La disabilità mentale in aumento sotto l’assedio israeliano

http://palsolidarity.org/2015/06/mental-disability-on-the-rise-under-the-israeli-siege/
9 giugno | Miguel Hernández | Gaza, Palestina occupata

Il numero di persone disabili mentali nella Striscia di Gaza è aumentato notevolmente negli ultimi anni.

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Si dà il caso che il 70% dei casi provengono dalle comunità situate vicino alla recinzione che separa Gaza dai territori occupati nel 1948. Tali dati sono sorprendenti, visto che la maggior parte della popolazione di Gaza vive sulle rive del Mar Mediterraneo, relativamente lontano dalla recinzione.

I medici e le persone responsabili della cura di questi bambini ritengono che questo è dovuto al fatto che queste popolazioni sono state le più attaccate nelle successive massacri commessi da Israele a Gaza. Massacri in cui la colonia sionista ha usato armi di distruzione di massa, bombe a grappolo e armi chimiche in aree residenziali densamente popolate. Continue reading

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L’ONU disdegna i bambini palestinesi

http://palsolidarity.org/2015/06/un-spurns-palestinian-children/
8 Giugno 2015 | Hemaya Centro per i Diritti Umani | Gaza, Palestina occupata

La decisione di Ban Ki-moon di non includere Israele nella lista dei violatori dei diritti dei bambini rigira il coltello nel cuore di ogni genitore palestinese, il che rende molto chiaro che agli occhi delle Nazioni Unite, la vita dei bambini palestinesi non conta.Palestinians inspect the remains of their houses, which witnesses said was hit by an Israeli air strike in Jabalia refugee camp

Quando un sistema militare con le armi più sofisticate e precise sul pianeta è in grado di uccidere più di 500 bambini a sangue freddo con totale impunità, come l’assenza di Israele dalla lista mostra, rivela che il più completo disprezzo per la vita dei palestinesi è diventato un luogo comune nelle sale del potere. Inoltre rende abbondantemente chiaro che l’ONU, la più importante organizzazione internazionale incaricata di proteggere la vita delle persone più vulnerabili, sta fallendo clamorosamente. Continue reading

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Spari sui manifestanti in scontri a Ofer

http://palsolidarity.org/2015/06/protesters-shot-in-clashes-at-ofer/
5 Giugno 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Al Khalil, Palestina occupata

Il 5 maggio, scontri tra le forze di occupazione israeliane e giovani palestinesi, hanno avuto luogo nel villaggio palestinese di Ofer, situato a sud di Ramallah. Dalle 15:30. fino alle 20:00 la zona di confine con la struttura carceraria di Ofer è stata pesantemente riempita di gas lacrimogeni dalla polizia militare e di frontiera israeliana.

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Questo settore costituisce l’arena delle proteste settimanali dei palestinesi contro la carcerazione dei minori.

Il penitenziario di Ofer in varie occasioni è stato al centro dell’attenzione a causa della straordinaria quantità di minorenni detenuti in loro possesso. Alcune organizzazioni per i diritti umani hanno accusato che qui si violano i diritti del bambino e le Regole minime delle Nazioni Unite.
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Khader Adnan in condizione critica mentre continua lo sciopero della fame

https://www.maannews.com/Content.aspx?id=765798
RAMALLAH (Ma’an) – La salute del prigioniero Khader Adnan ha raggiunto condizioni critiche mentre entra nel suo 35 ° giorno di sciopero della fame, è stato riferito sabato dal capo del “Comitato per gli affari del Prigioniero” dell’Autorità palestinese.

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Adnan, che ha attraversato uno dei più lunghi scioperi della fame nella storia nel 2012, sta mostrando grave perdita di peso e bassa frequenza cardiaca a causa della sua protesta in corso per essere tenuto in una  prigione israeliana sotto detenzione amministrativa, riferisce l’ufficiale della AP Issa Qaraqe.

