Striscia di Gaza, Palestina occupata, Valeria per ISM
Quanta disperazione, sofferenza, impuniti abusi, quanto sangue versato può il cuore umano tollerare prima di scoppiare?
“Tutto quello che possiedo in presenza della morte è furia e orgoglio”
Mahmoud Darwish
Ahmed Al Sarhi è stato giustiziato a sangue freddo ieri da un cecchino israeliano, dalla distanza codarda del recinto sionista che racchiude Gaza, trasformandolo in una prigione. Questa è solo un’altra storia di questo campo di concentramento vergognoso che, come se non bastasse, è anche regolarmente bombardato dalla macchina da guerra sionista con totale impunità.

Il corpo di Ahmed Al Sarhi, ucciso da cecchini dell'occupazione sionista il 20 ottobre 2015, Al Bureij, striscia di Gaza (Photo credit: Ashraf Amra)
Compreso Ahmed, c’è stato un totale di quindici persone uccise dalle forze israeliane dal 9 ottobre, nella sola striscia di Gaza. Questo include una bambina di tre anni e la madre incinta, che è morta come conseguenza del bombardamento della loro casa di famiglia. In tutta la Palestina fin dall’inizio di questo mese, cinquanta-due persone sono state uccise, tra cui dodici bambini. L’uccisione sistematica dei bambini dalle forze di occupazione non è un errore o un danno collaterale, i dati confermano che i bambini palestinesi sono il principale obiettivo militare di Israele.
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Dopo una giornata di violenza intensificata ad al-Khalil, la mezzanotte ha portato grida di richiesta di soccorso dalle moschee, sirene che gridavano e nuvole di lacrimogeni che si addensavano sulle strade intorno a bab al-zawiya. Tre giovani palestinesi giacevano morti per ferite multiple; due uccisi dall’esercito israeliano e l’altro caduto per gli spari di fucile a ripetizione di coloni avevano gridato “arabo, arabo” prima di scaricare pallottole nel suo corpo. Così sale a 43 in 18 giorni, il totale delle vittime Palestinesi, insieme a 1900 feriti.Ecco le nuove “misure di sicurezza” richieste da Netahyahu per al-Khalil. Specificano un aumento di violenza, disumanizzazione e terrore senza freni, verso un popolo sotto perenne occupazione.
