La resistenza di Kufr Qaddum si scontra con violenza e punizione collettiva

26 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Kafr Qaddum, Palestina occupata

L’esercito israeliano ha invaso il villaggio di Kafr Qaddum più volte venerdì 26 luglio, sparando gas lacrimogeni eccessivi, granate sonore e proiettili di gomma alla gente del villaggio. Erano anche armati e pronti ad usare proiettili veri contro i manifestanti pacifici. Alcune ore più tardi, il villaggio è stato ancora una volta invaso, questa volta da un bulldozer militare israeliano che ha creato un blocco stradale nel centro del paese, limitando la libertà di movimento.

Verso le ore 11 del mattino del 26 luglio, più di quaranta soldati hanno camminato direttamente nel villaggio di Kafr Qaddum, pesantemente armati, usando con granate assordanti, lacrimogeni, proiettili ricoperti di gomma e munizioni vere. Continue reading

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Intervista: “Israele sarai punito per l’uso della tortura!”

fonte: Palsolidarity.org

L’International Solidarity Movement ha avuto una conversazione con Wael Dawabsheh, uno psicologo del Centro di Riabilitazione Torture in Cisgiordania. Ci ha raccontato il suo lavoro con le vittime della tortura.
International Solidarity Movement (ISM): Che cosa è il Centro di Riabilitazione tortura e che lavoro fa?

Wael Dawabsheh (WD): Il nostro centro ha iniziato a lavorare in Cisgiordania nel 1999, ha proseguito con l’intifada nel 2002 e continua fino ad ora. Siamo un gruppo di psichiatri, assistenti sociali e psicologi. Noi lavoriamo con gli arrestati, le persone che sono state in carceri israeliane e le persone che sono state esposte a tortura, così come le loro famiglie. Lavoriamo anche con i feriti e le famiglie dei martiri.

Abbiamo due programmi – di visite esterne e di ufficio, ovvero alcune delle persone con cui lavoriamo vengono nei nostri uffici, mentre vediamo gli altri nelle loro case. Lavoriamo in molti luoghi in Cisgiordania, da nord a sud tra Jenin, Nablus, Hebron, Ramallah e nei dintorni di Gerusalemme. Continue reading

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La continua espansione delle colonie mette in pericolo le comunità delle colline a sud di Hebron

fonte: Operazione Colomba

Mentre il governo promuove la costruzione di 80 nuove unità nella colonia di Karmel, la DCO consegna quattro ordini di fermo dei lavori e un ordine di demolizione nel villaggio palestinese di Al Mufaqarah

23 luglio 2013

Durante i mesi di giugno e luglio i volontari di Operazione Colomba hanno monitorato l’espansione delle colonie israeliane di Karmel e Ma’on e dell’avamposto di Avigayil.

 

La più grande espansione è stata registrata nella colonia di Karmel. Durante il mese di giugno scavatori e ruspe stavano lavorando per la costruzione della base di un nuovo settore, nella parte sud della colonia. In questa nuova parte della colonia, già a metà luglio, erano presenti sei nuove case e tre gruppi di fondamenta per altre strutture. La colonia di Karmel è stata costruita negli anni ’80 a ridosso del villaggio beduino di Umm Al Kheer. La nuova espansione sta causando ulteriori difficoltà e disagi ai pastori beduini che vanno a pascolare le greggi nelle vicinanze del loro villaggio e della colonia. Negli ultimi due mesi gli abitanti di Umm Al Kheer hanno dovuto affrontare violenze e soprusi quotidiani da parte dell’esercito e dei coloni israeliani, tra cui l’arresto di tre pastori e il danneggiamento di proprietà private beduine. Continue reading

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Intervista a Ilan Pappè – Seconda parte

Traduzione: Associazione Zaatar
Ilan Pappè è un accademico e attivista israeliano. È docente all’Università di Exeter (UK) ed è ben noto per essere uno dei “Nuovi Storici” israeliani, che riscrivono la narrazione sionista della situazione israelo-palestinese. Ha più volte pubblicamente accusato e condannato le politiche israeliane di pulizia etnica della Palestina e l’occupazione israeliana, nonché il regime di apartheid. Ha anche sostenuto la campagna di boicottaggio Boycott, Divestments and Sanctions (BDS), richiamando la comunità internazionale affinché si mobiliti contro le politiche sioniste israeliane.

Attivisti dell’ISM hanno avuto l’opportunità di discutere con il professor Pappè della pulizia etnica della Palestina, delle politiche e della società israeliana e del ruolo della comunità internazionale e degli attivisti in Palestina; è risultata un’intervista in tre parti, che verranno pubblicate sul sito dell’ISM nelle prossime settimane.

