A Gaza non esistono dati che possono esprimere il dolore

26 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Gaza team | Striscia di Gaza, Palestina occupata

Se non vi è alcuna ragione per la nostra esistenza, almeno dovrebbe esserci la nostra capacità di informare su una storia mentre si sta svolgendo, in modo che nessuno può dire: “Non sapevamo, nessuno ci aveva detto nulla”

Robert Fisk

Non so se il dolore può distruggere o fortificare, so solo che il dolore cambia tutto. So anche che il ricordo di tanta sofferenza rimane, deve rimanere nella mia memoria. All’inizio dell’aggressione israeliana, i primi giorni del luglio scorso, mi ero ripromesso di non dimenticare i nomi dei bambini che sono stati uccisi, quelli che ho fotografato inorridito negli obitori dell’incubo di Gaza sotto il fuoco nemico.

Corpi dei bambini uccisi in attacco israeliano a Gaza lo scorso anno

Corpi dei bambini uccisi in attacco israeliano a Gaza lo scorso anno


In quel momento non sapevo che sarebbe stato impossibile mantenere quella promessa. Più di 500 nomi di bambini, distrutti dalle bombe devono essere ora pronunciati dalla mia voce, uno per uno. Comunque, io non dimentico, io non posso né voglio dimenticare.
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Un uomo e la figlia di tre anni colpiti alla testa dalle forze israeliane a Kafr Qaddum

25 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata

 I palestinesi nel villaggio di Kafr Qaddum nella Cisgiordania occupata hanno subito un assedio di ore da parte delle forze israeliane, mentre manifestavano contro l’occupazione, e alla fine una bambina palestinese di tre anni, figlia del capo della polizia di Nablus, il colonnello Abd al-Latif al-Qaddumi è stata colpita in faccia con un  proiettile di gomma/acciaio mentre era sul balcone della casa della famiglia.

la ragazza colpita col proiettile gomma/acciaio
la ragazza colpita col proiettile gomma/acciaio

 Sia la ragazza, Maram Abed al-Latif al-Qaddumi, che suo padre, che è stato successivamente  colpito alla testa anche lui con un proiettile di gomma/acciaio, mentre si precipitava per aiutare sua figlia che  sanguinava abbondantemente, sono stati curati presso il Rafidia Hospital e poi dimessi.

Per tre ore, le forze israeliane e la polizia di frontiera israeliana avevano intrappolato palestinesi, giornalisti e osservatori internazionali per i diritti umani lungo una strada del villaggio in diverse case e nella moschea local: ogni volta che un palestinese faceva un passo in mezzo alla strada, arrivava una scarica di proiettili di gomma/acciaio, o proiettili a schiuma, munizioni letali, bombe sonore e lacrimogeni e inoltre il camion skunk water inondava la strada.

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Ancora una volta, le forze israeliane impediscono la libertà di religione dei palestinesi


25 Settembre 2015 | International Solidarity Movement,  Al-Khalil Team | Hebron, Palestina occupata

Oggi, le forze israeliane hanno arrestato, perquisito e molestato i palestinesi nel loro cammino verso la moschea Ibrahimi  e nelle sue vicinanze nel secondo giorno della festa musulmana di Eid al-Adha per le preghiere del venerdì a Al-Khalil (Hebron).

Folle di fedeli si affollavano alla moschea intorno a mezzogiorno. Prima di essere ammessi nella moschea devono passare attraverso i metal detector presidiati dalle forze israeliane. Anche se la maggior parte delle persone sono passate dal mercato palestinese e già attraverso un posto di blocco, pochi metri dopo, sono costretti a passare attraverso un altro checkpoint. Bambini, ragazzi e ragazze si aggrappavano alle mani dei loro genitori quando passavano attraverso il checkpoint.

