Attivisti dell’ISM aggrediti da turisti sionisti a Hebron

11 Marzo 2014 / Fonte: International Solidarity Movement

Due attivisti dell’ISM che stavano camminando in Shuhada Street sono stati aggrediti brutalmente da dei turisti sionisti francesi che stavano visitando la città per prendere parte al tour settimanale dei coloni nella parte palestinese di Hebron.

l’uomo responsabile dell’aggressione

Verso le 13:30 gli attivisti stavano passeggiando in direzione di Shuhada Street quando sei giovani sono sbucati da dietro l’angolo, che quando hanno visto gli attivisti si sono piazzati in mezzo alla strada.

Dopo pochi secondi, il gruppo ha attaccato gli attivisti dell’ISM, rincorrendo uno di essi in direzione della moschea Ibrahim. L’attacco è continuato persino quando i soldati hanno puntatole armi contro l’aggressore.

L’altro attivista è stato rincorso, colpito in faccia e sul corpo dall’aggressore sionista fino a quando è stato cacciato via da due soldati. Dopo essersi rialzato in piedi, l’attivista è stato colpito con un pugno in faccia dall’uomo che aveva appena cacciato via il suo compagno. Continue reading

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Israeliani che rifiutano la divisa

della redazione

Roma, 10 marzo 2014, Nena News – Nei Territori occupati i soldati israeliani ”violano diritti umani e compiono azioni che il diritto internazionale considera crimini di guerra”. Per queste ed altre ragioni i liceali Itay, Shaqed, Mandy e Rony si rifiuteranno di indossare la divisa militare, costi quel che costi. E perché la protesta avesse una eco maggiore, hanno scritto al premier Benyamin Netanyahu. ”Ci opponiamo alla occupazione dei Territori palestinesi” precisano in un testo sottoscritto da una cinquantina di coetanei. Ora sperano che la protesta si estenda a macchia d’olio.

Già ieri la loro lettera aveva raggiunto la televisione commerciale, Canale 2. Oggi sul suo sito web fioccano centinaia di commenti. In media solo un intervento su cento approva le scelte di questi adolescenti radicali. Gli altri grondano rimproveri, attacchi più o meno educati, insulti. E anche inviti perentori a trasferirsi altrove.

Nel 1970 destò scalpore una prima lettera di protesta indirizzata da decine di liceali all’allora premier Golda Meir. L’establishment laburista, colto di sorpresa, cercò di imporre la censura militare. Haaretz la ignorò. La ‘lettera dei liceali’ – che contestavano alla Meir una chiusura di fronte al mondo arabo – dominò l’agenda politica per settimane. Ma da allora lettere analoghe sono state scritte anche dai liceali del 1979, del 1987, del 2001, del 2005, del 2009. I primi ministri hanno dunque maturato una certa assuefazione. Dall’ufficio di Netanyahu, finora, non sono giunti commenti.

I contestatori del 2014 affermano di non volersi rendere complici nei Territori di ”esecuzioni mirate, costruzioni di insediamenti illegali, arresti amministrativi, torture, punizioni collettive”. Si oppongono all’occupazione militare non solo per difendere i diritti dei palestinesi ma anche perché essa – denunciano – ha riflessi perniciosi per la stessa società israeliana. Fra questi menzionano “razzismo, violenza, discriminazioni etniche”. “Non vogliamo peraltro essere carne da cannone per il potere” ha detto alla stampa uno di questi ragazzi.

La loro protesta coincide con una manifestazione di massa fatta la settimana scorsa da centinaia di migliaia di ebrei ortodossi contro la leva, che anche per loro dovrebbe diventare obbligatoria. Una posizione che questi esponenti della sinistra radicale hanno condiviso con entusiasmo questa settimana, con un insolito picchetto di sostegno a Tel Aviv. Un sito web a loro vicino, ‘Tutte Bugie‘, chiarisce meglio la loro impostazione ideologica che impasta allegramente musica rock, parole d’ordine anarchiche e satira politica. E denuncia, fra l’altro, un poster divulgato la settimana scorsa dalle forze armate israeliane, che preannunciava come ineluttabile ”la prossima guerra” ed enunciava la necessità di addestrare fin d’ora i bambini.

Inoltre schernisce i militari israeliani che giorni fa a Hebron hanno ”sequestrato nove asini palestinesi” per stabilire chi ne fosse il proprietario. I contestatori si chiedono: ”Chi, in quell’episodio, era il vero asino ?” E concludono: un esercito che ha tempo da perdere con gli asini vaganti in Cisgiordania ”può cavarsela benissimo senza di noi”. Nena News

– See more at: http://nena-news.it/israeliani-che-rifiutano-la-divisa/#sthash.ngkNDiDc.dpuf

http://nena-news.it/israeliani-che-rifiutano-la-divisa/

I liceali Itay, Shaqed, Mandy e Rony fanno obiezione di coscienza e in una lettera al premier Netanyahu accusano i militari di violare i diritti umani dei palestinesi. La scorsa settimana migliaia di ebrei ortodossi avevano manifestato contro la leva obbligatoria.

