Manifestazione al checkpoint di Huwwara chiedendo la restituzione del corpo del martire si scontra violentemente con le forze israeliane

 28 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, team Nablus 

Manifestanti da Nablus e dai villaggi circostanti si sono riuniti in una manifestazione  sabato, 28 novembre, chiedendo la restituzione del corpo di un giovane martire. Alaa Khalil Hashash, 16 anni, è stato ucciso dalle forze israeliane dopo il presunto tentativo di pugnalare un soldato israeliano al checkpoint Huwwara vicino alla città di Nablus nella Cisgiordania settentrionale, lunedì 23 novembre.

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Le forze israeliane sparano gas lacrimogeni verso i manifestanti.

Alla manifestazione di oggi, due giovani sono stati feriti da proiettili veri, due sono stati feriti da proiettili di gomma rivestita in acciaio  e dieci manifestanti hanno sofferto soffocamento dopo l’inalazione di gas lacrimogeno sparato dalle forze israeliane verso la folla. Inoltre, un’ambulanza è stata attaccata con gas lacrimogeni durante il tentativo di dare un aiuto medico a un manifestante ferito.
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I civili palestinesi di Queitun sono rinchiusi da massicci blocchi stradali e maltrattati per nessun motivo

 27 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil 

La mattina presto del 26 novembre 2015, poche ore dopo l’allenamento di qualche 50 nuovi soldati per invasioni di case, l’esercito di occupazione israeliana ha messo tre massicci blocchi stradali a Sida, una via di collegamento nel quartiere Qeitun di Hebron H2 (a controllo israeliano ). Due di questi posti di blocco sono stati costruiti con enorme elementi di una  torre di guardia in acciaio e cemento armato, posto orizzontalmente, e completati con pesanti blocchi di cemento, quasi impossibili da rimuovere.

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Non c’è stato nessun incidente in Qeitun che potrebbe dare qualsiasi spiegazione per l’immissione di questi posti di blocco. Non c’è assolutamente alcun motivo di sicurezza per farl

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Chiamata dalla Palestina: interrompete l’esecuzione dei nostri figli

 27 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil 

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Noi, le forze politiche palestinesi  e organizzazioni sottoscritte, facciamo appello alle istituzioni locali e internazionali, alle organizzazioni per i diritti umani e alle forze democratiche per un’azione immediata e decisiva per la salvaguardia dei bambini palestinesi dalle forze di occupazione israeliana e dai coloni. Ad oggi, 18 bambini palestinesi sono stati uccisi e giustiziati a sangue freddo ai checkpoint e per le strade fin dall’inizio della rivolta palestinese in corso. Decine di bambini palestinesi sono stati feriti, arrestati e interrogati brutalmente dalle forze israeliane.
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Le forze israeliane continuano a prendere di mira attivisti dei diritti umani durante l’ondata di incursioni a Hebron

26 Novembre  2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil 

Il 17 novembre, circa centocinquanta soldati israeliani sono avanzati nel quartiere di Jabal Al-Rahma – un quartiere nella zona H1 di Hebron (al-Khalil) appena fuori dalla zona di H2 che è sotto controllo militare israeliano. Dalle 19:30 fino alle 3 del mattino seguente la maggior parte delle case del quartiere sono stata perquisite, tra cui la casa dell’attivista per i diritti umani Badee Dwaik.

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In questa notte particolare i soldati si sono divisi per controllare e registrare le identità dei membri maschi delle famiglie palestinesi in tutto il quartiere. Secondo Badee, i soldati si sono alloggiati nella casa, in cui ci sono sei appartamenti tutti appartenenti alla famiglia di Dwaik, per circa due ore e “erano molto aggressivi”.

