Ragazzo quindicenne aggredito e detenuto a Hebron

10 Maggio 2014 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Palestina Occupata
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Oggi ad al-Khalil (Hebron), i soldati israeliani hanno brutalmente aggredito un ragazzo di 15 anni, mentre stavano tentando di arrestarlo. I soldati lo hanno accusato di attaccare 10 giovani coloni;  è stato poi portato alla base militare di Tel Rumeida e poi rilasciato dopo 20 minuti senza accuse.

Attivisti dell’ISM hanno testimoniato che un soldato israeliano tirava il giovane adolescente verso la base militare di Tel Rumeida, mntre le sue due sorelle freneticamente cercavano di intervenire. Il ragazzo è rimasto nella base militare, per conto suo, per circa 20 minuti prima di essere rilasciato. Continue reading

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Asira attaccata 4 notti di seguito

7 maggio 2014 | International Women Peace Service | Asira al-Qibliya, Palestina Occupata
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L’esercito israeliano ha fatto irruzione nel villaggio di Asira al-Qibliya (a sud di Nablus) all’una, il 5 maggio, arrestando un ragazo di 21 anni, brutalmente aggredendo suo zio, e terrorizzando i bambini della famiglia con cani da attacco.

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Decine di soldati israeliani hanno invaso Asira a piedi, furtivamente, dalla parte posteriore del villaggio. Asira al-Qibliya ora è stato perquisito per quattro notti di fila, con i soldati israeliani che irrompono nelle case degli abitanti del villaggio e bloccano le strade per impedire a chiunque di entrare o lasciare l’area. Continue reading

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Ogni quattro case a Izbat at Tabib tre sono minacciate di demolizione

8 maggio 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Izbat at Tabib, Palestina Occupata
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Izbat at Tabib, un piccolo paese di circa 300 persone che si trova nel nord-ovest della Cisgiordania, ha 33 case con ordini di demolizione in corso. La città è pari a 45 case, ciò significa che gli ordini di demolizione potevano distruggere oltre il 73% della città.

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Secondo un testimone locale, la maggior parte degli ordini di demolizione esistono fin dal 2012, e negli ultimi anni almeno due case sono state demolite in questa piccola città. La prima demolizione è avvenuta nel 2009, cinque anni dopo che l’ordine di demolizione era stato consegnato. La seconda casa è stata demolita nel 2011; appena un anno dopo che l’ordine di demolizione è stato consegnato alla famiglia. In entrambi i casi, l’esercito israeliano ha dato alle famiglie solo un’ora per raccogliere le proprie cose prima che le loro case venissero demolite.
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Molestie ogni giorno nella zona Qeitun

I residenti dell’area di Qeitun a Al-Khalil, vicino Shuhada St. vengono presentati con un tipo molto diverso di routine quotidiana rispetto ad altre aree della Cisgiordania occupata. Forze di occupazione israeliane non solo fanno incursioni nelle case e molestano le persone su base quotidiana, ma anche utilizzano la popolazione locale come parte del loro addestramento militare.

Martedì scorso, il 29 aprile, l’esercito israeliano stava addestrando per la realizzazione di un posto di blocco volante, intervenendo su auto sulla strada principale della zona che porta alla base militare, chiamata anche Qeitun. Durante questa operazione il comandante stava istruendo i soldati su come fermare i conducenti e perquisire le loro auto.

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Due giorni dopo, il Giovedi 1 Maggio alle 23:30, attivisti dell’ISM sono stati chiamati a seguire l’esercito israeliano mentre  eseguiva una massiccia operazione di incursioni notturne, con circa 100 soldati. Quando gli attivisti somo arrivati nella zona, l’esercito aveva arrestato un ragazzo di 18 anni. Il giovane è stato rilasciato 30 minuti dopo l’arrivo degli attivisti. Molte delle popolazioni locali, ancora nei  loro abiti da notte, erano fuori per le strade, mentre i soldati erano nelle loro case.

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Video: protesta dei giornalisti palestinesi nell’ambito della Giornata Mondiale della Libertà di Stampa

3 Maggio 2014 | International Solidarity Movement, Ramallah Team|
Palestina Occupata
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Ieri, sabato 3 maggio, era la Giornata Mondiale della Libertà di Stampa,
indetta dalle Nazioni Unite. Nella giornata di ieri, i giornalisti hanno
ricordato, protestato e manifestato in occasione di questa data
commemorata in tutto il mondo dal 1992.

In Palestina, il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi (PJS) ha lanciato
una chiamata a manifestare il 3 maggio, e ieri la protesta si è svolta al
checkpoint militare di Beit El.