Roma, 10 marzo 2014, Nena News – Nei Territori occupati i soldati israeliani ”violano diritti umani e compiono azioni che il diritto internazionale considera crimini di guerra”. Per queste ed altre ragioni i liceali Itay, Shaqed, Mandy e Rony si rifiuteranno di indossare la divisa militare, costi quel che costi. E perché la protesta avesse una eco maggiore, hanno scritto al premier Benyamin Netanyahu. ”Ci opponiamo alla occupazione dei Territori palestinesi” precisano in un testo sottoscritto da una cinquantina di coetanei. Ora sperano che la protesta si estenda a macchia d’olio. Continue reading

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Bambini palestinesi continuano ad essere imprigionati

9 mar 2014 | International Solidarity Movement , Team Khalil | Hebron, Palestina Occupata   http://palsolidarity.org


Martedì 4 marzo, un ragazzo di 14 anni, Wassem Rajabi dalla zona di Jabal Johar di Hebron (al- Khalil ), è stato arrestato e portato via dai soldati israeliani mentre tornava da scuola. Questo giovedì, dopo nove giorni di prigione, la sua famiglia andrà alla stazione di polizia per scoprire che fine ha fatto. Recentemente, più di 50 bambini della zona sono stati arrestati e imprigionati. Nella sola ultima settimana, tra 15 e 20 bambini sono stati arrestati, tutti sotto i 18 anni.

Wassem Rajabi proviene da una famiglia con pochi mezzi. Suo padre è morto otto anni fa in un incidente sul posto di lavoro all’interno delle aree 1948, e ora vive con la madre, un fratello maggiore e due sorelle più giovani. Quando Wassen non è venuto a casa da scuola martedì scorso, la sua famiglia ha scoperto che era stato preso dai militari israeliani, imprigionato e trasferito a Ramallah. Egli è stato accusato di lanciare pietre contro le forze israeliane. Continue reading

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Dopo l’ultimo incidente, il futuro di Israele nella FIFA è incerto

Firma la petizione che chiede alla FIFA di sospendere Israele  http://www.change.org/it/petizioni/fifa-suspend-the-israeli-football-association-s-fifa-membership

di Dave Zirin   fonte: http://bdsitalia.org

I loro nomi sono Jawhar Nasser Jawhar, 19 anni, e Adam Abd al-Raouf Halabiya, 17. Una volta erano giocatori di calcio in Cisgiordania. Ora non riusciranno mai più a praticare alcuno sport. Jawhar e Adam stavano percorrendo la strada di casa dopo una sessione di allenamento nello stadio Faisal al-Husseini il 31 gennaio, quando le forze israeliane hanno sparato su di loro mentre si avvicinavano ad un checkpoint.

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Dopo essere stati colpiti ripetutamente, sono stati azzannati dai cani al checkpoint e poi picchiati. Dieci proiettili sono stati sparati nei piedi di Jawhar. Adam una pallottola per piede. Dopo essere stati trasferiti da un ospedale di Ramallah al Re Hussein Medical Center di Amman, hanno ricevuto la notizia che il calcio non avrebbe fatto più una parte del loro futuro (la pattuglia israeliana di frontiera sostiene che i due giovani erano in procinto di lanciare una bomba).

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Nabi Saleh onora Muataz Washaha

8 mar 2014 | International Solidarity Movement, Ramallah team | Nabi Saleh, Palestina Occupata

Venerdì 7 marzo la protesta a Nabi Salih ha assunto un significato particolare dopo che  un uomo palestinese locale, Moutaz Washaha, è stato assassinato nella sua città natale di Bir Zeit giovedi della scorsa settimana. Un gruppo di oltre 50 tra palestinesi, attivisti e giornalisti si sono riuniti per la manifestazione settimanale contro l’esproprio della sorgente d’acqua del villaggio, che è stata dirottata verso un insediamento vicino.

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I palestinesi si proteggono dalle granate stordenti sparate dalle forze israeliane. 7 marzo 2014

I manifestanti hanno proseguito lontano dal villaggio giù per la collina verso la strada che separa il villaggio dalla sorgente Al Qaws che è stata rubato dall’insediamento illegale di Halamish nel 2009. Le forze israeliane hanno lanciato una serie di lacrimogeni contro i manifestanti disarmati. Continue reading

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Malaka: “la resistenza è donna” – video

http://nena-news.it/malaka-la-restistenza-e-donna-video/
Intervista alla blogger che ha lanciato la campagna internazionale per la liberazione di Samer Issawi. Il ruolo delle donne in Cisgiordania e a Gaza e i progetti per il futuro

Roma, 8 marzo 2014, Nena News – La 23enne di Gaza Malaka Mohanned è diventata una blogger nota per avere lanciato la campagna internazionale per la liberazione di Samer Issawi. Il detenuto accusato di “terrorismo” e  rilasciato il 23 dicembre scorso dopo uno sciopero della fame durato 266 giorni, che ha fatto notizia in tutto il mondo.

