Sciopero della fame in Palestina: “o vado a casa o ci andrò in un sacco di plastica”

23 maggio 2014 | International Women’s Peace Service |  Palestina occupata
http://palsolidarity.org
“Cosa volete da me?”, così un settantenne professore di economia chiedeva  ai  militari israeliani che lo arrestavano l’anno scorso. “Sei molto pericoloso” è stata la spiegazione. Ricordando questa risposta, l’uomo ride, con la faccia che si illumina: “Sono pericoloso per uno degli eserciti più potenti al mondo?! Sono pericoloso per l’unica potenza nucleare del medio oriente?! Ho solo la mia penna, il mio quaderno e la mia mente.”

Appunto.

In seguito al suo arresto, il professore ha passato 6 mesi in detenzione amministrativa israeliana, una pratica illegale di carcerazione indefinita senza sorta di procedimento legale, o  dibattito con accuse,  ma con ‘prove secretate’ che non vengono mai comunicate al prigioniero né al suo avvocato, e che potrbbero anche non esistere. Al primo marzo 2014, Israele tratteneva 183 Palestinesi in detenziona amministrativa. Continue reading

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Gaza isolata, qualche osservazione

Gaza city 20 Maggio 2014 – Maya  ISM Gaza Team

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I resti dell’aeroporto internazionale Yasser Arafat di Rafah

L’aeroporto è stato inaugurato dal Presidente Yasser Arafat nel 1998, costruito con i fondi di vari paesi europei e bombardato nel dicembre del 2001 da incursioni aeree e terrestri dall’esercito israeliano, doveva essere stato maestoso e arredato con cura perché ci sono le pareti distrutte di almeno una decina di edifici di architettura marocchina, con pareti in mosaico di vari colori e anche una moschea, della quale rimane una cupola dorata completamente intatta simbolo della speranza di un popolo che chiede solo di vivere in pace nella propria terra. Continue reading

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L’esercito israeliano usa le firing zone per espellere Palestinesi

di Amira Hass – Haaretz
http://nena-news.it
Un ufficiale ammette alla Knesset: metodi usati per ridurre la popolazione palestinese nell’Area C della Cisgiordania

Gerusalemme, 22 maggio 2014, Nena News – Addestramenti militari nelle zone militari chiuse in Cisgiordania sono usati come strumento di riduzione del numero di palestinesi residenti ed è parte importante della campagna contro le costruzioni illegali palestinesi, ha rivelato un funzionario dell’esercito in un incontro con un comitato della Knesset.

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La comunità di Um al heir South Hebron hills

Il colonnello Einav Shalev, ufficiale del Commando Centrale, ha parlato di fronte a un sottocomitato della commissione Affari Esteri e Difesa della Knesset delle “costruzioni illegali palestinesi” in Area C in Cisgiordania e dei modi per espellere i palestinesi residenti in zone come E1, la Valle del Giordano e Susiya, a Sud di Hebron. Il colonnello ha affermato che l’obiettivo della prevenzione di costruzioni illegali è una delle principali ragioni dell’incremento degli addestramenti militari nella Valle del Giordano. Continue reading

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VIDEO: coloni investono un palestinese di 17 anni a Hebron

22 maggio 2014 | International solidarity movement, Khalil team | Hebron,  Palestina occupata
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Ieri verso sera, diversi giovani palestinesi  erano in bicicletta vicino al check point 56 nella zona H2 di Tel Rumeida  a Al- Khalil( Hebron).
Verso le  7, uno dei giovani, Izz Adel Bedo, di 17 anni, dalla zona Jabal Al- Takruri di Hebron è stato sbalzato  dalla sua bicicletta da un colono alla guida di un bus che poi gli è passato sopra, sulla strada per l’ illegale colonia di Tel Rumeida. I paramedici arrivati nel raggio di circa cinque minuti, lasciando la loro ambulanza parcheggiata fuori del checkpoint, sono entrati nella zona per soccorrere il giovane.

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VIDEO: le forze israeliane sparano gas lacrimogeni e granate assordanti contro i bambini a Hebron

21 Maggio 2014 | International Solidarity Movement, Khalil team | Hebron,  Palestina occupata
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Questa mattina ad al-Khalil (Hebron), molti bambini hanno lanciato pietre verso il Checkpoint 29 sulla strada per la scuola. Circa alle 7:40, 13 soldati israeliani e agenti di polizia di frontiera sono entrati attraverso il checkpoint e hanno sparato quattro bombe lacrimogene e quattro granate assordanti ai bambini.