Adolescenti palestinesi devono lasciare la loro carta di identità ai soldati prima di entrare nella moschea

Adolescenti palestinesi devono lasciare la loro carta di identità ai soldati prima di entrare nella moschea


In totale, 27 giovani adulti sono stati fermati e controllati mentre si recavano alla preghiera del Venerdì, e costretti a lasciare la propria ID alle forze israeliane prima di poter entrare nella moschea. Altri due sono stati fermati per circa quindici minuti prima di essere autorizzati a passare. Tutte le ID dovevano essere raccolte al termine della preghiera dallo stesso soldato, ritardando così i palestinesi sulla via del ritorno a casa per  altri cinque o dieci minuti durante i quali i soldati cercavano di ritrovare l’ID giusto per ogni persona.
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Ragazza palestinese muore per le ferite inferte da soldati israeliani

22 Settembre 2015 | Ma’an News Agency | Hebron, Palestina occupata

Una adolescente palestinese colpita dalle forze israeliane a un checkpoint a Hebron è morta per le ferite riportate, martedì, riferiscono fonti mediche israeliane.

Il soldato spara alla ragazza

Il soldato spara alla ragazza


L’adolescente, identificatoa come Hadeel al-Hashlamon, di 18 anni, è stata colpita tre volte da soldati israeliani dopo il presunto tentativo di effettuare un attacco di accoltellamento, riferisce l’esercito israeliano.

Un portavoce del Shaare Zedek Medical Center dove è stata portata per le cure ha detto che la ragazzao era “gravemente ferita, ed ha subito un intervento chirurgico al suo arrivo.”

Poi è morta per le ferite riportate, ha confermato il portavoce. Continue reading

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La violenza dei coloni si intensifica nelle vicinanze della colonia illegale di Kiryat Arba

19 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Al-Khalil Team | Hebron, Palestina Occupata

I bambini della famiglia Jabari

I bambini della famiglia Jabari

I bambini della famiglia Jabari del quartiere Jabari di Hebron cantano davanti ad uno show televisivo per bambini. E’ un sabato mattina soleggiato, privo di nuvole, ma in una piccola casa sei bambini sono seduti davanti alla mamma che spiega il perchè non si può uscire di casa a causa della presenza dei coloni. I bimbi passano il loro tempo cantando qualunque tipo di canzone proveniente dalla televisione.

Una immensa illegale colonia israeliana, Kiryat Arba – che ospita approssimativamente ottomila coloni – si affaccia direttamente sulla casa della famiglia Jabari; quel sabato non è stata l’unica volta che ci sono stati problemi.

Una sinagoga è stata costruita proprio dietro la loro casa, affiancata da una stazione di polizia israeliana. Tutte queste strutture sono collegate da un percorso che porta i coloni israeliani all’interno della proprietà della famiglia Jabari. “I coloni saltano dietro la nostra casa durante la notte e colpiscono le finestre dove dormono i bambini, terrorizzandoli.Continue reading

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Vittorio Fera: aprire gli occhi per non essere complici dei crimini israeliani

303359_369087203139230_1029410715_nSono Vittorio Fera, un attivista dell’International Solidarity Movement, un movimento non-violento di solidarietà formato da volontari internazionali che documentano le continue violazioni subite dal popolo palestinese nei territori occupati da Israele.

Venerdì 28 agosto 2015 sono stato arrestato dalle forze di occupazione israeliane durante lo svolgimento di una manifestazione non-violenta a Nabi Salih, dove ogni venerdì gli abitanti del villaggio si ritrovano per protestare contro la colonia illegale di Halamish, che ha confiscato terra al villaggio e sottratto l’unica sorgente d’acqua, costringendo gli stessi abitanti ad acquistare l’acqua necessaria per la loro sussistenza dalle compagnie idriche israeliane. Continue reading

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Internazionale arrestata ad al-Khalil. Ingresso proibito in una parte della città

12 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, al-Khalil Team | Hebron, Palestina Occupata

