3 settembre 2016 / International Solidarity Movement / Gaza team / Khan Younis, Palestina occupata
Secondo il Consiglio per le Relazioni europee/palestinesi il contributo palestinese del settore agricolo al PIL è sceso tra il 1993 (accordi di Oslo) e il 2009 dal 13% al 4,8%, a causa delle pratiche illegali dell’entità sionista, come ad esempio il furto della terra, la confisca di risorse idriche e il controllo sulle esportazioni.

agricoltore mostra il candelotto di gas che è stato sparato dalle forze israeliane contro il suo trattore
Durante le aggressioni successive contro l’enclave costiera, bulldozer militari e carri armati israeliani hanno raso al suolo migliaia di ettari di terreno agricolo, sradicando alberi da frutto e ulivi, distruggendo serre e pozzi d’acqua, oltre a bombardare infrastrutture agricolo con droni e aerei da guerra. Tuttavia, a Gaza, anche i periodi tra le guerre non sono molto più tranquilli per i contadini, gli agricoltori del governatorato di Khan Younis, uno dei più attaccati da cecchini e bulldozer israeliani possono testimoniare: “Non c’è quasi più acqua e l’acqua che abbiamo è salata. L’opzione è quella di acquistare acqua dolce, ma oltre ad essere troppo costosa il suo apporto è quasi inesistente, abbiamo solo circa 8 ore di elettricità al giorno … come possiamo lavorare, senza elettricità o l’acqua? ” Continue reading








