Perchè il mare di Gaza è diventato nero?

16 giugno 2022 | Raed Qaddoura

https://electronicintifada.net/content/why-has-gazas-sea-turned-black/35671

L’assedio di Israele porta a interruzioni di corrente a Gaza e di conseguenza gli studenti palestinesi devono studiare a lume di candela. Majdi Fathi ZUMA Press

Nel giugno 2006, in seguito alla cattura del soldato israeliano Gilad Shalit, Israele ha bombardato l’unica centrale elettrica della Striscia di Gaza. Da allora, i palestinesi hanno vissuto una media di due terzi degli anni che sono seguiti nell’oscurità, in mezzo a un blocco che Israele ha intensificato nel 2007. Si tratta di circa 95.000 ore senza elettricità in 16 anni. Queste cifre sono calcoli basati sui conteggi giornalieri di interruzione dell’elettricità scoperti da numerosi sondaggi e report di gruppi per i diritti umani. Ad esempio, il Comitato Internazionale della Croce Rossa (CICR) stima che oltre l’80 per cento dei palestinesi a Gaza dispone di elettricità per un minimo di sei-otto ore al giorno. B’Tselem riferisce che la centrale elettrica di Gaza funziona con soli 180 megawatt mentre la popolazione di Gaza, di oltre 2 milioni, ha bisogno di almeno 600 megawatt. Una delle cause principali della carenza di elettricità a Gaza non è un segreto: quando Israele non bombarda la centrale, blocca l’ingresso del carburante necessario per farla funzionare, un’azione che Fadel al-Muzaini, del Centro palestinese per i diritti umani, afferma essere indicativa della politica israeliana di punizione collettiva contro i palestinesi.

Ma cosa significa essere dall’altra parte di questa politica di punizioni collettive? Vivere la vita al buio? Il costo di una vita senza elettricità è così immenso che una persona che vive fuori Gaza potrebbe faticare a immaginarlo. E sebbene le statistiche ci forniscano una visione d’insieme – il 94 per cento dei palestinesi a Gaza “crede che la mancanza di elettricità stia danneggiando la propria salute mentale”, secondo lo stesso sondaggio del CICR – come può una persona che vive una vita normale immaginare di essere privata di una necessità così fondamentale?

Possiamo iniziare con la vita quotidiana a Gaza.

La vita in attesa 

A Gaza, conoscere il programma di distribuzione dell’elettricità è una parte essenziale dell’organizzazione della propria giornata. È una costante nella tua mente, bisogna pianificare sempre quando ci sarà elettricità e quando si rimarrà all’oscuro. Ad esempio, se vivi a un piano alto di un condominio, pianifichi le tue commissioni intorno alle interruzioni di corrente; quando torna la corrente, puoi tornare a casa e poter usare l’ascensore. Senza corrente, la tua vita è in sospeso, che si tratti di fare una doccia con acqua calda o di guardare la televisione. Anche per invitare gli amici si deve aspettare l’elettricità, poiché il caldo richiede ventilatori. Di notte, candele e pannelli solari sono utili. Gli studenti devono fare i compiti a lume di candela o in altro modo sbrigare i compiti e sfruttare il computer e Internet mentre c’è ancora la corrente. I metodi alternativi di elettricità pongono pericoli e inconvenienti. Secondo il Centro per i diritti umani Al Mezan, gli incendi causati dalle candele e dalle esplosioni dei generatori hanno ucciso 32 persone tra il 2010 e il 2018. E i generatori di elettricità rimbombano e ronzano rumorosamente, a volte emettendo pennacchi di fumo tossico. Durante il caldo soffocante dell’estate e il freddo paralizzante dell’inverno, le interruzioni elettriche rappresentano le maggiori minacce per il proprio stato d’animo e la propria salute. Stare al chiuso durante l’estate è essenzialmente insopportabile. Bisogna uscire all’aperto per prendere aria fresca. Eppure la sofferenza per le temperature estreme è ancora maggiore se si appartiene ad una parte popolazione più vulnerabile, come i malati o gli anziani.