Domenica notte un osservatore internazionale dei diritti umani è stato arrestato dalle forze israeliane con false accuse ad al-Khalil (Hebron) nella Palestina Occupata.
L’attivista (in compagnia di un altro volontario, ndt.) è stata trattenuta dai soldati israeliani mentre lasciava una casa nel quartiere di Tel Rumeida di al-Khalil. Pochi minuti dopo sono sopraggiunti un gruppo di sette soldati come rinforzo. L’unica comunicazione fornita dai soldati in inglese ai due volontari, che non parlavano ebraico, era relativa all’obbligo di aspettare l’arrivo della polizia per chiedere una spiegazione riguardo la loro detenzione. Continue reading

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Testimonianza del massacro di Khuzaa

8 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Gaza Team | Khuzaa, Striscia di Gaza, Palestina Occupata

Un anno dopo l’attacco israeliano alla Striscia di Gaza, il massacro a Khuzaa è ancora vivo nei ricordi dei suoi abitanti. Il Dr. Mohammed Qudaih viveva con la sua famiglia a Khuzaa, sud della Striscia di Gaza, a meno di un km dalla recinzione israeliana, dalle torrette militari e dalla terra palestinese occupata nel 1948.

Dr. Mohammed nel suo ufficio. Foto ISM

Dr. Mohammed nel suo ufficio. Foto ISM

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La famiglia Jabari di nuovo di fronte alla minaccia di perdere la terra


La famiglia Jabari nella occupata al-Khalil (Hebron) è di nuovo di fronte a minacce di coloni, ansiosi di prendere la loro terra.

Coloni provenienti dall'insediamento illegale di Kiryat Arba vanno sulla terra palestinese per la preghiera

Coloni provenienti dall’insediamento illegale di Kiryat Arba vanno sulla terra palestinese per la preghiera


La famiglia possiede un pezzo di terra schiacciato tra l’insediamento illegale di Kiryat Arba e la stazione di polizia israeliana Givat Ha’vot. I coloni hanno costruito una tenda sinagoga sulla terra, ma la Corte Suprema israeliana, dopo lunghe annalisi, ha preso la decisione che in quanto è illegale deve essere demolita all’inizio di quest’anno. Ciò ha provocato gli attacchi da parte dei coloni alle famiglie palestinesi che vivono nel  quartiere e agli osservatori per i diritti umani.

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I coloni attaccano violentemente un palestinese su Shuhada strada

5 Settembre 2015 | International Solidarity Movement, Al-Khalil Team | Hebron, Palestina occupata

Questa sera intorno alle 6 un palestinese è stato arrestato al Daboya checkpoint in Shuhada-Street a Hebron in Palestina occupata. Mentre era detenuto un gruppo di giovani coloni è arrivato al checkpoint e lo ha attaccato. I 3 coloni picchiavano il giovane palestinese, mentre un soldato era in piedi vicino senza interferire. Quando il giovane palestinese scappava dai violenti aggressori , il colono non mascherato lo ha spruzzato con il peperoncino, proprio prima che fosse in grado di sfuggire al violento attacco infilandosi nella casa di una famiglia palestinese che vive di fronte al posto di blocco.

i coloni che hanno attaccato

i coloni che hanno attaccato

 

Dopo l’attacco, il giovane palestinese è rimasto in semi incoscienza per oltre mezz’ora. Le automobili palestinesi e quindi anche le ambulanze non sono ammessi in questo settore da parte delle forze israeliane, che hanno portato ad un lungo periodo di attesa prima che il giovane fosse in grado di ricevere cure mediche. A causa della chiusura della strada per i palestinesi, i medici della Mezzaluna Rossa prima hanno dovuto passare attraverso un altro posto di blocco a piedi verso il luogo dell’incidente e poi hanno dovuto portare fuori il giovane palestinese attraverso il checkpoint. E’ stato portato in ospedale con il sospetto di strappi muscolari e in una quantità enorme di dolore. Ora è uscito dall’ospedale e le sue condizioni sono stabili.

Guarda il video dell’attacco di Youth Against Settlements qui:

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