Kufr Qaddoum – ingiustizia d’apartheid per due uomini palestinesi sequestrati dalla loro casa

Di Ben Greene, Ellie Marton, and Anna Conroy

3 ottobre 2012 – International Solidarity Movement, West Bank

In attesa dell’udienza giovedì presso il tribunale militare, Sahra Fayez, madre di Maid e Abdelateef Obeid, raccontava a ISM gli eventi che hanno condotto all’arresto dei suoi figli avvenuto il 21 settembre nel villaggio di Kufr Qaddoum.

Né Maid né Abdelateef avevano partecipato alla protesta, erano entrambi con la famiglia in casa, che si trova sul tragitto sul quale si è svolto il corteo di protesta. Abdelateef stava cenando con la famiglia, mentre Maid dormiva nella camera da letto, quando tre soldati delle forze d’occupazione israeliane si sono introdotti in casa con l’uso della forza. Hanno spinto Sahra facendola cadere per terra e irrompendo all’interno della casa. Altri soldati avevano circondato l’abitazione.

Una volta trovati Maid e Abdelateef, i soldati li hanno afferrati per il collo e scortati di forza verso una jeep militare parcheggiata davanti all’abitazione. I due uomini al momento dell’arresto indossavano solo pantaloncini corti, maglietta e infradito. Quando i familiari hanno tentato di seguire i soldati fino alla jeep, sono stati minacciati con le armi e intimati a rientrare in casa. A Faruq Obeid, il padre dei due uomini arrestati, i soldati hanno detto che se non se ne fosse andato, avrebbero trovato una scusa per arrestare anche lui e per trattenerlo in prigione. Continue reading

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Report ospedaliero finale sulla morte del pescatore Fahmy Abu Ryash

 

Venerdì 28 settembre 2012 un pescatore palestinese di 22 anni è stato ucciso dall’esercito israeliano con due proiettili e suo fratello è rimasto ferito alla mano sinistra mentre pescavano sulla spiaggia di Beit Lahia, a nord della Striscia di Gaza.
Di seguito il report ospedaliero finale redatto dopo l’operazione e rilasciato dal Kamal Adwan hospital.
Non trascriverò i particolari terribili sulle condizioni del corpo, per rispetto della sua persona e del dolore della famiglia.
Il corpo è di un uomo di 22 anni, di robusta costituzione, di altezza 180 cm.
Il report trascrive l’aspetto del corpo successivamente all’intervento chirurgico (colore del corpo, segni e ferite chirurgiche)
Ferita di forma ovale dovuta a colpo d’arma da fuoco di 5 mm con bordi irregolari localizzata sul fianco sinistro ad una distanza di 7 cm dall’osso sacro e a 90 cm dalla testa

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Training per andare in Palestina con l’ISM (La Spezia)

La rete italiana ISM organizza un training di formazione a La Spezia nei giorni 13 e 14 ottobre. Il training è aperto a chiunque sia interessato ad andare in Palestina con ISM.

La presenza di attivist* internazionali in Palestina, per supportare in modo nonviolento la lotta di liberazione, è utile solo se gli stessi hanno avuto una formazione adeguata su come affrontare l’esperienza di attivismo che li aspetta.

Per questo, come rete italiana di supporto all’International Solidarity Movement, nata da persone che hanno svolto un’attività di attivismo o che hanno intenzione di farla,  abbiamo deciso di organizzare diversi momenti di formazione in Italia, nei quali le persone interessate a partire, possono rendersi conto di ciò che questa decisione comporta e venire a conoscenza di quelli che sono i principi ISM.I training sono basati sul manuale ISM e ricalcano in parte quello che viene fatto in Cisgiordania; essendo però una formazione precedente alla partenza affrontano in modo più approfondito le questioni pratiche, come ad esempio gli eventuali problemi che chi si reca in Palestina può affrontare all’aeroporto da parte dell’autorità israeliana.Crediamo inoltre che siano importanti le testimonianze dirette delle/degli attivist* e cerchiamo anche di fornire quanti più elementi possibili di cultura palestinese.In conclusione, partecipare ad un training in Italia è importante per conoscere l’ISM, chiarire eventuali dubbi e partire da persona preparata e consapevole.

Durante il training verrà spiegato cos’è e come funziona l’ISM, saranno raccontate le esperienze di chi è stato giù, verranno spiegati elementi di cultura palestinese, sarà introdotto e praticato il metodo del consenso, verranno date informazioni legali, consigli pratici e si cercherà di chiarire ogni dubbio.

