International Solidarity Movement
L’ISM (International Solidarity Movement) è un movimento internazionale nato nel 2001, che supporta la lotta di liberazione palestinese con la pratica della nonviolenza attiva.
Esso si basa su quattro principi:
- Guida palestinese
- Azioni nonviolente
- Metodo del consenso
- Contro ogni forma di discriminazione
leggi ancora...Varie attività ISM in Palestina
Israeli forces launch large raid in Hebron's Old City
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Training per andare in Palestina
Durante il training verrà spiegato cos’è e come funziona l’ISM, saranno raccontate le esperienze di chi è stato in Palestina, verranno spiegati elementi di cultura palestinese, sarà introdotto e praticato il metodo del consenso, verranno date informazioni legali, consigli pratici e si cercherà di chiarire ogni dubbio. Si alterneranno parti in cui verranno fornite informazioni e parti di discussione a momenti in cui i partecipanti si metteranno in gioco attivamente con attività pratiche. Sarà un’occasione per capire se l’International Solidarity Movement è il modo che fa per voi per supportare la lotta di liberazione del popolo palestinese.
Il training inizierà la mattina di sabato e terminerà nel pomeriggio di domenica.
Il pranzo di sabato sarà condiviso (ciascun* porta qualcosa). Si dormirà tutti assieme nello stesso luogo dove ci sarà il training, quindi è necessario sacco a pelo e stuoino. Per iscrizioni o informazioni scrivere all’indirizzo italianism@inventati.org
Andiamo in Palestina!
Vorrei che tu partissi per andare in Palestina, perché tu possa vedere con i tuoi occhi che cosa comporti l’ideologia sionista, e quanto orribile sia l’occupazione.
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Otto palestinesi e due soldati feriti nel campo di Aida
Fonte: http://nena-news.it
AGGIORNAMENTO ORE 9.30 – Otto giovani palestinesi, due soldati israeliani feriti e decine di arresti: è il bilancio degli scontri avvenuti sabato e domenica nel campo profughi di Aida, a Betlemme. I soldati israeliani, entrati nel campo sabato e installatisi sui tetti di alcune abitazioni, hanno sparato proiettili di gomma contro i giovani manifestanti, colpendone uno alla testa. A quanto riporta l’agenzia Maannews, subito dopo essere entrati, due soldati sarebbero stati feriti da alcuni mattoni di una scuola lanciati da un gruppo di giovani del campo.
Fonti locali riportano che l’esercito ha aperto il fuoco sulla macchina del fotografo dell’Associated Press Iyad Hamad mentre copriva gli scontri. Un giornalista, Musa al-Shaer, ha raccontato di essere stato catturato dai militari assieme ad altri due colleghi (un palestinese e un americano) e di essere stato usato per un po’ come “scudo umano” contro i lanci di pietre. Luba al-Samri, portavoce della polizia israeliana, ha dichiarato che i giovani palestinesi hanno cominciato a lanciare “dispositivi esplosivi improvvisati e cocktail molotov contro i soldati di guardia alla Tomba di Rachele”, dall’altra parte del muro.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha promesso pubblicamente che “l’esercito israeliano risponderà con la forza a chiunque organizzi attacchi allo stato di Israele”, riferendosi anche all’incursione dell’esercito sabato scorso nel campo profughi di Jenin alla ricerca di un militante di Hamas. Un raid costato la vita a 4 palestinesi. Continue reading
Atti di vandalismo anti-palestina a Gerusalemme est
24 marzo 2014 fonte: http://www.assawra.info
Lunedì 24, decine di macchine appartenenti a Palestinesi sono state danneggiate, si presume ad opera di ebrei estremisti, che hanno scritto slogan anti arabi, in un quartiere di Gerusalemme est occupato e annesso da Israele, riferiscono la polizia e un corrispondente dell’AFP. Parecchie macchine hanno avuto le gomme tagliate o dei graffiti in ebraico. Secondo la polizia 34 auto sono state danneggiate, ma il corrispondente dell’AFP ha contato 45 macchine con le ruote bucate. 
Dei residenti di Bait Hanina attribuiscono questi atti a estremisti ebrei.
Colini estremisti e attivisti di estrema destra, con la chiamata al “prezzo da pagare”, si abbandonano ad aggresioni che hanno di mira villaggi palestinesi e arabo-israeliani, dei luoghi di culto musulmano e cristianio, dei militanti pacifisti israeliani, ma anche l’esercito, come reazione a decisioni del governo che ritengono dannose per i loro interessi o ad azioni di cui ritengono colpevoli i Palestinesi. I responsabili di questi atti sono raramente ripresi, e ancor meno condannati.
Esercito israeliano uccide 4 palestinesi a Jenin
Jenin, 22 marzo 2014, http://nena-news.it/
E’ avvenuto durante un nuovo raid nel campo profughi della citta’. Almeno altri 14 palestinesi sono rimasti feriti. Tensione alta in tutta la zona.
Quattro palestinesi sono stati uccisi oggi nel campo profughi di Jenin in Cisgiordania nel corso di un raid dell’esercito israeliano. Una delle quattro persone uccise, Hamza Abu Hejla, 22 anni, era un militante del movimento islamico Hamas. Almeno altri 16 palestinesi sono rimasti feriti, due sono in condizioni critiche.
La tensione nel campo profughi e’ molto alta. Gli abitanti sono scesi in strada a protestare contro questo nuovo raid israeliano.
