Migliaia di sionisti occupano Hebron

fonte: palsolidarity.org

Migliaia di sionisti da tutto il mondo sono arrivati ad Al Khalil (Hebron) venerdì 10, campeggiando durante la notte nel centro della città per una festa religiosa ebraica. Le molestie e gli abusi sono stati numerosi e la libertà di movimento per il popolo palestinese è stata fortemente limitata. Diversi attacchi si sono verificati e i sionisti hanno invaso il suq (mercato) per fare i loro giri per circa cinque ore.

Per tutta la durata della visita sionista, la libertà di movimento era ancora più ristretto del solito per i palestinesi – considerando che in Al-Khalil ci sono già 113 check point e chiusure. Nel quartiere collinare palestinese di Tel Rumeida, i palestinesi non avevano il permesso di camminare sul loro percorso abituale, con una pendenza graduale, in quanto un cimitero ebraico si trova lì. I residenti, tra cui una donna incinta, hanno avuto  ordine dai soldati israeliani di camminare lungo una strada pericolosamente ripida. Continue reading

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Gaza sotto attacco: video di Rosa Schiano e aggiornamenti

Una nuova offensiva militare israeliana è iniziata giovedì pomeriggio.
Questa volta la maggior parte degli attacchi sono avvenuti da terra.
L’esercito israeliano ha bombardato con colpi di artiglieria molti punti della Striscia di Gaza, mentre da sabato vi sono stati anche attacchi aerei.

 

http://www.youtube.com/watch?v=hTM3a_Fp05A

 

Sette persone sono state uccise, tra cui 3 bambini, ed almeno 50 i feriti, tra cui donne ed almeno 10 ragazzi e bambini.

Tra i feriti, 7 sono stati dichiarati clinicamente morti allo Shifa hospital. Ho fatto visita ieri al reparto di terapia intensiva, vi sono due bambini tra i 10 e 14 anni, ed un altro sui 18 che stanno lottando per sopravvivere. Continue reading
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Nuova escalation israeliana contro Gaza: 7 morti e 52 feriti

fonte: PCHR

Nel corso delle ultime 72 ore, le forze di occupazione israeliane (IOF) hanno intensificato i loro attacchi di terra e dal cielo contro la Striscia di Gaza. Cinque civili palestinesi, tra cui 3 bambini, sono stati uccisi, e 52 altri, tra cui 6 donne e 12 bambini, sono stati feriti. Quattro di questi morti e 38  feriti in seguito ad un attacco israeliano contro un campo di calcio nel quartiere orientale di al-Shoja’iya di Gaza City. Inoltre, due membri della resistenza palestinese sono stati uccisi, e alcune strutture civili sono state distrutte o danneggiate.

Secondo le indagini condotte dal Centro Palestinese per i Diritti Umani (PCHR),  circa alle 15:30 di sabato 10 novembre 2012, veicoli militari israeliani di stanza al confine tra la Striscia di Gaza e Israele hanno sparato un proiettile di artiglieria contro un certo numero di bambini palestinesi che giocavano a calcio al-Mentar Hill quartiere a est di al-Shoja’iya, che si trova a est di Gaza City e a quasi 1.500 metri di distanza dal confine. Continue reading

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Due Internazionali feriti dai lacrimogeni durante la manifestazione settimanale a Bil’in

Oggi (9 novembre), durante la manifestazione settimanale contro il muro nel villaggio di Bil’in, due attivisti internazioni sono stati colpiti da dei lacrimogeni sparati dai soldati d’occupazione israliani. Un attivista italiano è stato colpito nella gamba, l’altro (americano) sul piede.

La manifestazione, come di consueto, ha attraversato gli oliveti in direzione del muro, in cui è presente filo spinato su entrambi i lati. E’ proseguita lungo il muro fino ad arrivare al cancello in cima, in cui i soldati di occupazione ne attendevano l’arrivo. I manifestanti sono stati dispersi tramite l’uso di lacrimogeni e suond bombs.

