Quattro pescatori palestinesi arrestati nelle acque di Gaza dalla Marina militare israeliana

Il 22 ottobre quattro pescatori palestinesi sono stati arrestati dalla Marina militare israeliana mentre pescavano nelle acque di Gaza, e la loro barca è stata confiscata.
Sono andata ad incontrarli dopo il loro rilascio.
I quattro pescatori, Ramis Baker, 41 anni, Khamis Baker, 43 anni, Arafat Baker, 20 anni, Bayan Khamis Baker, 17 anni, stavano pescando a circa 2 miglia dalla costa, nelle acque a nord della Striscia di Gaza, di fronte Soudania.
Ramis ci ha raccontato quello che è successo. I quattro pescatori erano usciti in mare verso le 6.00 del mattino. Verso le 10 del mattino, si trovavano insieme una decina di piccole imbarcazioni di pescatori a circa 2 miglia dalla costa, a più 1 km di distanza dal limite nord con Israele. Improvvisamente una nave della Marina militare israeliana si è avvicinata alle loro imbarcazioni. I soldati hanno ordinato ai pescatori di spostarsi verso nord, ma i pescatori si sono spostati verso sud per continuare a pescare. Successivamente la nave della Marina militare israeliana li ha raggiunti nuovamente iniziando a sparare ed ordinando ai pescatori di fermarsi. Alcuni pescatori sono scappati verso sud per sfuggire al fuoco dei soldati. Continue reading
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Violenza a Nabi Saleh

Mentre Amnesty International si appella pubblicamente per la liberazione di Bassem Tamimi, platealmente pluriarrestato in quanto pericoloso organizzatore di manifestazioni pacifiche, l’esercito di occupazione a Nabi Saleh gli arresta il figlio quattordicenne, Wa’ed. La madre, Narimal, corre verso i soldati che lo hanno preso, qualcuno va ad aiutarla, e altri

quattro finiscono arrestati.

fronteggiamento (foto Claudio Scalise)

                Fin dall’inizio c’era qualcosa che non andava: troppi soldati, non ne avevo mai visti così tanti, credo almeno cinquanta. Anziché scendere dalla strada principale, saliamo nell’altra frazione del paese, verso la collina: i soldati sono già in cima alla strada, e ci sparano lacrimogeni, molto prima che nessuno si immagini di tirare un sasso. Continue reading

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Raid notturno a Hebron: due arresti

fonte: palsolidarity.org

Circa alle 2 del mattino del 30 ottobre, le forze di occupazione israeliane sono scese dal tetto sul retro di un complesso abitativo in Shuhada street per arrestare lo studente Abed Al Salayma, di 20 anni. Abed è stato bendato e portato via dalla sua casa poco tempo dopo, mentre sua madre sconvolta protestava con i soldati. Mezz’ora dopo la madre Jamille Shalaldh Hassan, di 50 anni, è stata ammanettata, arrestata e portata via.

Quando i militari israeliani sono entrati, non hanno fornito alla famiglia un mandato scritto o nemmeno una spiegazione verbale del motivo per cui Abed veniva prelevato, quindi questo evento è un vero rapimento. Continue reading

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Raccogliere olive in una gabbia

Ho trascorso martedì all’interno di una gabbia. Non è il mio solito modo di trascorrere una giornata di sole, ma per i contadini palestinesi con cui sono stata, questa è routine.

Questo perché la loro terra risulta essere vicino all’insediamento illegale israeliano di Ariel – per l’esattezza, è nella ‘zona cuscinetto’ imposta dagli israeliani tra il più grande insediamento in Cisgiordania e i villaggi circostanti palestinesi – naturalmente, la zona cuscinetto è costituita da terra al di fuori del villaggio, per potere efficacemente togliere ancora piu’ terra ai palestinesi.

Molti alberi di ulivo sono intrappolati in questa ‘zona cuscinetto’ tra un recinto da un lato e dall’altro lato Ariel. Così, durante la raccolta delle olive palestinese, gli abitanti del villaggio che possiedono la terra devono chiedere il permesso israeliano per accedere ai propri alberi – come è il caso in tutta la Cisgiordania. Tuttavia, hanno un secondo ostacolo da superare, siccome i loro alberi sono al di la’ di questo recinto, hanno bisogno che i soldati li facciano entrare e uscire ogni mattina e ogni sera. Continue reading

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Aggiornamento – Attivisti internazionali finalmente rilasciati

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Aggiornamento 2 Novembre 2012: Elyana e l’altro attivista internazionale sono stati rilasciati! Un ringraziamento a tutti quelli che hanno donato.

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DONATE QUI -> http://palsolidarity.org/donate/

Aggiornamento al 30/10:  Un giudice ha sentenziato come illegale il trasferimento delle ragazze al ministero per la deportazione. Saranno rilasciate giovedì, se si raccolgono i 10.000 shekel per la causa

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Aggiornamento del 26 ottobre: l’attivista internazionale Elyana Belle, che al momento si oppone ad un ordine illegale di espulsione, racconta il suo arresto e la detenzione.

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Bassem Tamimi ferito e arrestato con altri tre in una azione di boicotta Israele

fonte: palsolidarity.org

Quattro persone, tra cui Bassem Tamimi, capo del Comitato Popolare di Nabi Saleh, sono stati arrestati dalla polizia israeliana oggi: i palestinesi hanno inscenato una azione pacifica diretta in un supermercato israeliano vicino alla colonia illegale di Shaar Binyamin, a sud di Ramallah, chiedendo il boicottaggio delle merci israeliane. Due palestinesi sono stati feriti e portati via nelle ambulanze. Prima che venisse arrestato, a Tamimi sarebbero state rotte le costole.

