I cittadini di Jama’in rimuovono un blocco stradale

Una trentina di cittadini di Jama’in, accompagnati da circa 15 attivisti della solidarietà internazionale hanno avviato la prima fase della rimozione di un blocco su una strada agricola vicino al villaggio, a sud di Nablus. Il cumulo di terra e massi è stato costruito sulla strada da parte delle forze di occupazione israeliane nel maggio di quest’anno. Esso limita la libertà di movimento dei contadini palestinesi per accedere alle proprie terre e agli gli oliveti di proprietà di agricoltori del villaggio. Ora che e’ iniziata la stagione della raccolta delle olive, l’accesso ai campi per i veicoli degli agricoltori è diventato sempre più essenziale. Continue reading

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Blitz palestinese sull’autostrada

l’autostrada bloccata

di Abu Sara

L’orario non è troppo presto, verso le nove, ma la sincronizzazione è eccezionale. Tre o quattro macchine di compagni israeliani rallentano il traffico su una delle principali arterie dei coloni intorno a Bil’in, fino a fermarsi al punto di  incontro convenuto. Da strade laterali stavamo salendo sull’autostrada, un cinquantina di palestinesi, un bel numero di internazionali e parecchi giornalisti. Il traffico è bloccato. Anche qui rallentano sull’altro lato per vedere cosa succede. Gridiamo slogan contro l’occupazione, contro i coloni, sventoliamo bandiere palestinesi, uno si arrampica su un lampione e ne piazza due. Sembrerebbe che possiamo bloccare anche l’altra corsia, un camionista si è fermato e potrebbe mettere il camion di traverso. Continue reading

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Sempre raids su Gaza

fonte: il blog di oliva
L’aviazione militare israeliana ha condotto diversi raids aerei nella notte tra il 12 e il 13 ottobre 2012 e nella sera del 13 ottobre.
Sera del 12 ottobre, era appena mezzanotte quanto ho avvertito un’enorme esplosione. Mi trovavo in un locale all’aperto con alcuni amici. Il primo attacco ha colpito una base militare di Hamas a nord di Gaza city (in Nafaq street).
Successivamente sono stati colpiti spazi disabitati nel campo di rifugiati di Al Bureij e nel campo di rifugiati di Nuseirat, nell’area centrale della Striscia di Gaza. Aerei militari continuavano a volare a notte

un’aula dell’asilo colpito

inoltrata.

Alle 3.20 di notte ho sentito un’altra enorme esplosione dovuta ad un attacco israeliano su un sito della resistenza a nord di Gaza city. 
Caccia F-16 hanno continuato a volare almeno per mezz’ora ed un attacco è stato riportato anche in uno spazio disabitato nel villaggio beduino Um Al Nasser, in Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza. Successivamente ho saputo che in quest’area il bombardamento aveva danneggiato un asilo. Continue reading
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Coloni attaccano e feriscono palestinesi a Tel Rumeida, nella raccolta di olive

12 ottobre 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

In due diversi incidenti, mercoledì 10 e venerdì 12 Ottobre 2012 coloni dell’insediamento illegale di Tel Rumeida, Hebron, hanno rubato le olive da due alberi appartenenti a Jawad Abu Eisheh e hanno attaccato la sua famiglia, inoltre hanno tentato di raccogliere le olive dalla sua terra.

Tra e 14 e le 16 di mercoledì 10 ottobre 2012, coloni dell’insediamento illegale di Tel Rumeida hanno rubato olive da due alberi vicini a loro. I coloni hanno compiuto questo furto sotto gli occhi dei soldati israeliani che presidiavano il posto di blocco Gilbert solo ad una decina di metri di distanza, sulla collina di Tel Rumeida, e non hanno fatto nulla per fermarli. Continue reading

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Quattro pescatori palestinesi arrestati

fonte: il blog di oliva

Domenica 7 ottobre quattro pescatori sono stati arrestati dalla marina militare israeliana mentre si trovavano a circa 2,5 miglia dalle coste di Beit Lahia, a nord Gaza.


Majed Fadel Baker, 52 anni, stava pescando su un hasaka con i suoi tre figli: Fady Majed Baker, 27

anni, Emran Majed Baker, 28 anni, Mohammed Majed Baker, 20 anni.

Incontro Majed nella sua abitazione in Beach camp (Shati camp). 

