Appello per un impegno diretto in Palestina

 Non dubitare mai che un piccolo gruppo di cittadini responsabili possa cambiare il mondo. È invece l’unico modo in cui ciò è sempre accaduto.

Margaret Mead

A pochi giorni dal 65° anniversario della Nakba, la Rete italiana ISM rinnova la propria solidarietà e rilancia il proprio impegno diretto al fianco del popolo palestinese.

 L’ISM (International Solidarity Movement) è un movimento a guida palestinese che si impegna a resistere alla apartheid israeliana in Palestina usando i principi e i metodi dell’azione diretta e non violenta. Fondata da un piccolo gruppo di attivisti palestinesi e israeliani nell’agosto del 2001 l’ISM aiuta la resistenza popolare del popolo palestinese fornendo due risorse fondamentali: la solidarietà internazionale e una voce a livello internazionale a chi continua ogni giorno a resistere in maniera non violenta a una preponderante forza di occupazione militare. Continue reading

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La resistenza è ancora forte a Nabi Saleh – video e reportage fotografico

11 Maggio 2013 | International Solidarity Movement | Nabi Saleh, Palestina occupata     by Team Khalil

La resistenza all’occupazione è ancora forte a Nabi Saleh – Venerdì 10 maggio si sono verificati alcuni scontri che hanno coinvolto alcuni  manifestanti pacifici ei soldati che hanno condotto un’ incursione nel villaggio, che ha causato alcuni incendi causati dal lancio di candelotti di gas lacrimogeno.

http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=t4MmTRngWFk

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Nuova manifestazione di protesta contro il blocco della strada nel villaggio di Al Walaja

11 Maggio 2013 | International Solidarity Movement | Al Walaja, Palestina occupata   by Team Khalil

Venerdì 10 maggio, i palestinesi del villaggio di Al Walaja hanno protestato contro un nuovo blocco stradale, posto dall’esercito israeliano in una delle due strade che danno  accesso a Betlemme. La barriera di ferro che è stata posta all’inizio di questa settimana, è parte di un piano che prevede l’ annessione di terra  appartenente ad Al Walaja per espandere le colonie israeliane illegali di Gilo e Har Gilo.

infermiere della mezzaluna rossa cura dopo spray al peperoncino

Dopo la preghiera del Venerdì alla moschea, i palestinesi hanno marciato in direzione della barriera con il preciso intento di attraversarla e raggiungere a piedi le loro terre che sono state  tagliate fuori dalla strada. Ciò nonostante  è stato loro impedito dall’esercito israeliano, che ha violentemente spinto i manifestanti fuori. L’esercito israeliano ha infatti iniziato a lanciare bombe sonore e candelotti di gas lacrimogeno sulla folla nonostante ci fossero dei bambini. Continue reading

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Il villaggio di Azmut organizza la prima manifestazione contro l’occupazione israeliana e il furto di terra – bloccata la strada dei coloni

10 Maggio 2013 | International Solidarity Movement | Azmut, Palestina occupata   by Team Nablus

manifestanti verso la terra rubata

 Venerdì 10 maggio, circa 60 persone del villaggio di Azmut, vicino a Nablus, e sostenuti da sei attivisti internazionali, hanno manifestato contro l’occupazione israeliana e il sistematico furto di terra perpetrato dagli  insediamenti illegali. L’azione ha avuto un notevole  successo, tuttavia i residenti continuano a subire pesantemente gli effetti della politica di Israele in Cisgiordania.

La manifestazione è iniziata da Khirbat al-Aqrabaniya, un villaggio situato ai piedi della collina dove l’insediamento di Elon Moreh è stato illegalmente fondato nel 1980. Continue reading

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Doppio attacco dei coloni nelle Colline a sud di Hebron: 62 alberi di ulivo tagliati durante la notte nell’ambito della ‘strategia del price tag’ e un campo di grano dato alle fiamme

fonte: Operazione Colomba

Su un muro nelle vicinanze del luogo dove si è verificato il primo incidente i volontari hanno trovato una frase scritta in ebraico: “prezzo da pagare per coloro che rubano”

At-Tuwani, 10 Maggio 2013   South Hebron Hills

Il 10 di Maggio, alle ore 6 del mattino, alcuni palestinesi del villaggio di At-Tuwani e due volontari di Operazione Colomba hanno scoperto che 62 alberi di ulivo sono stati tagliati durante la notte in un campo situato in prossimità della Bypass road 317.

Su di un piccolo muro vicino al campo di ulivi è stata notata la presenza della frase “prezzo da pagare per coloro che rubano”. La “price tag” (Ebraico: מדיניות תג מחיר) è, secondo B’Tselem, il nome dato ad “atti di violenza occasionale nei confronti della popolazione palestinese e delle forze di sicurezza israeliane” commessi dalle frange più radicali del movimento dei coloni israeliani nei Territori Palestinesi. Secondo il New York Times essi: “esigono un prezzo dai Palestinesi locali o dalle forze di sicurezza israeliane per qualsiasi azione intrapresa a contrasto della loro impresa di colonizzazione”. Continue reading

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I residenti di Deir Jreer e Silwad resistono all’occupazione e all’espansione degli Insediamenti

10 Maggio 2013 | International Solidarity Movement, Deir Jreer e Silwad, Palestina occupata          by team Ramallah

Intorno alle 09:00 di oggi, 150 palestinesi, accompagnati da attivisti internazionali, si sono recati presso i terreni di  Deir Jreer  per costruire una nuova strada che permetta agli agricoltori locali di raggiungere le loro terre più facilmente. Due bulldozer hanno creato il percorso che va strada più vicina alle terre situate in prossimità di un avamposto illegale israeliano.

costruzione di strada nuova

Il personale militare israeliano ha sorvegliato le manovre da una collina di fronte, senza intervenire. Oltre alla costruzione di una nuova strada ‘gli abitanti del villaggio hanno voluto protestare contro la confisca dei loro terreni in favore agli insediamenti israeliani.