Adnan, padre di sei figli, è stato arrestato l’8 luglio 2014 e condannato alla detenzione amministrativa per la 10a volta nella sua vita.
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I coloni danno fuoco a casa palestinese

http://palsolidarity.org/2015/05/42511/
31 mag 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Al Khalil, Palestina occupata

Intorno a mezzanotte di sabato sera il 30/31 maggio, Imad Abu Shamsiyeh si è svegliato al rumore delle pietre  gettate contro la sua casa, a Tel Rumeida, Al Khalil (Hebron). Questo non è affatto fuori dal comune per la famiglia di Abu Shamsiyeh – sono spesso perseguitati, a volte anche di giorno, e attaccati dai coloni israeliani.

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Imad Abu Shamsiyeh fuori della sua casa

Mentre usciva di casa per vedere cosa stava succedendo, Imad ha scoperto che una parte della sua casa era stata data alle fiamme da coloni. Vide i sei giovani coloni israeliani in fuga dal suo tetto, mentre tornava nella sua casa per portare la moglie e i bambini fuori dall’edificio in fiamme. I coloni – tutti sembravano essere poco più che ventenni – erano saliti sul tetto della casa di Imad e avevano cosparso benzina su un lato. Hanno poi proceduto ad allargare il fuoco tutto intorno tra cui un divano situato nella terrazza. Continue reading

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Le forze israeliane rompono il braccio a un uomo palestinese in una protesta pacifica a Beit Ummar

http://palsolidarity.org/2015/05/israeli-forces-break-the-arm-of-a-palestinian-man-at-peaceful-protest-beit-ummar/
30th May 2015 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Beit Ummar, Occupied Palestine

Oggi a Beit Ummar, a nord di Al Khalil (Hebron), le forze israeliane hanno rotto il braccio dell’attivista locale Yousif Abu Maria, e poi lo hanno arrestato. Yousif stava protestando con un gruppo di circa 30 attivisti palestinesi locali fuori di un insediamento israeliano illegale. Mentre la polizia e i militari tentavano di arrestare Yousif, lo hanno sottoposto a violenza eccessiva fino a rompergli un braccio. Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito nell’arresto con violenza anche se le sue grida di dolore erano evidenti.

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Manifestanti davanti a Beit El Baraka

Alle 10:30 il gruppo si era recato al cancello del palazzo Beit Al Baraka. Circa quattro anni fa il vecchio complesso ospedaliero e la chiesa erano stati acquistati dal gruppo sionisti israeliani di destra  “fondo per la terra israeliana” , con il pretesto di una organizzazione cristiana che ne voleva la ristrutturazione. Aryeh King, direttore e fondatore di “fondo per la terra israeliana” , aveva acquistato la proprietà per sostenere l’espansione illegale degli insediamenti nella Cisgiordania occupata.
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Sopravvivere nelle case roulotte di Gaza

http://palsolidarity.org/2015/05/surviving-in-gazas-caravan-houses/
27 maggio | Miguel Hernández | Gaza, Palestina occupata

La famiglia El Najjar è stata espulsa durante la Nakba dal villaggio palestinese di Salamah. Questo villaggio è stato oggetto di una pulizia etnica totale da parte dei colonizzatori sionisti.

Al giorno d’oggi solo dieci case rimangono di quasi 2000 che formavano il villaggio. Al suo posto oggi si trova il sobborgo di Tel Aviv conosciuto come Kfar Shalem.

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Case roulotte in Khuza'a

Dei rifugiati dal 1948, molti di loro si sono stabiliti a Khuza’a, un villaggio di contadini nella parte meridionale della Striscia di Gaza. Negli ultimi otto mesi una grande parte delle famiglie vivono in roulotte, dato che più di 45 case appartenenti alla famiglia El Najjar sono state bombardate durante il massacro del 2014.

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” Disobbedisci e noi ti romperemo le gambe “

http://palsolidarity.org/2015/05/fail-to-obey-and-we-will-break-your-legs/
Il 21 maggio, un palestinese di 16 anni, Baraa Kalaid Madhun, è stato cacciato dalla propria casa in Al Khalil (Hebron). I soldati israeliani armati sono andati a casa sua alle 8 di sera e gli hanno detto di uscire. Presumibilmente pietre erano state tirate verso la base militare, che è adiacente alla casa di Baraa, e i soldati lo stavano accusando di questo incidente.

