Israele impedisce al co-fondatore dell’ISM di assistere alla nascita del suo primo figlio

fonte: palsolidarity.org

7 marzo, 2013 | International Solidarity Movement, Palestina occupata

” Al Co-Fondatore dell’ ISM,che sarà presto padre, Adam Shapiro è stato impedito  di assistere alla nascita del suo primo figlio a causa di non palesato divieto di ingresso della durata di 10 anni entrato in vigore nel 2009.

“Adam e io stiamo aspettando il nostro primo figlio, un maschietto che nascerà fra circa 5 settimane. Nonostante sia tanta la gioia abbiamo dovuto prendere alcune decisioni difficili “.

Queste sono le parole del co-fondatore dell’ ISM (International Solidarity Movement), Huwaida Arraf che raccontano l’imminente deportazione del marito da parte dello stato di Israele. Shapiro, un cittadino statunitense e Arraf, una cittadina palestinese con un documento d’identità israeliano  hanno svolto un ruolo fondamentale nel promuovere l’attivismo internazionale fin dall’inizio della seconda Intifada. Dal 2002, l’instancabile lavoro di Shapiro nella promozione del rispetto dei diritti umani dei palestinesi, lo ha portato ad essere una persona non gradita. Proprio come migliaia di attivisti dell’ISM, Shapiro si è trovato a condividere con altri esuli palestinesi la proibizione d’entrare in Palestina.

Domenica  3 Marzo 2013, Shapiro e Arraf incinta di 35 settimane incinta hanno sfidato il provvedimento ingiusto  cercando di entrare attraverso Tel Aviv. Tuttavia Shapiro è stato trattenuto . La famiglia non ha quindi ottenuto il suo lieto fine.

Questo è ciò che Arraf scrive dal suo villaggio di Mi’ilya. Shapiro è tuttora detenuto.                                  

A causa delle politiche israeliane di apartheid, della negazione dei diritti palestinesi sanciti dalla  risoluzione 194 dell’ONU sul  diritto di ritorno, l’unica possibilità che il loro bambino non ancora nato possa respirare l’aria del suo paese natale e di conoscere la terra del suo popolo e stare con la sua famiglia, è che il bambino nasca in Israele.

Tuttavia la cittadinanza israeliana non può essere richiesta al di fuori dei confini di Israele senza passare per un processo laborioso, in quanto Arraf non è nè una cittadina ebrea di Israele nè ha origini ebraiche, ma è di nazionalità palestinese. Arraf scrive giustamente “” Ho scritto … che io sono sempre inutilmente ottimista. Tuttavia, non sono mai nutrito molte speranze al riguardo del  sistema israeliano ingiusto “.

Perciò, nonostante la sua natura ottimista di Arraf, ha dovuto accettare questa disparità, sapendo che a suo marito sarebbe molto probabilmente stato impedito di essere presente alla nascita.  La situazione risulta devastante per la famiglia.

Il divieto d’ingresso di Shapiro del 2002 è entrato in vigore durante il periodo della seconda Intifada, durante il quale si sono verificate  enormi incursioni militari israeliane in Cisgiordania. Ciò che gli ha procurato il divieto d’ingresso  è  di aver violato il recinto in cui si trovava Arafat, in quanto attivista ISM e volontario medico,per assistere due uomini che erano stati colpiti da alcuni spari, e di aver tentato di violare pochi mesi dopo il coprifuoco imposto dall’esercito in solidarietà con il villaggio di Huwwara, vicino a Nablus. Quest’ultima azione gli ha provocato 5 mesi di detenzione e la deportazione. Più tardi, nel 2009, era a bordo della “Spirit of Humanity” Flotilla che tentava di violare il blocco illegale e brutale sulla Striscia di Gaza:  E’ stato allora che ad Adam è stato  imposto un divieto d’ingresso per altri 10 anni, in quanto è stato  accusato di “tentare d’entrare in Israele illegalmente “. Ciò nonostante  un giudice abbia  stabilito che Adam non aveva alcun’intenzione d’entrare in Israele.

Purtroppo non sono arrivate notizie migliori il 5 marzo 2013. L’udienza di Shapiro è durata solo 30 minuti  Arraf ha spiegato che nessuno dei due era ancora a conoscenza del divieto d’ingresso di 10 anni imposto nel 2009,per cui non siamo stati in grado di appellarci.Al giudice però non è importato. “

Questa anomalia della legge avrebbe avuto luogo  indipendentemente dai 10 anni di divieto, che grazie alla sentenza gode adesso di una certa ufficialità in quanto non è mai stata espressa in modo chiaro. Arraf osserva senza mezzi termini ” anche se su  Adam non pendesse tale divieto emesso nel 2009, le autorità israeliane avrebbero trovato altre ragioni per tenerlo fuori. “va notato che se l’ambasciata degli Stati Uniti avesse sostenuto il caso di Shapiro, la sentenza del giudice poteva risultare in un compromesso. Per spargere altro sale su queste ferite aperte, il Congresso degli Stati Uniti ha approvato l’introduzione di una risoluzione nota come USA-Israele Strategic Partnership Act del 2013. Questo risoluzione, se approvata, concederà un nuovo diritto agli israeliani in quanto li esenterà dall’obbligo di ottenere un visto per entrare negli Stati Uniti. Ciò mentre a centinaia di cittadini americani sarà negato l’ingresso nella Palestina occupata a causa della loro origine etnica,delle loro opinioni religiose e politiche.

La situazione Arraf Shapiro, ha mostrato chiaramente il totale disprezzo di Israele  per i difensori dei diritti umani e il razzismo e la disumanità che i palestinesi devo sopportare  in materia di immigrazione, viaggi e cittadinanza. Le ultime parole di Arraf dimostrano quanto stia al punto perdere ogni speranza:

“Non sono sicura che ci sia ancora legalmente molto da fare. Si può provare a sfidare il divieto, ma questo potrebbe richiedere mesi o più. Molti di voi ci hanno scritto per chiedere cosa potete  fare per aiutarci. Anche in questo caso, non credo che si possa fare molto per noi. “

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