Le forze israeliane sparano sui manifestanti a Khuza’a

Di Rosa Schiano da Gaza sotto assedio

Eccomi tornata, questa mattina abbiamo accompagnato i contadini in Khuza’a, a sud della Striscia di Gaza, eravamo 13 in tutto internazionali. Ci siamo disposti davanti la barriera di separazione ad una distanza di circa 100 metri, per proteggere i contadini che lavoravano alle nostre spalle. Verso le 10.30 è arrivata una jeep israeliana, ed un soldato ha iniziato a sparare nelle nostra direzione. Ho chiesto al megafono di smettere di sparare ricordando che siamo civili e che i contadini stavano lavorando la terra. I veicoli militari si sono poi allontanati, per poi tornare verso le 11.10, un soldato è uscito da una jeep ed ha iniziato a sparare. Da lì è stato un continuo di spari, alcuni proiettili sono stati sparati sul terreno, poi il soldato ha sparato un proiettile contro il trattore, su cui vi era un contadino palestinese ed un internazionale. Il proiettile ha colpito la zona del motore, ma per fortuna il motore non si è rotto, il trattore si è allontanato. Intanto al megafono continuavo a gridare di smettere di sparare, ma i soldati non si fermavano. I soldati hanno inoltre sparato lacrimogeni. Continue reading

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Proiettili ricoprono le strade di Ni’lin a causa della maggior libertà di sparare concessa ai soldati.


11th December 2012 | International Solidarity Movement, Ni’lin, Occupied Palestine.

I soldati israeliani hanno invaso, per tutta la notte, il piccolo villaggio di Ni’lin, di circa 5000 abitanti. I soldati hanno provato ad effettuare arresti come parte dell’ondata di arresti in Cisgiordania a seguito delle proteste causate dal recente bombardamento a Gaza.

Un residente locale di Ni’lin ha dichiarato: “Oggi il mio villaggio ha subito un’invasione molto violenta. Duri scontri sono iniziati dopo che l’esercito di occupazione israeliano l’ha invaso e ha tentato di arrestare persone. Si poteva sentire che tra tutti gli spari nel villaggio c’erano principalmente proiettili veri. Hanno sparato più di 1000 proiettili direttamente sulle persone .”  Secondo la stessa fonte, un uomo è stato colpito alla gamba da un proiettile vero e un altro al collo da un proiettile d’acciaio rivestito in gomma. Molti, tra donne e bambini, erano esposti ad una grande quantità di gas lacrimogeni quando i soldati israeliani hanno iniziato a spararli sulle case del villaggio. Continue reading

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Irruzione delle forze israeliane presso Ong a Ramallah

fonte. Ma’an news

RAMALLAH (Ma’an) – Le forze israeliane hanno fatto irruzione negli uffici di  tre organizzazioni della società civile a Ramallah, presto, questa mattina, martedì, ha detto un corrispondente di Ma’an.

Irruzione di soldati israeliani  negli uffici dei “Comitati per il lavoro agricolo”, “gruppo di sostegno ai prigionieri Addameer”, e la “Unione dei Comitati delle donne palestinesi”, che si trovano nel campo profughi di Qaddura.

Quattro computer portatili, un hard disk e una videocamera sono state portate via dall’ufficio Addameer,come riferito in un comunicato del gruppo. E’ la prima volta che l’associazione per i prigionieri viene perquisita dal 2002, quando la seconda intifada palestinese era al culmine. Continue reading

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Bulldozers arrivano a Hajja

9 Dicembre 2012 | International Solidarity Movement, Occupied Palestine.

Domenica 9 dicembre alle 4 del pomeriggio i bulldozer sono arrivati nel piccolo pigro paesino di Hajja vicino Kufr Qaddoum, nella parte settentrionale della West Bank. Sono passati di fianco a degli insediamenti illegali israeliani, in cui molti palestinesi dei villaggi circostanti lavorano, con parecchi diritti dei lavoratori in meno rispetto ai coloni israeliani che lavorano nella stessa fabbrica.

Sotto le fabbriche si trovano i terreni agricoli. Ulivi coprono i lati della collina, questa è la terra che sono venuti a prendere. Un confronto avviene tra i palestinesi che possiedono la terra e i palestinesi del 1948 che guidano le ruspe e che già stanno strappando la terra. Il bulldozer ha distrutto ogni cosa sul suo cammino, strappando pezzi di terreno, alberi e arbusti lungo la strada. Continue reading

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Biciclettata e marcia di protesta

by Team Khalil       International Solidarity Movement

Un centinaio di manifestanti hanno marciato o pedalato in una marcia pacifica attraverso diversi villaggi nelle colline a sud di Hebron sabato 8 dicembre. Lo scopo della protesta simbolica era quello di attirare l’attenzione e contrastare gli ordini di sfratto emessi per otto villaggi della zona. I palestinesi nella zona sono quasi un migliaio e hanno vissuto nell’area per centinaia di anni. La marcia è iniziata a At Tuwani e si è conclusa a Al Fahkeit. Continue reading

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Pescatori di Gaza dopo il cessate il fuoco

6 dicembre 2012 | Johnny Barber

Mercoledì 5 dicembre, i pescatori di Gaza hanno inscenato una protesta pacifica nel porto di Gaza City, al fine di evidenziare gli attacchi israeliani contro i loro mezzi di sussistenza. Sono stati sostenuti dall’Unione Pesca locale, l’Unione dei Comitati di lavoro agricolo e il Centro Palestinese per i Diritti Umani.