Entrando nella casa, i soldati hanno forzato in un angolo il nipote dell’attivista per i diritti umani — che ha documentato gli incidenti nel quartiere —  e lo picchiavano davanti al padre, madre, fratello e zii. “Era una situazione spaventosa per i bambini” descrive Badee che è riuscito a documentare l’incontro brutale. Quando è stato richiesto l’ordine militare per perquisire le case, le forze israeliane hanno completamente ignorato la richiesta e sono entrati nell’edificio comunque. Hanno iniziato cercando il fratello di Badee in casa prima di raggiungere l’appartamento dell’attivista per i diritti umani Badee. Continue reading

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Ragazzo 18enne arrestato nella Hebron occupata e internazionale bandita dalla intera Cisgiordania

26 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil| Hebron, Palestina occupata

Giovedì 26 novembre, verso le 8, le forze israeliane hanno detenuto due giovani palestinesi al checkpoint di Quitoun nella Hebron occupata (Al-Khalil), presumibilmente perché lanciavano pietre ai soldati. Sulla strada verso la stazione di polizia dove i ragazzi palestinesi sono stati portati dalle forze israeliane – vicino la Moschea di Ibrahim — c’erano due attivisti dei diritti umani che documentano gli eventi sul luogo del crimine.

Gli attivisti dei diritti umani si sono messi a discutere con le forze israeliane sul rispettivo nome ed età dei due ragazzi, uno dei quali aveva solo dodici anni di età. Le forze israeliane si rifiutarono di rispondere alle legittime domande degli attivisti dei diritti umani. Uno dei ragazzi, un diciottenne di Abu Sneineh è stato portato alla stazione di polizia, mentre gli attivisti internazionali hanno continuato a monitorare gli eventi e a chiedere l’età del bambino più giovane che era ancora fuori, trattenuto dalle forze israeliane.

Imbarazzati per le questioni dei diritti umani internazionali poste dagli attivisti, ma soprattutto dalla loro testimonianza su questa detenzione illegale, le forze israeliane hanno deciso di arrestare arbitrariamente uno degli attivisti dei diritti umani, sostenendo che lei disturbava le forze israeliane che facevano il loro lavoro.

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All’interno della stazione di polizia, l’attivista francese dei diritti umani e il ragazzo palestinese stavano aspettando per le indagini, senza essere autorizzati a utilizzare il loro telefono cellulare per informare le famiglie e gli avvocati. Continue reading

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L’esercito israeliano utilizza un quartiere palestinese per esercizi di addestramento militare

25 novembre 2015 / International Solidarity Movement / team Khalil / Al khalil, Palestina occupata
In Qaitun, un quartiere palestinese di Hebron, situato nella zona H2, dove per gli accordi di Oslo, Israele ha l’autorità per l’amministrazione e il controllo di sicurezza.

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Il controllo amministrativo israeliano si traduce in Apartheid: i palestinesi non potranno mai ottenere l’autorizzazione per fare qualsiasi cosa, come costruzione, estendere o riparare le loro case, e tutti gli altri tipi di cose. I cittadini israeliani ottengono il permesso per quasi tutto quello che vogliono nella occupata Hebron H2.
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Adolescente palestinese ucciso e donna gravemente ferita dopo essere stata colpita in testa al checkpoint di Huwwara

24 novembre 2015 / International Solidarity Movement/ Huwwara team/ Palestina occupata
Ieri, 23 novembre, le forze israeliane hanno ucciso un adolescente palestinese al checkpoint Huwwara a sud di Nablus.  Samah Abd al-mumed Ahmad, una donna palestinese è stata colpita in testa nel fuoco incrociato mentre guidava attraverso l’incrocio, ed è attualmente in ospedale in condizioni critiche.

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Adolescente palestinese ucciso al checkpoint di Huwwara il 23 novembre.

