Appartamenti studenteschi bruciati in invasione di soldati Israeliani

12 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team, Palestina occupata

Nelle prime ore di Mercoledì 10 luglio, l’esercito israeliano, arrivando dal campo militare vicino alll’insediamento di Qedumim (8 km a ovest di Nablus) ha fatto irruzione nel quartiere di Al Junied di Nablus, nei pressi del nuovo campus universitario di Al Najjar.

resti di letti

Il quartiere, che include molti dormitori per gli studenti, è stato invaso da sette jeep, che sono arrivate ​​tra le ore 01:00 e 03:30, rimanendo fino alle 5. Sette jeep piene di soldati sono entrati nel quartiere. Molteplici lacrimogeni e bombe sonore sono stati sparati direttamente all’interno di tre appartamenti per studenti, appiccando incendi che hanno rotto finestre e bruciato le pareti, mobili, scarpe, tappeti e letti. I soldati salivano le scale di un edificio vuoto di fronte agli appartamenti e da lì hanno sparato a distanza ravvicinata nelle finestre degli studenti, bruciando gravemente due camere da letto e un balcone. Continue reading

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Training estivo a Venaus!

Per tutti quelli che vorranno unirsi all’ International Solidarity Movement recandosi in Palestina per un periodo anche breve (minimo richiesto quindici giorni), la Rete italiana ISM organizza delle giornate di formazione e informazione. Durante il training verrà spiegato cos’è e come funziona l’ISM, saranno raccontate le esperienze di qualcuno che ha fatto attivismo con ism in Palestina, verranno spiegati elementi di cultura palestinese, sarà introdotto e praticato il metodo del consenso, verranno date informazioni legali, consigli pratici e si cercherà di chiarire ogni dubbio.

Il prossimo training sarà in Valsusa dal 30 al 31 luglio (con possibilità di sforare all’1 nel caso in cui ci siano iniziative in contemporanea). Se vuoi partecipare perfavore manda una mail all’indirizzo italianism@inventati.org con oggetto “TRAINING VALSUSA”.

Il costo del training è di 10 euro. La quota d’iscrizione è comprensiva del materiale fornito durante il training, di parte dei trasporti dei formatori (qualora arrivassero da un’altra città) ed il restante verrà utilizzato dalla Rete Italiana ISM per le sue iniziative in Italia ed a sostegno degli attivisti presenti in Palestina. Data la collocazione del training in un campeggio, è necessario munirsi di tenda e sacco a pelo. Per quanto riguarda i pasti, ognuno provvederà da sè ma si informa che il campeggio sarà munito di una cucina presso la quale è possibile mangiare a prezzi popolari.

 

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Dieci case invase e tre arresti in un’incursione notturna a Talfit

8 lug 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Talfit, Palestina occupata

Nelle prime ore di mercoledì 3 luglio, l’esercito israeliano ha condotto una incursione su larga scala nel villaggio di Talfit, nel nord della West Bank, invadendo e distruggendo dieci case e arrestando tre uomini. Le famiglie di questi prigionieri non hanno avuto notizie da loro nei cinque giorni da quando sono stati in custodia israeliana e la loro ubicazione attuale e il loro stato giuridico sono sconosciuti.

In una invasione sproporzionata tra l’una e le cinque del amttino, un centinaio di soldati sono entrati nel villaggio di Talfit su una serie di jeep, pesantemente armati e con cani poliziotto. Almeno dieci famiglie, molte con bambini piccoli, sono stati costretti dai militari ad aspettare in strada per molte ore, mentre i soldati hanno saccheggiato le loro case.

il padre di Abdallah con la foto del figlio arrestato

Abdallah Mohammed Najeeb, ventisei anni, che lavora come infermiere in un ospedale di Nablus, è stato uno dei tre uomini arrestati durante questa invasione notturna. Stava dormendo nella sua casa all’una, quando una trentina di soldati sono venuti alla porta, sfondandola e invadendo la casa con i cani. Secondo il padre di Abdallah, i soldati hanno ordinato a tutti e dieci i membri della famiglia, tra cui tre bambini sotto i quattro anni, di stare sulla strada per molte ore, mentre, durante questo tempo, alcuni soldati  interrogavano la famiglia, mentre altri sono stati dentro ribaltamento mobili e facendo la casa a pezzi. Continue reading