Questa è la seconda parte, sulla politica e la società israeliana.

Qui è possibile trovare la traduzione della prima parte dell’intervista

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La famiglia Jabari di nuovo sotto attacco di coloni e soldati

22 Luglio 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Palestina occupata
Sabato 20, pur tenendo le sue pecore al pascolo sulla sua terra, Abd Al-Karim Ibrahim Al-Jabari di 56 anni, è stato fermato e ha subito vessazioni da parte dei coloni e dei soldati prima di essere fermato per un interrogatorio in questura a Givat Ha’avot, un insediamento illegale nella parte occupata di Hebron.

la casa dei Jabari

La terra di Abd Al-Karim si trova tra i due insediamenti illegali di Kiryat Arba e Givat Ha’avot. Quando ha portato le sue pecore al pascolo sulla sua terra, ieri mattina, è stato fermato dalle guardie di sicurezza dei coloni del vicino insediamento di Givat Ha’avot che successivamente ha chiamato le forze di occupazione israeliane. Ha trascorso diversi minuti a discutere con i soldati, che si rifiutavano di credere che lui è il proprietario del terreno e ha insistito che era terra ebraica, come i coloni avevano detto loro. Un soldato ha detto a Abd Al-Karim: “Questa terra e questa casa sono mie e io ti porterà fuori di qui”. Continue reading

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Violenta repressione a Kufr Qaddum, nella manifestazione contro il Prawer Plan

20 lug 2013 | International Women’s Peace Service Kafr Qaddum, Palestina occupata  Fonte Palsolidarity.org

Venerdì 19 luglio, i residenti di Kafr Qaddum si sono riuniti per una manifestazione contro il Piano Prawer, un piano del governo israeliano che progetta pulizia etnica del deserto al-Naqab occupato. I manifestanti sono stati violentemente attaccati da soldati israeliani che hanno ripetutamente fatto irruzione nel villaggio sparando gas lacrimogeni, proiettili di acciaio ricoperti di gomma e granate assordanti.

Verso le 11:00, i residenti hanno tentato di costruire una barricata difensiva sul margine orientale del paese per evitare che i soldati  entrassero, però, mentre la stavano costruendo, circa 50 soldati israeliani sono corsi giù per la strada principale più vicina all’insediamento israeliano illegale di Qedumim , nel tentativo di effettuare arresti. I soldati hanno inseguito le persone, compresi i bambini piccoli, di nuovo fino al centro del paese, dove hanno sparato gas lacrimogeni e proiettili di acciaio ricoperti di gomma direttamente alla gente. Quasi 25 soldati hanno poi preso una posizione sulla cima della collina che domina il borgo, il che ha impedito a molte persone di viaggiare lungo la strada principale, al fine di partecipare alla preghiera del  venerdì di Ramadan. Continue reading

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Uomo colpito da proiettile vero e bambino con gomma/acciaio a Nabi Saleh

17 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi Saleh, Palestina occupata
Martedì scorso, scontri tra i residenti di Nabi Saleh e le forze israeliane hanno portato a un ragazzo ferito con un proiettile di gomma/acciaio a una gamba e un uomo ferito con proiettili veri, pure lui nella gamba. Quest’ultimo ha subito un intervento chirurgico e si sta ancora riprendendo al Ramallah hospital.  Ieri in serata, poco prima dell’Iftar (rottura del digiuno), sono scoppiati scontri tra forze israeliane e giovani palestinesi di Nabi Saleh. Le forze israeliane hanno sparato gas lacrimogeni, proiettili di acciaio rivestiti in gomma e munizioni vere sugli abitanti del villaggio, con la conseguenza di due persone ferite. Mahmoud Tamimi, 22 anni, è stato colpito con un proiettile a una gamba mentre cercava di aiutare Mohammad Tamimi, 10 anni, che era stato colpito con un proiettile di gomma/acciaio ad una gamba mentre stava in piedi sul lato della collina, dove gli scontri erano in corso. Dopo che gli hanno sparato, i soldati israeliani hanno impedito agli abitanti del villaggio di aiutare Mahmoud e portarlo in ospedale. Bilal Tamimi, un abitante del villaggio che è andato sul posto per documentare ciò che stava accadendo, è stato picchiato e ha avuto la sua macchina fotografica rotto dai soldati israeliani.Mohammad e Mahmoud finalmente sono stati portati all’osedale a Ramallah. Mahmoud ha subito un intervento chirurgico ed è ancora in ospedale, mentre Mohammad è stato rilasciato ieri ed è attualmente ricoverato a casa. Il villaggio di Nabi Saleh sta manifestando contro il furto della loro sorgente naturale e l’occupazione dal dicembre 2009. Le forze israeliane si contrapongono violentemente alle manifestazioni del venerdi sparando gas lacrimogeni, acqua puzzolente, bombe sonore, proiettili ricoperti di gomma e anhe munizioni da guerra sui manifestanti. Due persone sono state uccise, Mustafa e Rushdi Tamimi, e molti altri gravemente feriti. Bassem Tamimi, il padre di Mohammad, ha trascorso 17 mesi nelle carceri israeliane, solo per essere un attivista di primo piano per le proteste. Nariman Tamimi, sua moglie e la madre di Mohammad, è stata arrestata durante una manifestazione il 28 di giugno. Ha trascorso tre giorni in carcere ed è stata accusata di entrare in una zona militare chiusa. Nariman è attualmente in stato di parziale arresto domiciliare il venerdì ed ha udienza presso il tribunale militare nel mese di settembre.

