http://palsolidarity.org/2015/05/jerusalem-day-palestinians-met-with-extreme-violence/
Domenica 17 maggio 2015, ho assistito ad alcuni degli atti più violenti e dolorosamente senza vergogna dell’apartheid da quando sono in Palestina. Sono andato a Al Quds per l’annuale ‘Jerusalem Day’, per documentare i cori razzisti, che abitualmente si verificano. ‘Giornata di Gerusalemme’, o ‘Yom Yerushalayim’ è una celebrazione della guerra sionista dei sei giorni nel ’67, quando Israele afferma di aver riunificato Gerusalemme. Gerusalemme ovest ha subito la pulizia etnica nel 1948, e Israele ha occupato Gerusalemme Est dal ’67, che in precedenza era stata sotto il controllo giordano. La giornata vede migliaia di israeliani arrabbiati, molti dei quali giovani, che marciano con le bandiere attraverso il quartiere musulmano della città vecchia, scandendo slogan razzisti e abusivi come ‘Morte agli arabi’, e costringendo i negozi a chiudere i battenti per la giornata.
Siamo arrivati al cancello di Damasco subito dopo le 2 e una folla di giovani israeliani sventolava bandiere israeliane e, strettamente sorvegliati dai soldati, un piccolo gruppo di palestinesi e internazionali sventolava bandiere palestinesi. Tutto sembrava teso. In tutta la città ci sono stati sciami di sionisti, che ballavano, cantavano e celebravano quella che loro considerano la ‘proprietà’ di questa città. I loro canti forti attraverso la città vecchia e la scelta di raccogliersi a Porta di Damasco (L’ingresso al quartiere musulmano), è stato un chiaro segnale sulla natura provocatoria che questo giorno avrebbe inevitabilmente preso. Continue reading