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Tre giorni di violenza ad opera di esercito e coloni Israeliani nelle Colline a Sud di Hebron

fonte: Operazione Colomba

 

Raid militare nel villaggio di Jinba, in Firing Zone 918, durante la notte del 4 luglio; esercitazioni militari vicino al villaggio di At Tuwani il 5 luglio; coloni picchiano un uomo con ritardo mentale nel villaggio di Tuba il 5 luglio; due palestinesi e quattro attivisti israeliani arrestati nel villaggio di Umm Al Kheer il 6 luglio.

At Tuwani – 6 luglio 2013

 

Durante la notte tra il 3 e il 4 luglio, trenta soldati con cinque jeep militari hanno fatto incursione nel villaggio palestinese di Jinba, situato nell’area che l’esercito israeliano chiama Firing Zone 918. I soldati provenivano dall’avamposto israeliano di Mitzpe Yair e dalla base militare adiacente al villaggio. Insieme ai soldati c’erano due coloni che accusavano i palestinesi di aver rubato una pecora dall’avamposto israeliano. Continue reading

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Anata: comunità beduine prese nel fuoco incrociato

7 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Anata, Palestina occupata

Venerdì scorso, 5 luglio, alla periferia di Anata, Gerusalemme, ci sono stati violenti scontri tra shebab (giovani) palestinesi e l’esercito israeliano. Verso le 15, jeep dell’esercito israeliano hanno guidato verso la città di Anata e i soldati hanno cominciato a prendere  foto delle case. Trenta minuti dopo sono arrivati shebab locali e hanno cominciato a lanciare pietre contro l’esercito che poi ha risposto con gas lacrimogeni e proiettili di gomma fino a dopo le 20.

le comunità beduine di Anata

Gli scontri hanno avuto luogo intorno a una strada che collega il centro della città per una tangenziale che circonda il muro di annessione che separa la Cisgiordania da Gerusalemme. Su entrambi i lati di questa strada esistono due comunità beduine che vivono in tende e che sono rimaste coinvolte negli scontri settimanali violenti a cui essi stessi non partecipano. Continue reading

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Intervista dell’ISM a Ilan Pappè

 Fonte: palsolidarity,   trad. Asss. Zaatar

Intervista a Ilan Pappè: «L’obiettivo sionista era fin dall’inizio quello di ottenere il più possibile della Palestina, con il minor numero possibile di palestinesi».

Ilan Pappè è un accademico e attivista israeliano. È docente all’Università di Exeter (UK) ed è ben noto per essere uno dei “Nuovi Storici” israeliani, che riscrivono la narrazione sionista della situazione israelo-palestinese. Ha più volte pubblicamente accusato e condannato le politiche israeliane di pulizia etnica della Palestina e l’occupazione israeliana, nonché il regime di apartheid. Ha anche sostenuto la campagna di boicottaggio Boycott, Divestments and Sanctions (BDS), richiamando la comunità internazionale affinché si mobiliti contro le politiche sioniste israeliane. Continue reading

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Soldati israeliani invadono la zona H1 di Hebron e tormentano i residenti

4 Luglio 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Occupied Palestine

Approssimativamente alle ore 20 del 3 luglio, dei soldati israeliani agli ordini del nuovo comandante, hanno illegalmente invaso la zona H1 della città di Hebron, zona sotto controllo palestinese, tormentando i palestinesi e le loro famiglie.