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Furto di terra a Qaryut, con timore di espansione illegale

16 luglio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Qaryut, Occupied Palestine
Il 3 luglio 2013, i coloni della colonia illegale di Shilo hanno invaso con un bulldozer dei terreni appartenenti a Qaryut, distruggendo circa
duecento alberi di ulivo di recente impianto. I cittadini di Qaryut sono ora preoccupati che nuove case per l’insediamento illegale sono in costruzione su questa terra rubata.

Verso le 10:00, cinque coloni con un bulldozer sono entrati sul terreno di Qaryut vicino al loro insediamento illegale, spianando diversi dunum di terra e distruggendo circa duecento giovani olivi piantati di recente. Due jeep piene di soldati israeliani pesantemente armati accompagnavano i coloni dell’insediamento nella loro opera illegale. Shilo è costruito su terreni di Qaryut, e anche il terreno circostante la colonia appartiene agli abitanti dei villaggi palestinesi. Anche se la gente di Qaryut ha documenti di proprietà per questa terra, dicono che uno dei coloni ha anche falsificato documenti, affermando che la terra e’ sua. La terra di Qaryut accanto all’insediamento è considerata dalle autorità israeliane Area C, che significa che è sotto il controllo israeliano anche civilei e per le questioni di sicurezza, il che significa che non è possibile per i palestinesi costruire lì, né di espandere il loro villaggio. D’altra parte, i coloni dell’insediamento illegale di Shilo ricevono regolari concessioni per costruire ed espandere le loro colonie sul suolo palestinese – è questo il caso in tutta la West Bank. In anni recenti, Qaryut ha subito molti problemi dai vari insediamenti che lo circondano, tra cui il caso di un ragazzo di tredici anni a cui coloni provenienti da Eli hanno sparato. Si ruppe una gamba mentre scappava dai coloni ed è stato arrestato e torturato dai soldati. In altri casi, i coloni hanno dato fuoco alla terra palestinese, distruggendo terreni agricoli, le colture e gli alberi.

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Continuano le manifestazioni a Ni’lin, ma anche le invasioni dei soldati

13th July 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Ni’lin, Occupied Palestine
Venerdì 13 luglio, circa 30 persone si sono riunite per l’evento del Venerdì, alla periferia del villaggio di Ni’lin. I palestinesi dopo aver terminato la preghiera hanno marciato verso il muro di separazione che ha annesso il territorio del paese, insieme con  gruppo di internazionali. Fin dall’inizio della protesta, gas lacrimogeni e granate assordanti sono state sparate dall’esercito israeliano. Continue reading

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I cinque ragazzi di Hares

fonte: samanthacomizzoli.blogspot.it 14/07/2013

Sembra un film la storia dei 5 ragazzi di Hares, Palestina. Invece è, purtroppo, la realtà. E’ il 14 marzo del 2013, un colono percorre la strada n.5 vicino ad Hares con la sua auto, a bordo ci sono le sue tre figlie. Ovviamente il colono è su quella strada illegalmente. Ad un certo punto si schianta contro un camion fermo. Lui e le tre figlie rimangono feriti, una in modo grave. Da una prima ricostruzione il camionista dice di essersi fermato per una ruota forata e che l’auto del colono gli è arrivata addosso, ma poi la versione cambia….
Il colono accusa alcuni ragazzi di aver tirato pietre verso la sua auto e quindi di essere responsabili. Non ci sono testimoni dell’incidente. Continue reading

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