Nel vicino villaggio di Silwad, circa un centinaio di palestinesi, accompagnati da una manciata di attivisti israeliani e internazionali, hanno manifestato  contro la confisca delle terre e la violenza dei coloni. Continue reading

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Gli accordi di Oslo – rimangono ancora carta straccia a Nablus

8 Maggio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus, Palestina occupata        by Team Nablus

Nablus è stata nuovamente oggetto di disturbi quando  due jeep dell’esercito hanno percorso il centro della città lanciando candelotti di gas lacrimogeno su alcuni ragazzi con il chiaro intento di provocarli. I residenti hanno sentito degli spari e i boati provocati dalle bombe sonore a partire dall’1:45 di mattina. Due jeep militari israeliane hanno circondato un isolato nella zona centrale di Nablus centrali per tre ore sparando gas lacrimogeno e bombe sonore su un gruppo di 20 giovani. Il lancio di gas lacrimogeno a distanza ravvicinata ha causato danni alla proprietà pubblica, agli edifici circostanti e alle luci della via.

Azz Aldan Salha  Raed Saig di Nablus e Ahmad Sorf  di rispettivamnete 22, 24 e 24 anni sono stati arrestati nel campo profughi di New Askar. Secondo gli Accordi di Oslo del 1993, Nablus è stata designata come zona A, che è nominalmente si trova in piena giurisdizione palestinese.

Nablus tuttavia subisce  regolari incursioni da parte dell’esercito israeliano, in genere per dare sostegno armato alle visite notturne dei coloni alla Tomba di Giuseppe. L’esercito effettua molto spesso delle incursioni nelle case palestinesi, che si trovano di solito nei campi profughi della città, ma anche altrove. La settimana  scorsa sono stati arrestati  17 studenti provenienti dall’Università di al-Najjar. http://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=rrCF-_l0iGU

traduzione di Nuraddin

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Qabalan e Talfit mostrano la loro vita sotto l’occupazione.

9 mag 2013 | International Solidarity Movement, Talfit e Qalaban, Palestina occupata

 L’occupazione israeliana ha creato diversi problemi a Talfit e Qabalan. Talfit è orgogliosa della sua storia e vuole proteggerla dalle incursioni dell’esercito israeliano che cercano di appropriarsene, e Qalaban che stremata continua a fornire l’acqua alla sua popolazione.

antica macina per olive

Talfit è un villaggio situato a sud di Nablus, in una vallata ricca di uliveti. Un villaggio orgoglioso della propria storia, soprattutto per il ruolo avuto nella resistenza durante la prima e la seconda Intifada. Per questo importante ruolo nella resistenza gli abitanti villaggio hanno subito punizioni collettive e le loro case sono state demolite. E’ stata rasa al suolo anche la casa di un attuale membro del consiglio del villaggio il quale aveva preso parte alle importanti battaglie per la resistenza. Continue reading

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Adel Baker, pescatore di Gaza, ora in lotta per la vita in ospedale

Il 1 maggio in molti paesi si celebra la festa dei lavoratori. Anche Gaza ha celebrato la festa dei lavoratori in una manifestazione in centro città.
Eppure, non è festa per i pescatori palestinesi.

alcuni ragazzi della famiglia

Nelle prime ore del mattino del 1 maggio 2013, un pescatore palestinese è rimasto gravemente ferito quando navi militari israeliane a largo delle coste di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza, hanno aperto il fuoco contro pescherecci palestinesi che si trovavano all’interno delle 3 miglia nautiche dalla costa.
Durante l’attacco, un pezzo del motore che serve a tirare su le reti e’ caduto violentemente  sulla testa di Adel Al Karim Baker, 51 anni, di Gaza City, che e’ rimasto gravemente ferito.
Adel Baker è stato trasportato al Najjar hospital e successivamente all’ European hospital in Khan Younis. Ci siamo diretti in ospedale per accertarci delle sue condizioni. Continue reading
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Coloni attaccano anziani con pietre e zappe a Beit Furik

7 maggio 2013 | International Solidarity Movement, Beit Furik, Palestina occupata

by ISM Nablus

Due olivicoltori del villaggio di Beit Furik, ad est di Nablus, si stanno riprendendo da ferite alla testa in un attacco quasi letale di coloni colonialisti. Anche se entrambi sono sopravvissuti, hanno bisogno di quotidiane visite di controllo in una clinica di Nablus e hanno paura a tornare a lavorare sulla loro terra.

Fouzi con le bende appena cambiate

Nel primo pomeriggio di lunedi 29 Aprile, Fouzi Mousa Nasasra (anni 65) e Abad al-Rahman Khatatba (anni 50) sono andati a spegnere incendi appiccati da coloni del vicino insediamento illegale di Itamar, sulla loro terra solo ad una breve distanza a piedi dalle loro case. E’ venuto anche il servizio antincendio di Nablus per aiutare a spegnere il fuoco. In seguito i due si sono messi a riposare sulla loro terra, che si trova su una montagna. Improvvisamente tre coloni li hanno attaccati a sorpresa, con una quindicina di altri a sostegno. Hanno colpito tutti e due in testa, con attrezzi agricoli e pietre taglienti, più volte, provocandone lo svenimento. Fortunatamente, gli altri abitanti del villaggio hanno visto quello che stava accadendo e sono corsi ad aiutarli, così i coloni si sono ritirati sulla montagna. Continue reading

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