzi stavano manifestando nel giorno della commemorazione della Nakba vicino al carcere militare di Ofer.

Durante la giornata commemorativa in ricordo della Nakba, il consiglio degli studenti di Birzeit stava cercando di raccogliere gli studenti per recarsi ad Ofer, ma nessuno sembrava interessato. Ho deciso quindi di andare da solo, così ho raccolto alcuni amici e sono andato a Ramallah e da li ad Ofer.

Sulla strada per Ofer, ho ricevuto una telefonata che diceva “hanno sparato ad un bambino con live (proiettili veri) … è grave.” Quindi ho chiesto al conducente di fare in fretta. Siamo arrivati ad Ofer e c’erano molte persone. Tre soldati israeliani stavano i in piedi in cima alla collina a 120 metri di distanza e tutti gli altri stavano in piedi a 500 metri di distanza nel campo di fronte. C’erano gas lacrimogeni e rubber bullets (proiettili di gomma), che si può considerare una cosa normale. Niente a cui non sia già abituato. Continue reading

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Esercito israeliano uccide un ragazzo palestinese a Kafr Malek

Ramallah, Report 14 giugno 2015

14 Giugno 2015 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Kafr Malek, Palestina occupata

*** IMMAGINI FORTI ***

Abdullah Eyad Ghanayem, 21 anni, è stato ucciso dall’esercito israeliano intorno alle 03:00 di mattina a Kafr Malek, un villaggio a nord di Ramallah.

Secondo un paramedico della Mezzaluna Rossa Palestinese che ha contattato l’ISM, i soldati hanno invaso il villaggio intorno alle 02:30. Gli scontri hanno avuto luogo e l’esercito ha iniziato a sparare gas lacrimogeni, granate assordanti e live ammunition (proiettili veri). Hanno colpito Ghanayem alle spalle con munizioni vere in quanto aveva presumibilmente lanciato pietre contro la jeep dell’esercito. I soldati lo hanno inseguito con la jeep e sono corsi verso di lui, poi la jeep è salita su di lui schiacciandolo, le sue condizioni erano molto critiche e il ragazzo sanguinava sotto la jeep dove lo hanno tenuto bloccato per tre ore. I soldati non hanno permesso a nessuna ambulanza di avvicinarsi per dare al ragazzo assistenza medica, anche agli abitanti del villaggio è stato vietato di avvicinarsi per provare a tirarlo fuori da sotto la jeep. I soldati hanno mostrato un assoluto disinteresse per le sue condizioni e per la sua vita. Dopo 3 ore il corpo è stato estratto da sotto la jeep ed è stato consegnato all’ambulanza PRCS ma il ragazzo era già morto. Ghanayem in passato aveva trascorso due anni in una prigione israeliana ed era stato rilasciato solo tre mesi fa. Continue reading

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Cinque palestinesi colpiti a Kafr Qaddum

12 Giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Al Khalil, Palestina occupata

Durante la manifestazione settimanale del 12 giugno 2015 a Kafr Qaddum, ore prima che la manifestazione avesse inizio le forze di occupazione israeliane hanno invaso il villaggio. Cinque palestinesi sono stati colpiti con proiettili veri. Due sono stati feriti alla gamba, uno al braccio e due sono stati all’addome. Uno degli uomini colpiti all’addome (35 anni) ha versato in condizioni critiche per alcune ore dopo essere stato trasferito in ospedale. Il ragazzo è stato subito sottoposto a un intervento chirurgico per rimuovere la parte dell’intestino rimasta danneggiata dal proiettile, dopo l’operazione le sue condizioni si sono stabilizzate. Il ragazzo non stava partecipando alla protesta, è stato colpito mentre era affacciato alla finestra di casa sua. Questo evento mette in chiaro come sia in atto una punizione collettiva di tutto il paese a causa degli sforzi di tutti per resistere alle limitazioni del loro diritto alla libertà di movimento. Gli abitanti del villaggio hanno detto che la nuova tattica di estrema violenza da parte delle forze israeliane è un tentativo di spaventare i residenti per porre fine alla loro manifestazione settimanale. Continue reading

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Le forze israeliane reprimono con violenza la protesta in Jalazone

Photo Story, Ramallah, Reports, 14 giugno 2015

14 Giugno 2015 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Jalazone, Palestina occupata

Venerdì 12 giugno, i ragazzi di Jalazone stavano protestando contro gli insediamenti illegali dei coloni, i soldati hanno iniziato a sparare rubber bullets (proiettili di gomma), gas lacrimogeni, granate assordanti e live ammunition (proiettili veri).

In seguito i soldati hanno usato le macchine come scudi prendendo via le chiavi e lasciando le persone all’interno. Nel corso della protesta hanno tenuto in ostaggio più di 20 auto.

Le forze israeliane hanno poi attaccato un uomo e lo ha colpito con violenza con le armi prima di arrestarlo. Stava sanguinando dalla testa.

Almeno tre persone sono state colpite da proiettili veri durante la manifestazione Continue reading

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Continuano a Gaza gli attacchi contro i pescatori

http://palsolidarity.org/2015/06/attacks-on-fishermen-continue-in-gaza?
13 giu 2015 | International Solidarity Movement, Gaza team | Gaza, Palestina occupata

Nel corso delle ultime settimane, l’esercito israeliano ha sparato ai pescatori di Gaza quasi quotidianamente con proiettili di acciaio ricoperti di gomma e munizioni da guerra. Essi hanno inoltre sequestrato 15 pescatori. Tre dei feriti e sette dei rapiti appartengono alla famiglia Baker, che sono anche la famiglia dei 4 ragazzi che sono stati assassinati dall’esercito israeliano mentre stavano giocando a calcio sulla spiaggia durante l’ultimo massacro a Gaza. Ieri, a Deir el Balah, l’esercito ha rubato 37 reti da pesca e oggi la sparatoria continuava lungo tutta la Striscia.

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ISM ha incontrato alcuni dei pescatori della famiglia Baker, recentemente rilasciati.  Continue reading

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