Pazienti in dialisi a rischio

Khalil, 40 anni, è disoccupato e soffre per la maggior parte del tempo. Ha fatto affidamento sulla dialisi negli ultimi 12 anni per mantenere i suoi reni in funzione. Ha bisogno di tre sessioni a settimana all’ospedale di al-Shifa, e ogni sessione dura circa quattro ore, un compito quasi impossibile per la rete elettrica di Gaza. Sebbene il generatore di riserva si attivi, per non interrompere il trattamento per troppo tempo, in quei momenti, quando la corrente è interrotta, la vita di Khalil è in pericolo. C’è sempre il timore che l’elettricità non si riaccenda. Il ministero della Salute della Striscia di Gaza afferma che circa 820 pazienti nella fascia costiera soffrono di insufficienza renale. Un paziente in dialisi di circa 45 anni di nome Husam ha detto a The Electronic Intifada che le macchine per la dialisi in uso negli ospedali di Gaza sono in cattive condizioni e sono vecchie. Ha attribuito questo al blocco israeliano che limita l’importazione di attrezzature mediche. Le interruzioni di corrente aggravano molto le difficoltà della dialisi, poiché, quando il processo viene interrotto, può causare coaguli di sangue. In un altro ospedale nel nord di Gaza, Ahmad, 2 anni, ha appena subito un intervento chirurgico di dilatazione dell’uretra e della vescica. Suo padre, Ali, dice che trascorrono almeno nove ore al giorno senza elettricità in ospedale. “Durante il periodo di interruzione di corrente, i condizionatori d’aria non funzionano”, dice osservando la situazione che devono affrontare in ospedale. “Soffriamo molto a causa delle alte temperature di questi giorni a Gaza”. Per far fronte alla situazione, Ali usa la carta per creare un ventaglio per suo figlio, per fornire un po’ di sollievo al bambino mentre si riprende dall’intervento chirurgico.

 

Il mare diventa nero 

 

Lontano dagli ospedali e dalle case, gli effetti delle interruzioni di corrente possono colpire in luoghi improbabili, tra cui una giornata in spiaggia, un passatempo estivo, un momento felice nonchè grande passione dei palestinesi a Gaza. Alcune famiglie rimangono in spiaggia dalla mattina presto fino a mezzanotte, giocando a calcio e pallavolo, facendo picnic e facendo volare gli aquiloni. Ultimamente, però, una giornata al mare non è la stessa. I comuni di Gaza pompano le acque reflue direttamente in mare quando Israele interrompe le spedizioni di carburante all’impianto di trattamento delle acque reflue. Ahmed Hilles, presidente dell’Istituto nazionale per l’ambiente e lo sviluppo, ha affermato che 120.000 metri cubi di liquami non trattati o parzialmente trattati vengono pompati ogni giorno lungo la costa di Gaza. L’acqua di mare, di conseguenza, può diventare putrida e inadatta alla balneazione, nera e piena di parassiti gastrointestinali. I bambini si ricoprono di eruzioni cutanee e contraggono varie malattie intestinali a causa dell’acqua inquinata. Nel 2022, 15 anni dopo che Israele ha intensificato il suo assedio a Gaza, le condizioni sono solo peggiorate, con numerosi attacchi israeliani che hanno distrutto infrastrutture, case e stili di vita. Un rapporto pubblicato dalla Conferenza delle Nazioni Unite sul commercio e lo sviluppo ha affermato che le perdite economiche totali dei palestinesi nella Striscia di Gaza dal 2007 al 2018 sono state di circa 17 miliardi di dollari e il tasso di povertà è aumentato al 56%. Qualsiasi parvenza di vita normale a Gaza è minata da questa economia ridotta, ma la sua rete elettrica vacillante e le interruzioni di corrente quotidiane ricordano come queste statistiche non siano così astratte. Indicano la vera lotta della vita quotidiana a Gaza.
Quando mio figlio Ahmed aveva 4 anni, abbiamo vissuto a Kuala Lumpur, in Malesia, quando ho conseguito il dottorato in relazioni internazionali e studi strategici. In otto anni, abbiamo riscontrato solo tre interruzioni di corrente, ciascuna della durata di circa sette minuti. Ahmed veniva da me con urgenza, chiedendomi perché l’elettricità fosse stata interrotta, quando tornerà e come ripararla. Quando siamo tornati a Gaza e siamo rimasti seduti per ore senza elettricità su base giornaliera, aveva una prospettiva diversa e si lamentava: “Vorrei che si interrompesse sette minuti come prima in Malesia”.

 

I nomi dei pazienti ospedalieri e dei loro familiari citati in questo articolo sono stati modificati per proteggere la loro privacy.

 

Raed Qaddoura è un analista politico specializzato in affari israelo-palestinesi. Ha un dottorato di ricerca in strategia e relazioni internazionali presso l’UKM Malaysia.

 

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