Due degli arrestati sono attivisti internazionali per i diritti umani. Una è un’ americana e l’altra è polacca. L’attivista americana è stata trascinata via da quattro ufficiali israeliani.

A partire dalle dieci di questa mattina, palestinesi e attivisti internazionali si sono riuniti nel parcheggio del supermercato Rami Levi, che è frequentato da israeliani degli insediamenti illegali circostanti. Gli attivisti sono entrati nel supermercato e andavano su e giù per i corridoi, in possesso di cartelli di Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS) e sventolando bandiere palestinesi. Continue reading

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Tre arresti durante l’attacco ai palestinesi da parte di coloni e soldati a Tel Rumeida

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AGGIORNAMENTO: TUTTI E TRE I DETENUTI SONO STATI RILASCIATI

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di Vicky Blackwell e Elyana Belle
Fotografie di Vicky Blackwell

22 ottobre 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

Oggi, un gruppo di coloni dell’insediamento illegale di Tel Rumeida è arrivato all’uliveto di Hashem Azzeh accanto a casa sua, mentre lui e la sua famiglia stavano raccogliendo le olive, gridando a tutti di scendere dalla “loro” terra.

Hasham e la sua famiglia stavano raccogliendo le olive sulla propria terra per la prima volta in 5 anni dopo aver ottenuto il permesso dalla Liaison del Distretto Civile. Hasham era accompagnato da diversi membri della sua famiglia e da attivisti dell’International Solidarity Movement. La situazione ha subito una rapida escalation quando i coloni hanno spinto i Palestinesi, al fine di cercare di entrare in casa di Hasham.

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Gaza aspettava Estelle con gioia. Rubata anche quella

CONFERENZA STAMPA AL PORTO DI GAZA alle 13,30 e manifestazione di protesta subito dopo.

da Rosa Schiano , Gaza ore 10.00 , con la speranza ancora viva  di vedere Estelle attraccare nel porto in mattinata.

Gaza s’è svegliata guardando verso il mare con emozione aspettando di intravedere Estelle nelle prossime ore.
Estelle porterà con sé un carico di speranza per la Striscia di Gaza.  Estelle è simbolicamente libertà e boccata di ossigeno.
L’assedio su Gaza soffoca le speranze dei giovani, soffoca l’economia, produce enorme disoccupazione.
Quante volte ho sentito dire da giovani neolaureati “Sono ingegnere, ma non c’è lavoro qui a Gaza”, quanta preoccupazione nei genitori per il futuro dei propri figli, intrappolati dalle barriere dei questo illegale blocco che dura da 5 anni.
Quale futuro per la Striscia di Gaza? impossibilitata ad autosostenersi, impossibilitata a creare una propria economia, strozzata dal divieto sulle esportazioni che sono pari a zero, mentre le importazioni sono limitate ed insufficienti e stabilite da Israele sulla base dei suoi interessi a vendere agli assediati i suoi stessi prodotti.
L’assedio e l’aggressiva  politica israeliana distruggono attività tradizionali quali la pesca. Accompagno spesso i pescatori sulle loro imbarcazioni, non è concesso loro superare le 3 miglia nautiche dalla costa, anche se gli accordi israelo-palestinesi di Jericho, sotto gli accordi di Oslo, concedono loro 20 miglia nautiche dalla costa. I pescatori sono attaccati ed arrestati anche all’interno delle 3 miglia e le loro barche confiscate e i motori non vengono più restituiti.   Molti pescatori accumulano debiti per poter comprare nuovi motori. Dov’è la legalità internazionale davanti a queste violazioni continue? Continue reading

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L’esercito israeliano demolisce nel villaggio palestinese di A Seefer, nelle colline a sud di Hebron

fonte Operazione Colomba

Martedì 16 Ottobre alle ore 10 di mattina un bulldozer seguito da 3 veicoli della Border Police, 2 automobili del DCO (District Coordination Office) e 7 operai è arrivato nel villaggio palestinese di A Seefer.

Sono stati demoliti i seguenti beni che erano sotto ordine di demolizione: un servizio igenico, una tettoia sotto cui si trovavano pecore, una recinzione per il gregge ed un’abitazione. Durante le demolizioni una pecora è rimasta uccisa sotto le macerie e, secondo testimonianze palestinesi, un soldato della Border Police ha preso a calci una capra fino a renderla zoppa.

Nel villaggio di A Seefer vivono 7 famiglie, tutte appartenenti allo stesso clan familiare, per un totale di circa 60 abitanti. Continue reading

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I cittadini di Jama’in rimuovono un blocco stradale

Una trentina di cittadini di Jama’in, accompagnati da circa 15 attivisti della solidarietà internazionale hanno avviato la prima fase della rimozione di un blocco su una strada agricola vicino al villaggio, a sud di Nablus. Il cumulo di terra e massi è stato costruito sulla strada da parte delle forze di occupazione israeliane nel maggio di quest’anno. Esso limita la libertà di movimento dei contadini palestinesi per accedere alle proprie terre e agli gli oliveti di proprietà di agricoltori del villaggio. Ora che e’ iniziata la stagione della raccolta delle olive, l’accesso ai campi per i veicoli degli agricoltori è diventato sempre più essenziale. Continue reading

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