Alla scandalosa e illegale incursione all’interno di H1 hanno preso parte otto soldati a piedi, equipaggiati con armamenti pesanti e gas lacrimogeni, seguiti da due soldati su una jeep militare. Hanno minacciato i palestinesi che chiedevano il perché di questa loro invasione. Appena arrivati a destinazione, i soldati hanno invaso un’abitazione e i due rimasti fuori bloccavano chiunque si avvicinasse alla casa palestinese. Due soldati si posizionano sul tetto  mentre altri due portano fuori dall’abitazione i familiari per interrogarli. Spingono un adolescente contro il muro e lo perquisiscono in maniera umiliante. Dopo aver terminato col tormentare questa famiglia, i soldati hanno pattugliato le strade della zona H1 prima di tornare nella zona H2 (illegalmente occupata dagli israeliani ndt). Continue reading

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Aggiornamento: tre arresti a Nabi Saleh durante la manifestazione contro l’occupazione

28 Giugno 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi Saleh, Palestina Occupata

Aggiornamento 3 Luglio: Rana e Nariman stanno ancora aspettando la decisione del giudice. Devono pagare 750NIS di cauzione.

Aggiornamento 2 Luglio:  Il giudice militare ha deciso gli arresti domiciliari per Nariman e Rana. La difesa ha fatto ricorso e sta ancora aspettando la decisione del giudice.

Aggiornamento 1 luglio: Entrambi gli attivisti palestinesi arrestati sono stati rilasciati dopo aver pagato 2000NIS a testa di cauzione dalla prigione militare di Ofer. Sono stati accusati di essere entrati in una zona militare in cui è vietato l’accesso.  Il processo verrà svolto martedì e mercoledì.

Aggiornamento 30 Giugno 15:30 : Entrambi gli attivisti palestinesi sono stati rilasciati dalla corte; la polizia israeliana ha fatto ricorso per trattenere gli attivisti un’altra notte, questa volta nella prigione di Ofer.

Aggiornamento 29 Giugno 14:15 : La data del processo verrà fissata domani

Aggiornamento 29 Giugno 13:00 : I due attivisti sono stati trasferiti nella prigione di HaSharon.

Aggiornamento 29 Giugno 09:00 : I due attivisti palestinesi sono trattenuti nella prigione di Jalameh. Il processo potrebbe essere svolto di domenica. Non saranno rilasciati prima di quella data Continue reading

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Quando i soldati lo hanno visto con la bandiera lo hanno assassinato a sangue freddo

3 lug 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Dura, Palestina occupata

Martedì scorso, tra le due e le quattro del mattino, le forze di occupazione israeliane hanno invaso la città di Dura, vicino a Hebron in Cisgiordania e ucciso il 19enne Moataz Idris Sharawneh. Gli hanno sparato con tre pallottole dum-dum al petto (un’arma dichiarata illegale secondo il diritto internazionale) [1]. Poi, mentre giaceva a terra è stato duramente picchiato dai soldati e travolto con la loro jeep e, a quel punto è morto.

poster con il martirio


I soldati hanno impedito agli amici e familiari di raggiungere Sharawneh per sottoporlo a cure mediche mediche. Quando il nipote di Sharawneh ha cercato di raggiungerlo, i soldati gli hanno sparato al braccio con una pallottola dum-dum e poi lo hanno arrestato e da allora, nessuno ne ha sentito niente. ISM ha parlato con la famiglia a Dura ieri, e sua sorella Nevin, che sta studiando per essere una assistente sanitaria, ci ha dato un resoconto dettagliato della sua vita e del suo martirio. Continue reading

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Non ci arrendiamo, rinunciare è morire” – Susiya resiste a ordini di demolizione di massa

27 Giugno  2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Susiya, Palestina Occupata


Oggi, 27 giugno 2013, l’Amministrazione Civile israeliana ha consegnato trentaquattro ordini di demolizione nel villaggio di Susiya, che è in zona C e circondato dalla colonia israeliana di Suseya. A causa di precedenti ordini di demolizione, ogni struttura esistente nel paese è ora minacciata di distruzione, se non ottengono i permessi entro il 17 luglio.

gli ordini di demolizione

I residenti di Susiya comprendono più di trenta famiglie, che sono stati tutti evacuati dalle loro case nel vecchio borgo di Susiya e costretti a trasferirsi a 200 metri a sud-est, nel 1986. I residenti di Susiya collaborano con i paesi vicini in zona Masafer Yatta, un’area militare chiusa “zona esercitazioni”, pure in Area C e minacciati di demolizione. Continue reading

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