International Solidarity Movement
L’ISM (International Solidarity Movement) è un movimento internazionale nato nel 2001, che supporta la lotta di liberazione palestinese con la pratica della nonviolenza attiva.
Esso si basa su quattro principi:
- Guida palestinese
- Azioni nonviolente
- Metodo del consenso
- Contro ogni forma di discriminazione
leggi ancora...Varie attività ISM in Palestina
Israeli forces launch large raid in Hebron's Old City
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Il leone di al-Aqsa attacca: rinnovo dell’intifada
https://assawra.blogspot.it/2016/10/le-lion-dal-aqsa-attaque-lintifada.html
di Fadwa Nassar
Il martire Musbah Abu Sbeih è stato un palestinese eccezionale, secondo numerosi suoi compagni nella città di al-Quds. La sua popolarità aveva superato le larghe cerchie dei “maqdisi”, mobilitati per la protezione della moschea al-Aqsa e della città di al-Quds, per propagarsi in Cisgiordania e in tutti i territori occupati, del ’48 o del ’67. Il martire Musbah Abu Sbeih, di 40 anni e padre di 5 figli, era anche un Palestinese fedele al suo paese, alla sua città martirizzata e alla moschea al-Aqsa. Questo gli era già costato mesi di detenzione nelle prigioni sioniste e molteplici periodi di espulsione dalla sua città natale e dalla moschea al-Aqsa.
Foto Story: festività ebraiche portano molestie alla Hebron occupata
6 ottobre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Il 3 e 4 ottobre hanno segnato le celebrazioni del nuovo anno ebraico. Nella Cisgiordania occupata, le festività ebraiche sono celebrate dai coloni degli insediamenti illegali. Questo si traduce di solito in un aumento delle molestie, delle restrizioni e la maggiore presenza di forze militari e coloni pesantemente armati, spesso non solo degli insediamenti illegali delle rispettive città, ma in aggiunta ‘coloni-visitatori’. Nella occupata al-Khalil (Hebron), con le celebrazioni per il nuovo anno ormai passato, i preparativi per la prossima settimana di vacanza di Sukkot sono già in corso.

Bambini palestinesi giocano fuori delle loro case – proprio accanto alle forze israeliane pesantemente armate a guardare il movimento dei palestinesi
Impossibile nascondersi: Nuova torre di osservazione illegale nella occupata Hebron
3 ottobre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team| Hebron, Palestina occupata
Le forze israeliane hanno messo una torre di osservazione a circuito chiuso nella zona della Moschea di Ibrahim, aumentando ulteriormente non solo la loro sorveglianza onnicomprensiva sui palestinesi, ma anche la loro lenta ma costante annessione illegale di sempre più terra palestinese nei territori occupati di al-Khalil (Hebron).
Alla fine della scorsa settimana, le forze israeliane in una azione ‘segreta’ durante la notte hanno piazzato la torre di osservazione, circondata da decine di blocchi di cemento e filo spinato. Situato in un angolo tra le case palestinesi, il posto di osservazione con un contenitore e tutto l’armamentario circostanti è solo un altro passo nella annessione illegale di ancora più terra. Nelle ultime settimane, le forze israeliane hanno aumentato le loro annessioni illegali della piccola striscia di Shuhada Street ancora accessibile ai pedoni palestinesi e intensificato il gioco di creare un ambiente coercitivo che porti direttamente al trasferimento forzato dei palestinesi dalla zona di Tel Rumeida.

video-camera CCTV in cima alla torretta di sorveglianza
Ricordando Muhammad al-Durrah e i sogni rubati della Palestina
29 settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Gaza, Palestina occupata
Pochi giorni fa, il 22 settembre, la città occupata di al-Khalil (Hebron) ha ricordato e pianto l’uccisione del 18enne Hadeel al-Hashlamoun, un altro giovane palestinese giustiziato a sangue freddo dalle forze israeliane al di fuori del posto di controllo Shuhada Street proprio un anno fa. E oggi, 30 settembre, tutta la Palestina occupata china la testa in segno di lutto e solleva il pugno nella resistenza nel 16 ° anniversario della morte di Jamal al-Durrah e di suo figlio Muhammad di 12 anni.
Centinaia i partecipanti all’avvio del forum dei giovani
25 settembre 2016 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Ramallah, Palestina occupata
Sabato 24 settembre, oltre 250 palestinesi provenienti da tutta la Cisgiordania e Gerusalemme est si sono riuniti a Ramallah per la conferenza di avvio del Forum dei giovani palestinesi. Questo lancio segna un nuovo momento di questo movimento giovanile per formare un’identità più chiara e più forte.
Il forum è stato organizzato da 54 rappresentanti palestinesi provenienti da dieci comitati giovanili diversi in tutta la Cisgiordania. Una delle caratteristiche distintive di questo forum è che il movimento è interamente a conduzione giovanile. La mattinata ha offerto una serie di interventi molto stimolanti da parte dei leader attraverso i movimenti progressisti. E nel pomeriggio, i partecipanti hanno proseguito in piccoli gruppi per indirizzare discussioni su specifiche aree di interesse e connettersi con gli altri che lavorano su questioni simili.
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10 palestinesi colpiti da forze israeliane in soli 6 giorni
21 settembre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | West Bank e illegalmente annessa Gerusalemme Est, Palestina occupata
Le forze israeliane nella Cisgiordania occupata e nella illegalmente annessa Gerusalemme Est hanno aumentato il loro uso eccessivo della forza contro i palestinesi – sparando a 10 palestinesi in soli 6 giorni, uccidendone sette. Negligenza medica dei feriti palestinesi e punizione collettiva sulla popolazione palestinese dopo questi incidenti sono all’ordine del giorno
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Venerdì 16 settembre
Al mattino, alla Porta di Damasco nella città vecchia della illegalmente annessa Gerusalemme Est, le forze israeliane hanno sparato al 28enne Saeed Amro, un giordano in visita ad al-Aqsa. Una video-registrazione mostra la fuga delle forze israeliane quando hanno sparato diversi colpi di proiettili contro di lui, in contrasto con le affermazioni israeliane che pretendono l’attacco ai soldati con un coltello. E’ stato poi lasciato morire dissanguato sul terreno senza alcuna assistenza medica.
Due palestinesi uccisi a Hebron e uno ferito a Gerusalemme in meno di 12 ore
19 set 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron / Gerusalemme, Palestina occupata
Lunedì, 19 settembre 2016, due palestinesi sono stati freddati dalle forze israeliane nella occupata al-Khalil (Hebron), e uno nella illegalmente annessa Gerusalemme Est in meno di 12 ore.

