Fonte: Nena News
di Marietto Dignità, volontario ISM
Hebron, 25 giugno 2013, Nena News – La dignità nel resistere alle demolizioni di case, ai divieti di costruire, alla confisca della terra, al taglio dell’elettricità, al taglio dell’acqua. Nel villaggio di Idhna, distretto di Hebron, situato nella cosiddetta Area C della Cisgiordania (sotto il controllo militare e civile israeliano), è nato il progetto Marmara, che prende il via con l’obiettivo di costruire case ecocompatibili in un’area dove per le comunità palestinesi è illegale costruire.
Il progetto “Marmara Housing Project” è partito lo scorso dicembre nelle Colline a Sud di Hebron da un gruppo di palestinesi e internazionali. È partito dall’idea di Sami Natsheh e Islam Maraqa, residenti a Idhna, villaggio da tempo soggetto a demolizioni da parte dei bulldozer militari israeliani che hanno colpito non solo le abitazioni, ma anche le scuole e i centri di ritrovo. Idhna sorge vicino al Muro di Separazione ed è stato dichiarato da Israele “zona militare chiusa”. L’obiettivo del progetto è costruire 15 nuove case per i residenti, con pietre, fango e copertoni. Ogni casa sarà fornita da un sistema per generare elettricità, così da rendere i residenti indipendenti sia dall’Amministrazione Civile israeliana che dall’Autorità Palestinese. Continue reading



Coloni israeliani hanno cominciato a costruire una nuova strada in territori di proprietà palestinese, nella valle di Wadi Al-Hussein, Hebron Occupata. Questa strada sarà larga all’incirca quattro metri e condurrà alla colonia illegale di Kiryat Arba, proprio sopra la valle. Quando sarà completa, dividerà in due i campi con gli uliveti.