Circa 70 giornalisti si sono riuniti nella città di Ramallah, dirigendosi
verso il checkpoint di Beit El, prima di lasciare le proprie auto e di
tentare di camminare attraverso il cancello dell’esercito. Continue reading

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Sull’attacco all’Arca- Parla Charlie Andreasson

https://m.facebook.com/notes/arcadigaza-gazasark/
 Sull’attacco all’Arca- Parla Charlie Andreasson, attivista di ShiptoGaza-Sweden, partner della Freedom Flotilla Coalition. Charlie segue il progetto a Gaza e ci ha inviato le sue riflessioni sull’attentato all’Arca, avvenuto lo scorso martedì 29 Aprile alle 3:45 ora locale. 

 

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 Più di un anno di lavoro, e giace là, in fondo al porto, la barca che abbiamo costruito per rompere l’assedio.

Otto mesi per me a Gaza ed uno in Egitto, lottando con le autorità per ottenere il permesso di essere qui, per poi trovarmi qui sul molo a guardare la devastazione, solo poche settimane prima di salpare per l’Europa.

Ho dovuto lasciare il mio lavoro per seguire la mia coscienza e fare ciò che posso per queste persone alle quali sono negati i diritti umani, senza nessun’altra ragione che quella di essere palestinesi, di essere nati qui. Continue reading

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Migliaia di soldati israeliani reclamano di avere ‘le mani legate’ mentre prestano servizio nei territori occupati

Annie Robbins per http://mondoweiss.net
Questo video registrato a Hebron (al-Khalil) Domenica scorsa da Youth Against Settlements (YAS) ha scatenato una tempesta di proteste da parte dei soldati nell’esercito israeliano. Il video mostra un soldato che brandisce e punta un’arma carica contro un ragazzo che chiaramente non era un pericolo per lui.

Secondo quanto riferito dal soldato anonimo, soprannominato “David” dai social media, era stato accusato di puntare la pistola contro il bambino ma questo,  secondo lui, non era il caso. Un perseguimento di questa natura sarebbe estremamente raro in Israele. Generalmente l’uccisione, i pestaggi e le torture di giovani palestinesi va impunito, ogni volta. A quanto pare, il presupposto sbagliato sul richiamo del soldato  per l’incidente sorto, riferisce la radio dell’esercito, era nato perché un altro soldato era stato recentemente condannato al carcere per aver colpito un ufficiale, portando ad un equivoco che “David” era stato incarcerato.

Tuttavia, sulla scia del video di Hebron, i soldati hanno cominciato a “chiedere che lo stato di Israele, dia loro la possibilità di affrontare in modo appropriato le sfide che incontrano sul campo.”

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Una delle migliaia di foto online che supportano il soldato israeliano che punta la sua arma ad un giovane palestinese di Hebron (Foto: Facebook via AIC)

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120 detenuti palestinesi cominciano il 10° giorno di sciopero della fame

Fonte: http://www.islamicinvitationturkey.com
Più di 100 prigionieri palestinesi hanno iniziato il loro decimo giorno di sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione continuata senza processo in carceri israeliane.

La Società per i prigionieri palestinesi (PPS) ha detto in una dichiarazione di sabato che circa 120 prigionieri palestinesi sono ora in sciopero della fame, aggiungendo che sono stati messi in isolamento.

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Il PSS ha anche detto tre detenuti, Dawood Hamdan, Tariq Deis, e Muhammad al-Natsha, sono stati portati in un centro medico per cure.

Ha aggiunto che i detenuti sono tenuti in tre differenti prigioni, i centri di detenzione di Ofer, di Megiddo  e la prigione del deserto del Negev. Continue reading

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Training per andare in Palestina con ISM

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Molestie a Awarta

2 maggio 2014 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Awarta, Palestina Occupata
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Alle 04 e 30 di mercoledì 30 aprile, un gruppo di soldati israeliani hanno fatto irruzione nella casa di una famiglia nel villaggio di Awarta, vicino alla colonia illegale di Itamar.
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11 soldati hanno svegliato  la famiglia, sostenendo che si trattava di “ispezione di sicurezza”. Un membro della famiglia ha chiesto di vedere un ordine scritto e gli è stato mostrato un pezzo di carta, scritto solo in ebraico.

Una volta all’interno della casa, i soldati hanno costretto la famiglia in salotto, confiscando i loro telefoni cellulari. Muhammad Sharab, un membro della famiglia, ha dichiarato che sono stati tenuti per 12 ore.

A nessuno in casa è stato permesso di uscire per andare al lavoro o a scuola, ci sono sei bambini  nella famiglia,  tutti con meno di 14 anni.
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