La protesta, quindi, si è spostata verso gli oliveti a seguito del pesante attacco lanciato dai soldati israeliani. Proprio durante questo attacco, l’attivista italiano è stato colpito alla gamba da una bomboletta di gas lacrimogeno. Molti altri manifestanti invece hanno riscontrato problemi a causa dell’inalazione del gas.

All’incirca un’ora dopo l’inizio della protesta, la maggior parte dei manifestanti ha cominciato a dileguarsi, a questo punto i soldati israeliani hanno sparati molti più lacrimogeni alle persone rimaste sul campo. Uno di questi ha colpito il piede dell’attivista americano. Fortunatamente le sue scarpe l’hanno riparato da una possibile grave ferita.

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Coloni attaccano un palestinese a Hebron, sotto gli occhi dei soldati

fonte: team khalil su palsolidarity.org

Giovedì a Hebron, l’attivista palestinese Imad Al Atrash è stato picchiato da un colono israeliano illegale, mentre due soldati guardavano, senza intervenire.

poliziotti fotografano le ferite di Imad al checkpoint56

Imad racconta che stava attraverso a piedi un uliveto a Tel Rumeida quando un uomo, proveniente da un vicino insediamento illegale, ha urlato insulti contro di lui. Imad ha chiamato  un soldato israeliano vicino per testimoniare l’abuso, ma i due soldati sono semplicemente rimasti a guardare mentre il colono ha iniziato ad attaccare Imad, a un certo punto anche con una pietra come arma. Imad ha subito colpi alla schiena, alla  testa, e alle gambe. Dopo di questo, il suo aggressore si è dato alla fuga.

(Questo attacco segue un recente arresto di Imad da parte dell’esercito solo un paio di settimane fa, si veda: http://italy.palsolidarity.org/2012/10/22/tre-arresti-durante-lattacco-ai-palestinesi-da-parte-di-coloni-e-soldati-a-tel-rumeida/) Continue reading

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Le forze di occupazione israeliane consegnano cinque nuovi ordini militari a Hebron.

fonte: team Khalil per palsolidarity.org

Venerdì 2 novembre l’esercito israeliano rilascia cinque ordini militari a cinque famiglie residenti a Hebron e nei dintorni. Le famiglie di Tel Rumeida vivono sotto la minaccia di dure restrizioni relative ai loro movimenti. Fino al 4 novembre gli obiettivi degli ordini militari non sono ancora chiari. Un avvocato del Hebron Rehabilitation Committee (H.R.C.) rappresenta le cinque famiglie soggette a questi ordini. Alle famiglie sono stati dati cinque giorni di tempo per depositare le loro obiezioni agli atti. Un’obiezione collettiva sarà presentata dall’avvocato che le rappresenta ma il reclamo non potrà essere fatto finché gli ordini militari non saranno del tutto chiarificati. Il H.R.C. si è incontrato con l’Ufficio di Coordinamento Distrettuale (D.C.O.) domenica 4 novembre, sforzandosi di fare chiarezza sul significato di questi ordini. Al termine dell’incontro il H.R.C. ha dichiarato che gli ordini riguardano le restrizioni dei movimenti delle famiglie, ha inoltre aggiunto che alcuni contenuti sono ancora oscuri. Continue reading

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Coloni distruggono ulivi a Hebron