Truppe speciali israeliane nel corso della notte avevano circondato la casa di Abu Hejla. Quando il giovane si e’ rifiutato di consegnarsi, i militari sono entrati nell’edificio e lo hanno ucciso. Secondo il portavoce dell’esercito israeliano Abu Hejla, ricercato dalle forze di occupazione per “terrorismo”, avrebbe sparato per primo. I palestinesi non confermano questa versione e parlano di uccisione a sangue freddo.
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Due pescatori arrestati dalla marina militare israeliana nelle acque di Gaza, report e video
21 marzo 2014 | International Solidarity Movement, Rosa Schiano | Gaza, Palestina occupata
I pescatori Jihad Aby Ryala (23 anni) e Shabaan Aby Ryala (33 anni) – foto di Rosa Schiano
Martedì 11 marzo, la marina militare israeliana ha arrestato due pescatori palestinesi e confiscato la loro barca da pesca a circa 3 miglia nautiche dalla costa di Gaza.
I due cugini, , del campo rifugiati di Shati, erano andati a pescare verso le 7 del mattino. Jihad ci ha detto che “Verso le 14.00, due navi militari israeliane si sono avvicinate alla nostra barca ed i soldati hanno iniziato a sparare. Eravamo a circa 4 miglia dalla costa. Abbiamo cercato di scappare. I soldati hanno sparato sulla nostra barca e sul motore, stavamo per affondare. La nostra barca era distrutta”.
I pescatori avevano cercato di scappare e stavano tornando verso la costa quando sono stati arrestati a circa 2 miglia e mezzo dalla costa. Continue reading
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Coloni di Havat Ma’on attaccano pastori palestinesi in due posti contemporaneamente, nelle colline a sud di Hebron
21 marzo 2014 http://www.operationdove.org/
At Tuwani – Il 20 marzo quattro coloni provenienti dall’avamposto illegale di Havat Ma’on hanno attaccato, contemporaneamente in due posti diversi due volontari internazionali e sette pastori palestinesi che stavano pascolando i greggi sulle loro terre. I coloni erano armati di una pistola e due fionde.
Alle 9:58 un colono armato di pistola ha cacciato due pastori palestinesi che stavano pascolando le loro greggi tra il villaggio palestinese di Tuba e Havat Ma’on. Il colono ha prima urlato contro i pastori, per poi inseguirli per più di due chilometri. L’inseguimento è durato circa un ora, fino a quando i pastori non hanno raggiunto Tuba.
Nel frattempo, alle 10.03 tre ragazzi coloni hanno lanciato un petardo dall’avamposto per spaventare i palestinesi che si trovavano nella valle di Meshaha, a sud dell’avamposto. Dopo circa 15 minuti la polizia israeliana è arrivata sul posto e ha parlato sia con i coloni che con i pastori palestinesi, permettendo a questi ultimi di pascolare nella valle di Meshaha.
Alle 10:40 un colono mascherato e due bambini sono arrivati nella stessa valle e hanno attaccato cinque pastori palestinesi, tre uomini e due donne. I coloni hanno lanciato pietre con delle fionde contro i pastori e gli internazionali, per circa cinque minuti, entrando in terra privata palestinese. Continue reading
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Le forze israeliane arrestano un ragazzino di 13 anni e lo trattengono per sette ore
20 Marzo 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Bruqin,
Palestina Occupata
Martedì 18 marzo, le forze israeliane sono entrate nel villaggio di Bruqin
e hanno arrestato il tredicenne Abdel Hafez Mohammed, trattenendolo in
stato di fermo per sette ore, prima di rilasciarlo più tardi durante la
giornata.
Abdel Hafez Mohammed Samara stava lavorando sulle sue terre, raccogliendo
“aqoub” (una pianta del posto), e facendo pascolare le pecore, quando un
soldato israeliano e due guardie di sicurezza lo hanno chiamato dalla
strada più vicina, che si trova vicino all’insediamento illegale di Ariel.
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Gli Hares Boys in carcere da un anno
18 Marzo 2014 | The Hares Boys | Palestina Occupata
17 marzo 2014: gli Hares Boys, accusati di 20 capi d’accusa di tentato
omicidio senza nessuna prova, sono in carcere da un anno.
E’ il momento di soffermarsi sulle circostanze che hanno portato
all’arresto illegale e alla carcerazione di Mohammad Suleiman, Ammar Souf,
Mohammed Kleib, Tamer Souf, e Ali Shamlawi.
– L’incidente in auto
Verso le 18:30 di giovedì 14 marzo 2013, un’auto si è schiantata contro il
retro di un camion sulla Road 5 nel distretto di Salfit, Palestina
occupata. La conducente e le sue tre figlie sono rimaste ferite, una delle
quali in modo grave. La conducente, Adva Biton, nel momento in cui è
avvenuto l’incidente, stava tornando all’insediamento illegale di Yakir.
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Le spoglie del martire Ahmad Saleh riconsegnate alla famiglia
20 Marzo 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Asira
al-Qibliya, Palestina Occupata
Nel giugno del 2002, dei soldati israeliani avevano assassinato il
diciottenne Ahmad Saleh, del villaggio di Asira al-Qibliya, dopo che era
entrato nell’insediamento illegale di Yizhar.
Il corpo di Ahmad era stato condannato post mortem ad essere detenuto
dalle autorità israeliane per 20 anni. Oggi, 12 anni dopo, il corpo è
stato riconsegnato alla famiglia e finalmente è stato possibile
sotterrarlo in modo dignitoso.
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