Il training inizierà alle 9.00 di sabato mattina e terminerà nel pomeriggio di domenica orientativamente entro le 16.00.

Il costo di partecipazione sarà di 15€ (inclusi i pasti ed il pernottamento).

Chi volesse iscriversi è pregato di inviare all”ndirizzo italianism@inventati.org il modulo di partecipazione compilato entro i il 10 ottobre per confermare l’iscrizione.

Rete italiana ISM

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Pastori palestinesi fermati e minacciati dall’IOF

fonte: Operazione Colomba

At-Tuwani – Il 30 settembre due pastori palestinesi, provenianti dal villaggio di Halawi, sono stati detenuti e minacciati dall’esercito israeliano mentre pascolavano le loro greggi, Massafer Yatta, Cisgiordania.

Alle 9:00 i volontari di Operazione Colomba sono stati informati dell’accaduto e, giunti sul posto, hanno raccolto le testimonianze dei due. Yasser Khalil Abu Aram e Soaib Ismael Abu Aram sono stati fermati intorno alle 6.00 del mattino e detenuti per circa tre ore dall’esercito. I due pastori hanno dichiarato che gli sono stati sequestrati i telefoni cellulari e uno di loro è stato picchiato dai soldati. Inoltre, questi ultimi hanno intimato ai due palestinesi di allontanarsi dall’area poiché considerata zona militare chiusa e li hanno minacciati di uccidere le loro greggi se fossero ritornati sul posto.

Il villaggio palestinese di Halawi è situato a ridosso della Linea Verde, all’interno della Firing Zone 918. Il 22 luglio scorso, durante un’udienza preliminare presso l’Alta Corte Israeliana, il Ministero della Difesa ha espresso la volontà di evacuare la popolazione locale, pioché l’esercito israeliano vuole utilizzare il territorio per esercitazioni militari. Ciò significherebbe l’evacuazione di otto dei dodici villaggi dell’area e quindi l’espulsione di circa 1500 persone dalle proprie case. L’8 agosto l’Alta Corte di Giustizia israeliana ha permesso ai residenti dei villaggi a rischio di continuare a vivere nell’area e di coltivare le loro terre fino al 1° novembre.

L’esercito israeliano continua ad attuare una politica di isolamento, di soprusi e di limitazione della libertà di movimento nei confronti dei palestinesi dell’area di Massafer Yatta.

Operazione Colomba mantiene una presenza costante nel villaggio di At-Tuwani e nell’area delle colline a sud di Hebron dal 2004.

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Un pescatore palestinese ucciso dall’esercito israeliano e suo fratello ferito con proiettili “dum dum” o “ad espansione”

Un pescatore palestinese è stato ucciso questa mattina e suo fratello è stato ferito dall’esercito di occupazione israeliano mentre pescavano nelle acque a nord di Gaza.
I due sono fratelli sono Fahmy Abu Ryash, 23 anni, e Yousif Abu Ryash, 19 anni.
Fahmy Abu Ryad è stato colpito alla gamba sinistra, suo fratello Yousif è stato colpito alla mano sinistra.
L’esercito israeliano ha utilizzato proiettili “ad espansione”, detti anche “dum dum”, vietati dalle legge internazionale.
Successivamente all’attacco sono stati trasportati al Kamal Odwan hospital.
Qui ho incontrato un pescatore che era con loro, Mahmoud Taha Sultan, 24 anni, di cui ho raccolto la testimonianza.
Verso le 10.15 del mattino, i ragazzi stavano pescando sulle coste a nord di Gaza, nell’area di Beit Lahia.
Non si trovavano su un’imbarcazione, ma pescavano a pochi metri dalla spiaggia, in piedi, lanciando con le proprie braccia le piccole reti.
Sulle spiagge della Striscia di Gaza è possibile vedere tanti pescatori utilizzare questo tradizionale metodo di pesca. I pescatori si immergono in acqua e, con le proprie braccia, lanciano le reti, per poi ritirarle qualche minuto dopo.
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Lettera dagli attivisti arrestati

Cari amici della Palestina,

scrivo da un appartamento a Tel Aviv dove mi trovo agli arresti domiciliari per la mia solidarietà con i palestinesi che combattono da dodici anni contro il blocco della strada nella loro città Cisgiordana di Kufr Qaddoum.

