Intervista al dottor Rami Mokdad, direttore del reparto di Oncologia dell’ospedale Shifa a Gaza

Nessun ospedale privato esegue terapie per il cancro a Gaza, solo gli ospedali pubblici, e sono interamente gratuiti.
All’ospedale Shifa curiamo ogni giorno circa 150 pazienti, e siamo solo 3 medici e 5 infermiere, per 15 posti letto. E’ ovvio, tutto questo non è sufficiente.
Dr. Rami Mokdad

Dr. Rami Mokdad

Dr. Rami Mokdad:
“Negli ultimi 10 anni il numero di pazienti affetti da cancro è cresciuto enormemente nella Striscia di Gaza, e riguarda soprattutto giovani e bambini. Prima era una patologia più comune tra gli anziani, ma a a partire dall’aggressione sionista alla Striscia, è diventato normale accogliere giovani e bambini colpiti dal cancro. I tre tipi di cancro più comune sono il cancro alla tiroide,la leucemia e il mieloma multiplo. Ad esempio, se nel 2005 avevamo circa 50 casi di cancro alla tiroide, nel 2014 ne abbiamo avuti 300. Ora accogliamo ogni mese dai 70 ai 100 nuovi casi di cancro.

In questo reparto oncologico, che è il più importante della Striscia, abbiamo avuto circa 2800 pazienti nel 2010. Nel 2014 il numero è cresciuto a 5000 e lo scorso anno fino a 6000. Temo che questi numeri siano destinati ad aumentare.
In dieci anni abbiamo vissuto una crisi devastante a Gaza, e i fattori di rischio sono peggiorati: l’uso di armi da guerra da parte di Israele in aree densamente popolate, il consumo di acqua inquinata, le coltivazioni di cibo in aree inquinate…
Un altro tipo di cancro molto diffuso tra i bambini è quello nasofaringeo. Si sviluppa soprattutto in quelle aree in cui le persone sono venute a contatto con le bombe  sioniste al fosforo bianco, ma anche tra quelle persone le cui case sono state bombardate..
A causa del blocco, noi troviamo infinite diffcoltà nel formulare diagnosi corrette e fornire il giusto trattamento ai pazienti. Per esempio a Gaza non abbiamo apparecchiature per la radioterapia e la terapia molecolare, ed è estremamente difficile mandare i pazienti nella West Bank affinchè ricevano cure appropriate. Non abbiamo il pET scan, strumenti per la scintigrafia e i marker di laboratorio.
Subiamo il taglio di tutti i medicinali per la chemioterapia e altri farmaci, e possiamo dire che allo stato attuale lavoriamo col 40% del materiale di cui avremmo effettivamente bisogno. Anche quando riceviamo alcuni di questi farmaci, non li riceviamo in modo costante e continuo, e quindi non sappiamo mai se la settimana seguente saremo in grado di somministrarli ai pazienti. L’Autorità Palestinese è responsabile per i tagli ai rifornimenti di farmaci, in quanto non provvede alla consegna dei medicinali previsti per Gaza, perchè è uno dei modi per punire Hamas.
Questo atteggiamento del governo di Ramallah, insieme al blocco stabilito da Israele ed Egitto, che non permettono ai malati di uscire dalla Striscia per curarsi e, nel caso dell’Egitto, non permette nemmeno l’entrata di medicinali attraverso il valico di Rafah, sono la causa della nostra impossibilità di curare questi malati in modo adeguato. Sfortunatamente, a causa della mancanza di risorse del governo locale, non abbiamo dati provenienti da studi seri sull’incidenza  di questa malattia e non comprendiamo perchè  qualche agenzia o ONG non stia studiando questi casi.”
This entry was posted in Senza categoria. Bookmark the permalink.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *