Case contro l’occupazione, nasce il progetto Marmara

Fonte: Nena News

di Marietto Dignità, volontario ISM

Hebron, 25 giugno 2013, Nena News – La dignità nel resistere alle demolizioni di case, ai divieti di costruire, alla confisca della terra, al taglio dell’elettricità, al taglio dell’acqua. Nel villaggio di Idhna, distretto di Hebron, situato nella cosiddetta Area C della Cisgiordania (sotto il controllo militare e civile israeliano), è nato il progetto Marmara, che prende il via con l’obiettivo di costruire case ecocompatibili in un’area dove per le comunità palestinesi è illegale costruire.

Il progetto “Marmara Housing Project” è partito lo scorso dicembre nelle Colline a Sud di Hebron da un gruppo di palestinesi e internazionali. È partito dall’idea di Sami Natsheh e Islam Maraqa, residenti a Idhna, villaggio da tempo soggetto a demolizioni da parte dei bulldozer militari israeliani che hanno colpito non solo le abitazioni, ma anche le scuole e i centri di ritrovo. Idhna sorge vicino al Muro di Separazione ed è stato dichiarato da Israele “zona militare chiusa”. L’obiettivo del progetto è costruire 15 nuove case per i residenti, con pietre, fango e copertoni. Ogni casa sarà fornita da un sistema per generare elettricità, così da rendere i residenti indipendenti sia dall’Amministrazione Civile israeliana che dall’Autorità Palestinese. Continue reading

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Gaza, disabili per sempre

Fonte: Rosa Schiano per Nena news

Gaza, 26 giugno 2013, Nena News – Nel corso delle frequenti operazioni militari condotte dall’esercito israeliano sulla Striscia di Gaza molti civili palestinesi feriti hanno riportato amputazioni totali o parziali degli arti, e gli stessi palestinesi con disabilità non sono stati immuni ai crimini di guerra.

Secondo “L’ultimo Rapporto sull’Aggressione israeliana contro i cittadini della Striscia di Gaza iniziata il 14 novembre 2012”, redatto il 26 novembre 2012 dal Ministero della Salute dell’Autorità nazionale Palestinese e dal Palestinian Health Information Center (PHIC), il numero totale delle vittime è 1573, di cui 174 persone uccise (151 maschi e 23 femmine) e 1399 feriti (994 maschi e 410 femmine).

Secondo il report, la percentuale di disabilità nei feriti è del 7.5 % (106 feriti). Le disabilità includono amputazioni (8), paraplegia (3), fratture (30), ustioni (3), gravi ferite addominali (12), trauma cranici (22), gravi ferite al torace (5), gravi ferite multiple (18), gravi ferite vascolari (3), traumi da schiacciamento (2). Continue reading

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Awarta: confiscata tutta la valle

 

 

Fonte: http://samanthacomizzoli.blogspot.it  per Nablus Team

Un insediamento illegale di poche case sulla collina nel 2002. Hanno iniziato così, i coloni, ad occupare Awarta. Una valle  in Palestina che vive di agricoltura. Olive, ovviamente.
Quegli alberi di olive stanno bruciando e quelli che non bruciano, spariranno presto. Tutta la valle è stata confiscata. Nessuno può sostare, se passi in auto non puoi fermarti.
Girando le immagini video in auto, abbiamo incontrato per 3 volte i daini. Bellissimi. Correvano liberi, non sanno che presto non avranno più terra per correre, che non saranno più liberi. Continue reading

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Coloni demoliscono un edificio per l’energia solare in Ad Dawa

23 giugno 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Ad Dawa, Palestina occupata

Il 19 di giugno, un gruppo di coloni dell’insediamento illegale di Itamar hanno attaccato un edificio che era stato costruito per l’energia solare in modo da fornire elettricità nel villaggio di Ad Dawa, vicino Aqraba.

abitanti di ad-dawa, nell’edificio distrutto (foto municipalità di Ad-Dawa)

L’edificio era stato costruito senza il tetto che avrebbe dovuto ospitare un sistema solare, che comprendeva pannelli solari e la pompa per fornire Dawa con elettricità e acqua. Questo fa parte di un progetto finanziato da una cooperazione spagnola e il Centro di Ricerca sull’Energia dell’università di An-Najah. Continue reading

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“La prossima volta pregheremo a Gerusalemme” – attivisti dimostrano al checkpoint dell’apartheid che blocca l’accesso a Gerusalemme occupata

22 giu 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Betlemme, Palestina occupata

La mattina del 22 giugno, attivisti palestinesi, internazionali e israeliani hanno marciato verso il checkpoint militare che blocca l’accesso alla Cisgiordania da Gerusalemme sotto l’occupazione israeliana. Dopo aver raggiunto  posto di blocco dell’occupazione israeliana, sono stati fermati da soldati che violentemente impedivano loro di passare attraverso il checkpoint. In reazione, gli attivisti palestinesi hanno pregato al posto di blocco, dimostrando il loro diritto alla libertà di movimento all’interno del proprio paese, e anche la libertà di culto a Gerusalemme.

Gli attivisti sono arrivati ​​sulla strada di Betlemme, guidando verso il posto di blocco militare che separa a sud la Cisgiordania da Gerusalemme. A una cinquantina di metri dal posto di blocco, sono usciti dai veicoli e hanno marciato verso la terra occupata dall’altra parte del checkpoint presidiata dall’occupazione militare israeliana. Gli attivisti indossavano kuffiyas e portavano bandiere palestinesi, portando un cartello con la scritta “La nostra terra è un nostro diritto”, “libertà”, “Giustizia”. Continue reading

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Hebron: coloni costruiscono una strada illegale su terra di proprietà palestinese

19 Giugno 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Occupied Palestine

Coloni israeliani hanno cominciato a costruire una nuova strada in territori di proprietà palestinese, nella valle di Wadi Al-Hussein, Hebron Occupata. Questa strada sarà larga all’incirca quattro metri e condurrà alla colonia illegale di Kiryat Arba, proprio sopra la valle. Quando sarà completa, dividerà in due i campi con gli uliveti.

Il lavoro di costruzione è cominciato attorno alle 11 del mattino, non appena sono arrivati sul luogo i coloni accompagnati dai bulldozer, dai soldati sionisti israeliani e dalla polizia. Continue reading

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Un pericoloso precedente: il sedicenne Ali Shamlawi affronta 25 capi di imputazione per tentato omicidio per presunto lancio di pietre

fonte: palsolidarity.org

18 giu 2013 | Mondoweiss, Katherine Flynn | Hares, Palestina occupata

Tre mesi fa, nelle prime ore del 17 marzo2013, soldati israeliani sono comparsi a casa del 16enne, Ali Shamlawi, nel villaggio di Hares, West Bank. Lo hanno bendato, ammanettato e portato via. Il suo arresto è stato uno di una ondata di arresti del marzo di quest’anno, che ha visto 19 ragazzi, di età compresa tra 16 e 17 anni, arrestati per aver lanciato pietre che sono stati accusati di aver provocato un incidente stradale sulla Route 5, una grande arteria che taglia il West Bank a vantaggio degli insediamenti illegali israeliani.

Hares è un villaggio di 4.000 persone a sud della città di Nablus in Cisgiordania. Illegali insediamenti israeliani – tra cui Ariel, il secondo più grande insediamento in Cisgiordania – sono state costruite su terreni agricoli confiscati a Hares. L’incidente in questione è avvenuto il 14 marzo, quando un’auto con a bordo una madre e le sue tre figlie provenienti da Ariel si è schiantata contro il retro di un camion sulla Route 5 vicino Hares, dopo che il camion aveva frenato improvvisamente. La figlia più giovane è stata gravemente ferita nell’iciedente. Il conducente del camion inizialmente ha attribuito l’improvvisa frenata ad una gomma scoppiata, ma in seguito ha sostenuto che frenò di colpo quando il suo camion è stato colpito da sassate. Continue reading

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Hebron: soldati israeliani arrestano un bambino di 10 anni

17 Giugno 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Occupied Palestine

Attorno alle 20:30 del 16 giugno, Amed, un bambino di dieci anni è stato arrestato da alcuni soldati israeliani in un market della città vecchia di Hebron. E’ stato trattenuto e interrogato per circa un’ora nella base militare di Shuhada Street . Successivamente è stato ammanettato e consegnato alla polizia dell’Autorità Palestinese,  dal checkpoint che separa la zona sotto controllo israeliana da quella sotto controllo palestinese.

La causa del suo arresto è stato quello di aver lanciato pietre,  ma come racconta il fratello di Amed agli Osservatori Internazionali, il bambino ha solo fatto il cenno di lanciare pietre. Per i soldati era sufficiente  per un arresto.

Amed era sotto interrogatorio senza la presenza di un avvocato o di un familiare, questo è illegale secondo le leggi internazionali per la protezione dei minori

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Contadino palestinese ferito dal fuoco dell’esercito israeliano

fonte: Palsolidarity.org e il blog di oliva
Venerdì pomeriggio, 14 giugno 2013, Omar Abu Muhareb, un contadino palestinese di 48 anni, è rimasto ferito dal fuoco dell’esercito israeliano nell’area di Deir El Balah, al centro della Striscia di Gaza.
Omar stava irrigando la sua terra nel villaggio di Wadi As-Salqa, a 600 metri dalla barriera che separa Israele dalla Striscia di Gaza.
Omar ha riferito che jeeps israeliane si muovevano lungo il confine mentre stava lavorando. Improvvisamente, dopo circa 10 minuti dall’inizio del lavoro,  alle 19.30 circa, un proiettile l’ha colpito alla gamba destra. I soldati hanno sparato probabilmente da una jeep hummer.
Omar era da solo nella sua terra mentre altri contadini stavano lavorando nelle terre adiacenti. Continue reading
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Intervista a due infermieri palestinesi: “Non gli importa se siamo infermieri o no. Prendono di mira ogni cosa “

16 giugno 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Nabi Saleh, Palestina occupata

M. e A. sono due infermieri indipendenti che partecipano regolarmente a diverse proteste contro l’occupazione israeliana della West Bank. Le forze israeliane di solito rispondono alla resistenza popolare palestinese con estrema violenza, con gas lacrimogeni, proiettili ricoperti di gomma e munizioni vere. Considerando che le lesioni sono molto comuni e che l’ospedale più vicino è di solito lontano dal villaggio dove le proteste sono in corso, la presenza di personale sanitario in queste manifestazioni è essenziale e molto apprezzato dai manifestanti.

Venerdì scorso, abbiamo avuto l’opportunità di parlare con M. e A. durante la manifestazione settimanale a Nabi Saleh, che regolarmente frequentano.

International Solidarity Movement: Quanto tempo sei stato volontariato come infermiere? Perché hai scelto di fare volontariato?

M: Dal 2009. All’inizio stavo lavorando in un progetto con la Croce Rossa Giovanile danese e poi sono passato alla Mezzaluna Rossa.

I manifestanti all’ultimo venrdì

A: Ho fatto volontariato dal 2004. Lo faccio perché mi piace aiutare le persone e questo è il modo in cui voglio farlo. Continue reading

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