I pescatori di Gaza continuano ad affrontare l’aggressione militare israeliana in acque territoriali di Gaza – proprio come gli agricoltori che cercano di lavorare la loro terra nella zona cuscinetto hanno dovuto affrontare in maniera regolare il massiccio attacco israeliano a Gaza di nuovo fin dalla fine di novembre. Entrambi i casi costituiscono una violazione del fragile cessate il fuoco

i pescatori di Gaza

Aggiornato il 9 dicembre, 2012

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La famiglia Al Dalu, per non dimenticare

fonte: http://ilblogdioliva.blogspot.it

Il 18 novembre 2012, nel quinto giorno dell’ offensiva militare israeliana “Pillar of Cloud” contro Gaza, il bollettino di guerra riportava 72 persone uccise, incluso 19 i bambini,  670 i feriti, la maggior parte donne e bambini.

Quel giorno l’aviazione militare israeliana ha bombardato un edificio di tre piani in Nasser street, Gaza city,
sterminando una intera famiglia.

Io mi trovavo, come ogni giorno, allo Shifa hospital. Improvvisamente le ambulanze hanno portato i corpi delle piccole vittime del brutale attacco: Continue reading

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I palestinesi in sciopero della fame insistono per la libertà

Ramallah, 5 dicembre 2012 – fonte Palsolidarity.org     Addameeer

L’associazione Addameer per il sostegno ai  prigionieri e le associazioni per i diritti umani,  esprimono la loro profonda preoccupazione per la salute e la vita di cinque prigionieri

Ayman Sharawnah, 158 giorni

politici palestinesi che sono in sciopero della fame per protestare contro la loro ingiusta detenzione nelle carceri di occupazione israeliane. I cinque scioperanti della fame sono: Ayman Sharawna (158 giorni), Samer Al-Issawi (127 giorni), Oday Keilani (46 giorni), Jafar Azzidine (8) e Tarek Qa’adan (8 giorni).

Il 3 dicembre l’avvocato di Addameer Fares Zayyad ha visitato la clinica della prigione di Ramleh e si è incontrato con due dei prigionieri in sciopero della fame, Ayman Sharawneh e Samer Al-Issawi. Ha anche cercato di incontrare Oday Keilani ma l’amministrazione penitenziaria gli ha negato il permesso. Oday Keilani è stato tenuto in detenzione amministrativa dal 3 aprile 2011 ed è in sciopero della fame da 46 giorni per protestare contro il recente rinnovo della sua detenzione amministrativa. Continue reading

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Scontri scoppiano a Hebron dopo le provocazioni

6 dicembre 2012 | International Solidarity Movement, Hebron, Palestina occupata.

Gli scontri sono scoppiati a Hebron  giovedì dopo uno scontro tra la polizia dell’Autorità palestinese e le forze di occupazione israeliane.

  Mercoledì scorso c’è stato uno scontro verbale tra un agente di polizia palestinese e l’esercito israeliano. Le forze israeliane il giorno seguente hanno individuato il responsabile mentre erano di pattuglia nella zona H1 (che è una zona a controllo palestinese) e hanno cercato di arrestarlo a Bab Al-Zawiye. I palestinesi che hanno assistito alla scena sono intervenuti e l’ufficiale è riuscito a evitare l’arresto illegale. Continue reading

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500 soldati israeliani saccheggiano case a Burqa

Fonte: International Solidarity Movement, Burqa, Palestina occupata

6 dicembre 2012 |
Circa 500 soldati israeliani hanno invaso il villaggio di Burqa, a nord-ovest di Nablus, nel bel mezzo della notte, saccheggiando case e causando danni per migliaia di euro.

I soldati sono arrivati con più di 30 jeep militari intorno alle 01:00 e hanno fatto irruzione in 36 case in cui intere famiglie dormivano. La gente di Burqa hanno raccontato il loro orrore nel trovare soldati armati e i loro cani che circondano i propri letti, e per essere stati costretti a lasciare le loro case e stare sotto la pioggia, mentre l’esercito israeliano  completava la sua operazione. A una donna anziana che si lamentava per le condizioni in cui la lasciavano, affermando che erano dannose per il suo debole stato di salute, i soldati hanno semplicemente detto di ‘tacere’. Un altro uomo ha raccontato come ha dovuto aspettare per ore sotto la pioggia con la sua figlia di un anno vestita solo con un pigiama. Continue reading

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