il dolore dei parenti
La mattina presto, nella Città Vecchia di Gerusalemme occupata, le forze israeliane hanno svuotato diversi caricatori di munizioni da guerra contro un palestinese che secondo i rapporti israeliani aveva feriti due agenti di polizia israeliani con un coltello, uno dei quali in condizioni critiche. Il palestinese è identificato come Ayman al-Kurd dalla zona Ras Al-Amoud di Gerusalemme Est occupata. Un video da un terzo locale, mostra come le forze di polizia israeliane ricevono cure mediche da diversi medici israeliani, mentre il palestinese gravemente ferito da ferite da proiettile è completamente trascurato. Questa forma di negligenza medica per i palestinesi accusati di attaccare le forze israeliane è un evento comune.
Due palestinesi uccisi e diversi feriti a Hebron
16 settembre 2016 |International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Dopo una vacanza tranquilla per l’Eid, la violenza è salita oggi a Hebron occupata. Proprio oggi le forze israeliane hanno ucciso Moussa Mohammed Khaddour, 18 anni e ferito il suo fidanzato Raghad Abdullah Abdullah Khaddour. La coppia avrebbe cercato di investire coloni dall’insediamento israeliano illegale di Kiryat Arba, all’ingresso dell’insediamento. Moussa Khaddour è stata uccisa sul posto, mentre Raghah Khaddour è stato gravemente ferito e portato in una struttura sanitaria.
Altrove a Hebron, nel quartiere di Tel H2 Rumeida, un giovane palestinese è stato ucciso dalle forze israeliane, l’identità del palestinesi è ancora sconosciuta. Il giovane palestinese avrebbe cercato di accoltellare un soldato israeliano vicino al checkpoint Gilbert vicino a un insediamento illegale di Tel Rumeida. Il soldato israeliano ha subito una ferita minore in faccia ed è stato portato in una struttura medica Continue reading
Le forze israeliane uccidono quattro palestinesi in sole 48 ore
17 Settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Oggi 17 settembre, un giovane palestinese all’età di 22 anni è stato ucciso dalle forze israeliane a Tel Rumeida. Hatem Abed Hafez Shlwdi è ora il quarto palestinese che è stato ucciso dai soldati israeliani nelle ultime 48 ore. Il fatto che soldati israeliani commettono omicidi extragiudiziali di civili palestinesi non è niente di nuovo sotto il sole.
Questo è un altro volto del colonialismo israeliano e il genocidio continuo di civili palestinesi che vivono sotto occupazione.

Filmati dal 16 settembre fatto dalle autorità locali
La morte di Hatem Abed Hafez Shlwdi oggi segue altri tre palestinesi che sono stati uccisi nelle ultime 48 ore. Tra di loro il 18enne, Moussa Mohammed Khaddour e il quindicenne Mohammad Al-Rajabi che sono stati entrambi uccisi a Hebron. Prove video dimostrano che le forze israeliane hanno utilizzato bombe sonore al fine di evitare che la gente andasse vicino al corpo di Mohammad Al-Rajabi sanguinante a terra.
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Primo giorno a Al-Khalil
6 settembre 2016 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron, Palestina occupata
Oggi è stato il mio primo giorno pieno come ISM’er in Al-Khalil (Hebron).
Una parte normale del nostro lavoro è quello di monitorare i checkpoint israeliani accanto alle scuole la mattina, dal momento che i docenti chiedono una presenza internazionale. Spesso ci possono essere problemi con la violenza tra le forze israeliane e i bambini palestinesi. Un altro motivo per cui ISM è lì, è quello di contare il numero di bambini in età scolare che usano il checkpoint, per vedere quanti bambini sono parte di questo stress quotidiano, che purtroppo, fa parte della vita normale sotto l’occupazione. I dati che raccogliamo sono passati a una ONG che raccoglie i dati sui bambini in tutta la Palestina. E’ necessario che i bambini che vivono nella zona H2 passino attraverso questo punto di controllo per raggiungere la loro scuola. I bambini palestinesi sono spesso sottoposti a intimidazioni e vessazioni, visto che vengono perquisiti in stanze claustrofobiche all’interno di strutture altamente militarizzate. Questa mattina stavo monitorando il check point Qeitun con altri due ISM’ers.