L’incidente è avvenuto solo 24 ore dopo l’ultima uccisione al checkpoint, dove una ragazza palestinese di 16 anni è stata investita e poi uccisa da un famoso colono israeliano. Taha Ahmad Qatanani da Nablus è stato travolto e ucciso da Gershon Mesika, l’ex capo del ” Consiglio regionale della Samaria ” che rappresenta gli insediamenti illegali in Cisgiordania settentrionale.
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Quindici coloni mascherati attaccano la raccolta di olive a Burin

24 novembre 2015 | International Solidarity Movement, Nablus team | Burin, Palestina occupata

Il 24 novembre circa alle 10, quindici coloni mascherati dall’insediamento di Yitzhar vicino a Burin, a sud di Nablus, si sono precipitati verso un campo di ulivi dove quattro palestinesi e due internazionali lavoravano per la raccolta.

Venti minuti prima, la vettura della  security di Yitzhar, che è guidata solitamente dal capo della sicurezza dell’insediamento Isaak Levy, era parcheggiata sulla sommità della collina, da cui ha potuto osservare i campi. Durante i successivi venti minuti, più coloni si sono riuniti sulla sommità della collina e poi sono corsi, ancora in presenza della sicurezza dell’insediamento, verso il campo, obbligando i palestinesi e gli internazionali a raccogliere olive, teloni e scale e fuggire.

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15 coloni mascherati attaccano l'uliveto in presenza della sicurezza dell' insediamento.

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Coloni e forze israeliane aumentano gli sforzi per costringere i palestinesi e gli osservatori al silenzio

21 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil

Lunedì 2 novembre 2015, le forze israeliane nuovamente hanno tentato di impedire agli osservatori internazionali il monitoraggio di un checkpoint in una posizione molto infiammabile nella occupata al-Khalil (Hebron). Coloni provenienti dagli insediamenti illegali di al-Khalil fisicamente attaccavano gli internazionali mentre i soldati in piedi pigramente stavano guardando.

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Come ogni mattina, gli osservatori internazionali stavano arrivando al checkpoint 55, che divide Shuhada Street in un piccolo tratto dove i palestinesi sono autorizzati a camminare e l’ex mercato principale palestinese che è ora una strada fantasma svuotata dei palestinesi, a cui è vietato l’accesso.  Tre osservatori internazionali sono stati fermati dai soldati mentre camminavano vicino a un altro checkpoint. I soldati hanno ordinato loro di passare attraverso il checkpoint, anche se era nella direzione opposta a dove stavano andando. Le forze israeliane in un primo momento si rifiutarono di dare una ragione per questo ordine e poi ha spiegato che è ‘una regola’, e ‘dicono cosi’.
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Israele restringe la libertà di movimento dei Palestinesi dopo la sparatoria a Gush Etzion

https://www.maannews.com/Content.aspx?id=768918

BETHLEHEM (Ma’an)
Le autorità israeliane hanno concordato di aumentare le misure di sicurezza nel blocco di colonie di Gush Etzion, situato nella West Bank occupata, in risposta a una sparatoria mortale in un attacco di giovedì,  compreso la restrizione dei movimenti dei Palestinesi.

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Un soldato israeliano di guardia al Qalandia check point, dove migliaia di Palestinesi aspettano di passare dalla West Bank a Gerusalemme

Il sito informativo israeliano Ynet, riferiva venerdì che le misure possono includere la temporanea restrizione di movimento dei Palestinesi nell’area, lo spiegamento di ulteriori forze di sicurezza, e la costruzione di una barriera lungo certe strade.
Le misure sono uscite da un incontro tra Moshe Yaalon, ministro della difesa, il capo dello staff dell’esercito Israeliano, e il sindaco del Concilio Regionale di Gush Etzion, un corpo amministrativo per le colonie illegali della zona.
Il concilio regionale ha fatto pressione sui coloni che possiedono armi, per offrirsi di accompagnare i bambini sugli scuola bus, in modo da poter essere i primi a rispondere agli attacchi. Giovedi,  un Palestinese armato aveva aperto il fuoco alla rotonda di Gush Etzion, uccidendo due Israeliani e un Palestinese.
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