2 luglio 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Palestina occupata
Oggi ricorre il secondo anniversario dal rapimento brutale, la tortura e l’uccisione di Mohammed Abu Khdeir, palestinese di 16 anni. L’adolescente è stato rapito nel quartiere Shufat di Gerusalemme occupata da Ben David, dell’insediamento illegale Geva Binyamin e altri due assalitori il 2 luglio 2014, Abu Khdeir è stato poi picchiato, costretto a bere benzina e bruciato vivo.
L’autopsia ha rilevato che la benzina è stata versata nella gola di Abu Khdeir e che non vi era fuliggine nei suoi polmoni, il che dimostra che respirava ancora quando gli attaccanti lo hanno bruciato vivo. L’autopsia ha anche scoperto che è stato ripetutamente picchiato sulla testa con un oggetto appuntito, probabilmente un cric o una chiave inglese.Due giorni prima del rapimento di Abu Khdeir il gruppo ha tentato di rapire un bambino di 7 anni, Moussa Zaloum anche se lui è riuscito a fuggire con l’aiuto di sua madre. La famiglia ha segnalato il tentato rapimento alla polizia israeliana, ma questi non hanno verificato l’incidente.
Tre giorni dopo l’attacco, il cugino di Mohammed, 15 anni, e cittadino americano, Tariq Abu Khdeir è stato arrestato e brutalmente picchiato dalla polizia di frontiera israeliana, un evento ripseso dalla macchina fotografica, prima di essere rilasciato.
All’inizio di quest’anno, un parente di Mohammed Abu Khdeir, il 63enne Coheir Abu Khdeir è stato anche lui gravemente aggredito in un attacco effettuato a Shufat. Quando la sua famiglia è andata alla polizia israeliana si sono rifiutati di prendere la loro denuncia insistendo sul fatto che il 63enne avrebbe dovuto venire alla stazione di polizia lui stesso.
Il 2 luglio 2015 ci fu una dimostrazione pacifica tenutasi a commemorazione per Mohammed Abu Khdeir che è stata violentemente dispersa dalle forze israeliane. Le forze israeliane hanno usato spray al pepe e gas lacrimogeni contro i manifestanti non violenti che comprendeva palestinesi, attivisti e giornalisti internazionali.
All’inizio di quest’anno, il capobanda dell’attacco Ben David è stato condannato al carcere a vita e un ulteriore 20 anni, mentre i suoi due aggressori, entrambi minorenni al momento, sono stati condannati all’ergastolo e a 21 anni, rispettivamente
Due anni dopo vogliamo ricordare Mohammed Abu Khdeir per essere sicuri di non dimenticare la tragedia di questo brutale atto di tortura e omicidio.