Majed racconta che erano le 8.00 del mattino quando due navi della marina militare israeliana si sono avvicinate alla loro imbarcazione. Si trovavano a 500 metri dal limite nord con le acque israeliane e a 2,5 miglia dalla costa di Gaza. Erano presenti un’altra decina di hasakas, tutti hanno inziato a scappare. Continue reading

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Olive e occupazione

By Maya,  West Bank

Oggi 10 ottobre, io Dave e Matt, due ragazzi londinesi, siamo usciti di casa alle 6 per andare a Madra, villaggio vicino a Nablus.

Ad aspettarci c’era un trattore che ci ha portato davanti a un grande cancello chiuso, l’entrata della grande colonia di Ari’el, la più grande di tutta la West Bank dove abitano 25 mila coloni.

Con noi c’erano anche un vecchio contadino in groppa ad un asino e suo figlio che tirava un cavallo con un carro pieno di attrezzi per raccogliere le olive. Quasi tutti parlano solo arabo, ma riusciamo a capire che siamo attesa che i soldati israeliani aprano il cancello per permettere al contadino, e a noi, di andare nella sua terra per raccogliere le sue olive. Continue reading

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Am Ufaqarah resiste

di Abu Sara e Maia, West Bank

Lunedì 8 ottobre, verso l’una una chiamata in arabo: abbiamo grossi problemi, potete venire?

Due telefonate di controllo, ed eccoci in viaggio. Raggiungiamo At-Twani con un service, e poi, insieme a due ragazzi di Operazione Colomba, saliamo a piedi fino alla collina di Am Ufaqarah. E’ un bel paesino, saranno una decina di famiglie. Alcune case in muratura, delle tende, dei prefabbricati forniti dalle Nazioni Unite. Sulla collina di fronte si vedono le entrate di una serie di grotte, con muri a secco che completano le abitazioni. Pare che dopo l’evacuazione del villaggio nel 1999, non le abbiano più utilizzate. Appena fa buio, ci accorgiamo che non c’è la corrente elettrica, e si usa un generatore per la serata. Continue reading

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Ancora Raid su Gaza, colpita una moschea

Raid aereo israeliano ieri pomeriggio sul campo rifugiati “Brazil”, ad est di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.
Dieci persone sono rimaste ferite, di cui è una morta questa mattina allo Shifa hospital, mentre un’altra persona è ricoverata in gravi condizioni al Nasser hospital. L’uomo deceduto e l’altro gravemente ferito si trovavano in motocicletta al momento dell’attacco. 
L’attacco è avvenuto in un’area densamente popolata, con alto numero di bambini.
Fra i feriti, vi sono anche cinque bambini ed una madre con una figlia di un mese ed un figlio di 2 anni e mezzo.

Questa mattina mi sono recata dapprima al Ministero della Salute, per avere conferma sul numero dei feriti, successivamente sono andata a Rafah per far visita alle famiglie colpite dall’attacco. Continue reading
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Nabi Saleh: ragazzo ferito da lacrimogeni

fonte: palsolidarity.org

Waed Bassim Tamimi, un ragazzo di 15 anni è stato colpito nella parte laterale del corpo da un candelotto di  lacrimogeno a Nabi Saleh venerdì 5-10. C’è stato un uso eccessivo di proiettili da parte delle forze israeliane all’interno e intorno al villaggio durante la manifestazione settimanale non violenta contro l’occupazione illegale delle loro terre.

Gli abitanti di Nabi Saleh si sono riuniti nella piazza principale del paese, alle ore 12, dopo la preghiera del venerdì. Uomini, donne e bambini camminano lungo la strada verso il posto di blocco militare a poche centinaia di metri fuori dal villaggio cantando e battendo le mani insieme a scandire slogan, amplificati attraverso un megafono. Tutti erano di buon umore,  seguendo una grande bandiera palestinese realizzata dai bambini. La manifestazione è stata quindi fermata ad un cancello che chiude la strada. Continue reading

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Nuovo raid israeliano a Gaza

Raid israeliano questo pomeriggio in un’area chiamata “Brazil”, ad est di Rafah, a sud della Striscia di Gaza.
Dieci persone risultano ferite, di cui due in gravi condizioni. I due uomini in gravi condizioni si trovavano in motocicletta al momento del raid.
Una persona ha perso una gamba, mentre altri civili hanno subito ferite da ustioni.
Tra i feriti vi sono anche cinque bambini, ed una donna con due figli piccoli.
Ulteriori precisazioni e dettagli potrò comunicarli con esattezza domani quando mi recherò in ospedale. Continue reading
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