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Baraa Kalaid Madhun nella sua casa durante il giorno

Per quattro ore le forze israeliane hanno perquisito la casa, mentre Baraa è tenuto sotto tiro fuori. Poi gli hanno detto che per i prossimi 30 giorni, non gli è permesso di essere a casa sua tra le 6 di sera e 11 del mattino. La logica alla base di questo accordo si basa sul presupposto che, se nel corso di questi 30 giorni non ci saranno lanci di pietre, Baraa sarebbe trovato colpevole dell’incidente iniziale. I soldati hanno minacciato di rompergli le gambe, se non riconoscerà queste restrizioni. Da allora,  soldati israeliani armati lo cercano a sua casa ogni sera, per vedere se lui è lì. Continue reading

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Un altro violento attacco a famiglia palestinese

http://palsolidarity.org/2015/05/another-violent-attack-on-palestinian-family/
23 maggio 2015 | International Solidarity Movement, Al Khalil Team | Al Khalil, Palestina occupata

Il 23 maggio, i coloni ad Al Khalil (Hebron) hano bloccato l’ingresso alla casa di Hashem Younes Azzeh e attaccato la sua famiglia. Grandi pietre sono state lanciate contro di loro e sua figlia è stato colpita alla mano.

Hashem vive con la moglie e quattro figli a Tel Rumeida, parte della zona H2 di Al Khalil. H2 è sotto controllo militare israeliano e molti coloni hanno costruito case illegali all’interno di questa parte della città. Per i palestinesi, è diventato un luogo estremamente a rischio per vivere a causa di vessazioni quotidiane dei coloni e dell’esercito israeliano allo stesso modo.

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Hashem Azzeh nella sua casa

La mattina presto, i coloni avevano parcheggiato la loro auto proprio di fronte all’ingresso della casa di Hashem, lasciando solo uno strettissimo passaggio. Più tardi, mentre Hashem accompagnava un gruppo internazionale di quaccheri verso il checkpoint, sei ragazzi dei coloni, di età compresa tra 10 e 12, hanno iniziato lanciando una grande quantità di pietre contro di loro. Gli internazionali sono rapidamente fuggiti e quando Hashem è tornato a casa, ha trovato cinque soldati israeliani lì. Stavano controllando i documenti di sua figlia, Raghad, e di sua moglie, Nisreen. Raghad ha cercato di mostrare ai soldati un video dell’attacco, ma siccome aveva ripreso mentre tentava di evitare grandi pietre lanciate contro di lei, il filmato era sfocato. I soldati la hanno chiamata bugiarda e stavano per arrestarla, accusando lei per il lancio di pietre.

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“… Ma ancora con qualche speranza nei nostri cuori”

http://palsolidarity.org/2015/05/but-still-with-a-few-hope-in-our-hearts/
20 Maggio 2015 | Inas Jam | Khuzaa, Gaza.

Nota del redattore: Questa è la testimonianza di una donna di 23 anni che è sopravvissuta all’invasione di terra di Khuzaa, Gaza, nell’estate del 2014. Questa è la versione originale dei suoi scritti e non sono state apportate modifiche.

Eravamo a Khuzaa nella casa di nostro nonno, quando è iniziata la guerra. Abbiamo pensato che Khuzaa era la zona più sicura. Ma il 23 luglio  Khuzaa è stata circondata da carri armati, e sorvolata da droni e abbiamo cominciato a sentire tante bombe.

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Siamo andati al piano seminterrato per nasconderci dalle bombe, ma mio nonno è stato al primo piano con gli altri uomini …
Quattro giorni sono passati molto lentamente e con molte difficoltà, e negli ultimi giorni qualcuno è venuto a dirci che avremmo dovuto lasciare Khuzaa. Continue reading

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