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Malaka Mohamed

Questa giovane donna palestinese, che adesso studia Diritto internazionale all’università di Sheffield, in Gran Bretagna, è uno dei tanti esempi di donne impegnate nella resistenza all’occupazione israeliana e all’embargo che dal 2006 ha chiuso la Striscia di Gaza al mondo. Continue reading

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Attacco di coloni fermato dagli agricoltori a Talfeet

6 marzo 2014 | International Solidarity Movement , Team Nablus | Talfeet , Palestina Occupata

Gli agricoltori catturano un colono che taglia gli alberi di ulivo a Talfeet, lo consegnano alla polizia israeliana e consegnano una denuncia contro di lui.

Le forze israeliane e i coloni a Talfee

Il sei marzo, intorno alle 10 e 30, tre contadini che lavoravano sulla loro terra a Talfeet hanno catturato un colono che stava abbattendo alberi di ulivo nella zona. Rapidamente affiancato da altri abitanti del villaggio, sono riusciti a catturarlo. Poi lo hanno trattenuto sul posto, in attesa che la polizia israeliana arrivasse.

Alle 12, la polizia è arrivata sul posto con l’esercito. Dopo le spiegazioni di quanti erano coinvolti, hanno finalmente proceduto all’arresto del colono. Continue reading

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Uno spettro si aggira per Israele: lo spettro del movimento BDS.

6 marzo 2014, International Solidarity Movement,     Gaza Team,   Palestina occupata
Mentre i ministri israeliani discutono la possibilità di convocare avvocati e il Mossad per contrastare il movimento BDS, nella Striscia di Gaza sotto assedio, così come in alter 250 città intorno al mondo, attivisti, studenti e rappresentanti di associazioni stanno organizzando la decima edizione dell’Israeli Apartheid Week, la settimana mondiale finalizzata ad aumentare la consapevolezza collettiva attorno alla brutalità del regime d’apartheid e l’occupazione israeliane attraverso conferenze, manifestazioni e proiezioni di filmati.

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Uno dei cambiamenti della IAW 2014 in Gaza, organizzata dal “Comitato Preparatorio per la Resistenza all’Apartheid Israeliana” attraverso 5 seminari che hanno avuto luogo dal 22 Febbraio al 6 Marzo, sarà il ruolo chiave che avrà l’Union of Agricultural Workers Committee (UAWC), che coinvolgerà pescatori e contadini nelle attività in programma durante la settimana, dal 9 al 13 Marzo.

Uno dei principali obiettivi della UAWC è rendere pescatori e contadini consapevoli dell’appello BDS lanciato nel 2005 e del suo potenziale. UAWC che ha anche organizzato diversi workshop sul BDS attraverso i suoi comitati locali. Continue reading

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Palestinese di 17 anni arrestato a scuola a Al Sawiya

5 Marzo 2014| International Solidarity Movement, Team Nablus| Al Sawiya,
Palestina Occupata

Lunedì 3 marzo, nelle prime ore del pomeriggio, le forze israeliane hanno
arrestato un palestinese di 17 anni, Obada Muhammad Saleh, che si trovava
nella sua scuola a Al Sawiya.

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forze israeliane sparano gas lacrimogeni contro i manifestanti palestinesi durante la protesta a Jabaliya del 21 febbraio (foto di Charlie Andreasson)

Foto: quattro giovani fermati ad un checkpoint (Foto archivio ISM)

Verso l’una del pomeriggio di lunedì scorso, quando gli alunni stavano
uscendo dalla scuola di Al Sawiya, dieci soldati israeliani hanno invaso
il cortile della scuola lanciando granate assordanti e candelotti di gas
lacrimogeni contro i bambini per arrestare Obada Muhammad Saleh, che in
quel momento stava uscendo tranquillamente dalla sua aula.

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Incursione notturna dell’esercito israeliano nel villaggio di Madama

3 Marzo 2014| International Solidarity Movement, Nablus Team| Madama,
Palestina Occupata

Nelle prime ore del mattino di lunedì 3 marzo, circa 100 soldati
israeliani hanno fatto incursione nel villaggio di Madama, a sud di
Nablus, irrompendo nella case e trattenendo in stato di fermo 15 persone.

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Foto: danni provocati dall'irruzione dell'esercito israeliano a Madama.

Tutte le persone fermate sono state rilasciate più tardi nella stessa
notte.

Le forze israeliane sono entrate nel villaggio verso le 2 del mattino e
hanno invaso sette case, rompendo le porte e lanciando granate assordanti.

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