fonte: palsolidarity.org

Diversi alberi di ulivo e un albero di albicocche sono stati distrutti, la mattina del 5 novembre in una zona di Al Khalil (Hebron) chiamata Jales Mount, che si trova vicino all’insediamento illegale di Kiryat Arba.
Rashed Zaroo ha mostrato il danno agli internazionali nel pomeriggio. Ha spiegato che la terra è di proprietà di suo padre e dello zio Fayez, dato che suo nonno ha acquistato i terreni nel primo Novecento. Gli alberi sono stati piantati 40 anni prima e sono stati tra i migliori in un oliveto di grandi dimensioni che produce olive e frutta. Cinque mesi fa Shakel Zaroo è stato attaccato e gasato dai coloni che aveva sorpreso a danneggiare la sua proprietà. Inoltre 500 metri quadrati di terra della famiglia Zaroo sono stati confiscati per costruire il percorso dell’ autostrada 60 riservata ai coloni.
Le famiglie proprietarie dei terreni confinanti hanno visto anche altre devastazioni, Le famiglie Abu Ramela e Abo Sunina hanno avuto circa 400 ulivi bruciati dai coloni l’anno scorso. La terra era ridotta così male che il governo israeliano ha portato attrezzature pesanti per rimuovere i detriti e poi ridistribuire il terreno in modo più regolare dopo il massiccio sradicamento.
Queste pratiche avvengono sotto la protezione dell’esercito israeliano. I coloni illegali che vivono a Hebron sono tra i fanatici più pericolosi di tutta la West Bank.
Esiste un legame spirituale tra questi alberi e i palestinesi:  il diritto di vivere con dignità nella loro terra è stato violato dalle forze occupanti. Gli alberi sono radicati in questa terra sia fisicamente che culturalmente.
Team Khalil

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Demolizioni a Ibzik (Jordan Valley)

Tubas, 6/7 novembre, di Anner ad Darawish
Siamo stati 2 giorni a Tubas per raggiungere da lì la comunità beduina di Ibzik, nella Valle del Giordano. La settimana scorsa le forze di occupazione israeliane hanno demolito 12 case e 4 baracche di animali. Erano case antiche di epoca ottomana, quindi esistenti prima del 1967, anno in cui ha avuto inizio l’occupazione. Hanno avvisato le famiglie il 28 ottobre e il 31 sono arrivati i bulldozers. La motivazione è quella di usare la terra come campo di esercitazioni militari. L’esercito israeliano ha demolito anche le tende in cui vivevano altre famiglie beduine a cui siamo andati a fare visita. La famiglia di Mohammad Faiz è stata sfrattata dalla propria tenda da circa 20 soldati (7 jeeps e 2 bulldozers), Mohammad ha cercato di resistere ed è stato preso a pugni davanti agli occhi della moglie e dei bambini. Adesso vivono in 10 in una sola tenda in attesa di trovare una sistemazione. Continue reading

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L’esercito israeliano demolisce in villaggi palestinesi

fonte: operazione Colomba

At-Tuwani – La mattina del 6 novembre l’esercito israeliano ha demolito una casa e una stalla nel villaggio palestinese di Ad Deirat; in seguito ha demolito una casa e una cisterna per l’acqua nel villaggio palestinese di Jawwaya, nelle colline a sud di Hebron, Cisgiordania.

Intorno alle 6.45 tre auto del DCO (Ufficio di Coordinamento Distrettuale), due macchinari da demolizione e un bulldozer hanno fatto irruzione nel villaggio di Ad Deirat, scortati da quattro jeep della Border Police e una camionetta dell’esercito. Prima è stata demolita una casa a due piani ancora in costruzione appartenente a Mohammad Musa Mohammad Abu Aram e successivamente i macchinari si sono spostati per demolire una stalla di metallo per le pecore. Continue reading

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Notte di terrore per le famiglie palestinesi, in villaggi a sud di Hebron

fonte operazione colomba

Il 1 ° novembre dei soldati israeliani hanno fatto irruzione a Al-Fakheit, Al-Majaz, At-Tabban e Al-Mirkez, villaggi della ‘zona esercitazione’ 918. Contemporaneamente i soldati hanno circondato i villaggi, i telefoni internazionali hanno iniziato a suonare continuamente. Una dopo l’altra le prime notizie sono arrivate dai palestinesi agli internazionali e questo li ha spinti a muoversi rapidamente verso l’area.
Tutte le strade per raggiungere i villaggi sono state chiuse da jeep militari e mezzi DCO (Ufficio di Coordinamento Distrettuale, la sezione dell’esercito israeliano che lavora per l’amministrazione civile nei Territori palestinesi occupati). Continue reading

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