Questo fine settimana, ho trascorso 48 ore nelle carceri israeliane. Mi è stato negato l’accesso a medicinali, sono stata trattenuta per un lungo periodo con gambe e polsi legati e mi è stato impedito di chiamare un avvocato o la mia ambasciata, ma questo è un trattamento leggero rispetto alla punizione inflitta ai palestinesi che resistono all’occupazione illegale della loro terra. Continue reading

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Gruppo di supporto italiano all’ISM

Dear supporters of Justice in Palestine,
We are very happy to introduce you to the Italian support group of the International solidarity movement (ISM) in Italy, Rete Italiana ISM. Our support group can be reached at italianism@inventati.org
We would appreciate if you refer Italians who are interested in joining ISM in Palestine to them. The official website is : http://italy.palsolidarity.org
We are looking forward to cooperating with you.
In solidarity,
The ISM core group

اعزائي مساندين العداله في فلسطين
نحن سعداء بان نقدم لكم مجموعه المسانده الايطاليه لتضامن الدولي في ايطاليه
rete italiana ism يمكن التواصل مع المجموعه المسانده علىitalianism@inventati.org نتطلع لتعاون معكم
المجموعه الاساسيه لتضامن الدولي.

Cari sostenitori della giustizia in Palestina,
siamo lieti di presentarvi il gruppo di supporto italiano all’International Solidarity Movement (ISM) in Italia, Rete Italiana ISM.
Potete contattare il nostro gruppo di supporto a italianism@inventati.org
Saremmo lieti che indirizzaste a loro chiunque fosse interessato a raggiungere ISM in Palestina. Il sito web ufficiale e’:
htttp://italy.palsolidarity.org
Contiamo sulla vostra collaborazione.
In solidarieta’,
Il core group ISM

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Assedio alla scuola Kurtuba a Hebron

by team Khalil

Non toccate questi bambini

Così affermano le maestre della scuola Kurtuba. E’ la scuola che vive in prima persona le

l’accesso principale alla scuola Kurtuba, chiuso

difficoltà di trovarsi immersi nella zona occupata dai coloni a Hebron (zona H2), con solo uno stretto passaggio per accedervi, con i soldati che la controllano sopra e sotto, con il passaggio obbligato dal check point 56, all’entrata di Shuada Street. Ma domenica 23 settembre le maestre si sono trovate letteralmente assediate all’interno della scuola, con un commando delle forze di occupazione che ha circondato la scuola, pretendendo di trovare due ragazzi che, dicono, hanno lanciato pietre sui coloni. “Questi bambini sono sotto la mia tutela, non si toccano”, dice la maestra, ai due soldati che sono entrati nella scuola. “Siete tutti, anche voi maestre, sotto la mia tutela”, dice l’ufficiale. Continue reading

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Attacco di coloni ad Aqraba con feriti

fonte palsolidarity.org

Lunedì 17 settembre, sei coloni israeliani dell’insediamento illegale di Itamar hanno attaccato tre membri della famiglia Benijaber, che andavano a casa a piedi al villaggio palestinese di Aqraba, provenendo  dai loro oliveti.

Maher Hashem Mostafa Benijaber ha riferito che lui, il fratello e il cugino Omar Hafed sono stati assaliti da sei uomini, tre dei quali erano armati con fucili semiautomatici. L’attacco è avvenuto poco prima delle 7 di sera, a circa 600 metri dalla loro casa. I coloni hanno preso a pugni e calci i tre uomini, oltre a picchiarli con pietre e bastoni. Hanno anche cercato di bloccare il percorso di ritorno al villaggio così che Maher e la sua famiglia non potessero fuggire.

Omar è riuscito a fuggire, chiamando i vicini per avere aiuto. Nel frattempo, l’attacco a Maher e Hafed è continuato. Continue reading

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I militari israeliani tentano di annientare la manifestazione a Kufr Qaddum

fonte palsolidarity.org

AGGIORNAMENTO: Un grande ringraziamento agli attivisti israeliani, che ci hanno permesso di districarci tra le leggi, e hanno collaborato per prelevare i quattro ad Ariel e trovargli un alloggio a Tel Aviv. I cittadini britannici Gordon Bennett, 44 anni, Ellie Clayton, 24 e Aimee McGovern, 23 anni, e la cittadina americana  Lauren Siebert sono accusati di lancio di pietre, di essere in una zona militare chiusa, e di avere fatto resistenza all’arresto.

Quattro difensori dei diritti umani (3 cittadini britannici e un’americana), oltre a due palestinesi, sono stati arrestati durante la manifestazione settimanale a Kufr Qaddoum. Continue reading

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