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L’incidente è iniziato alle 07:45 ed è durato per circa 30 minuti, che hanno impedito ai bambini di entrare nelle loro scuole, ritardando l’inizio dei loro esami di fine anno.
L’incidente è iniziata alle 07:45 ed è durato per circa 30 minuti, che hanno impedito ai bambini di entrare loro scuole, ritardando l’inizio della loro esami di fine anno.

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Campagna  contro le attività criminali a Tel Rumeida: scriviamo all’Autorità archeologica israeliana

19 maggio 2014 | International Solidarity Movement | Occupied Palestine
http://palsolidarity.org
Dal momento che l’IAA ha iniziato gli scavi a Tel Rumeida, la famiglia Abu Haikal è stata oggetto di minacce, violenza e attività criminali in genere sulla propria terra, come i piani per distruggere o spostare un ulivo secolare appartenente alla famiglia.

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Feryal e Arwa Abu Haikal sedute sotto il loro albero di ulivo, cercando di proteggerlo da eventuali danni o distruzione (foto da https://www.facebook.com/groups/Save.telrumeida/). Continue reading

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Foto story: i Palestinesi protestano per la morte dei due martiri

17 maggio 2014 | International Solidarity Movement | Ofer,  Palestina occupata
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Il 16 maggio, i Palestinesi protestano sulla strada che porta alla prigione di Ofer, a seguito dell’assassinio di due giovani Palestinesi su quella stessa strada, il giorno prima nella protesta per il giorno della Nakba. I ragazzi, Muhammad Audah Abu al-Thahir (22 anni) e Nadim Siyam Nuwarah (17 anni), sono stati ambedue colpiti da proiettili letali.

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L’esercito israeliano lancia un  nuovo giro di lacrimogeni. Parecchi manifestanti sono stati portati via dal personale medico con problemi respiratori, dovuti all’eccesso di lacrimogeni.

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Shireen Essawi, avvocato per i diritti umani, comincia lo sciopero della fame dopo che il suo processo è rinviato di un anno

17 maggio 2014 | Front Line Defenders | Palestina occupata
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Shireen Essawi mostra una fotografia di suo fratello Samer

Dall’8 Maggio 2014 la difensore dei diritti umani e avvocato sig.ra Shireen Essawi ha iniziato uno sciopero della fame dopo aver appreso del rinvio del suo processo per nove mesi e un giorno. Lei è accusata di cooperare con gli attori che stanno lavorando contro lo Stato di Israele.

Shireen Essawi è un avvocato per i diritti umani che ha partecipato a monitorare e documentare le violazioni dei diritti umani commesse contro i prigionieri palestinesi nelle carceri israeliane, soprattutto bambini, donne e prigionieri della Striscia di Gaza. Il difensore dei diritti umani ha riferito anche sulle pratiche adottate dalle autorità israeliane per i prigionieri palestinesi e arabi nelle carceri israeliane che lei crede violano i diritti umani, come la prevenzione delle visite da parte di avvocati.
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Combattere per la storia di Tel Rumeida

17 maggio 2014 | Servizio Internazionale della Donna per la pace | Hebron, Palestina Occupata
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L’occupazione israeliana utilizza molti metodi per portare via terra – sia per insediamenti di coloni e accampamenti militari sia per riserve naturali e trattati politici. Tuttavia, la famiglia Abu Haikal di Tel Rumeida in Al-Khalil (Hebron), affronta un nemico molto più inaspettato: gli archeologi. Attualmente, la casa della famiglia è completamente circondata da uno scavo archeologico israeliano – c’è solo un cancello nella proprietà, che può essere chiusa in qualsiasi momento, lasciando la famiglia isolata dalla città circostante.

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A prima vista, la presenza di un sito archeologico sembra abbastanza positivo, o per lo meno innocuo, ma un rapido sguardo alla politica che circonda lo scavo di Tel Rumeida mostra che questo è molto più perversi di una semplice inquisizione storica.

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Nakba, ricordi da Gaza

https://m.facebook.com/notes/arcadigaza-gazasark/al-nakba-la-catastrofe/239080189624520
Nakba, la catastrofe, ciò che accadde quando le forze armate israeliane costrinsero oltre 750.000 persone a lasciare i luoghi che sarebbero poi diventatati lo stato di Israele. Sarebbero state anche di più se molte di esse non fossero state massacrate.

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E’ successo ormai 66 anni fa e commemorare ciò che accadde, è proibito secondo la legge israeliana; ma nessuna legge può impedire alle persone – che sono ancora nello stato di rifugiati- di ricordare quei giorni terribili, le avversità, l’essere stati separati, in molti casi, dalle loro famiglie.
Molti hanno conservato – o le hanno lasciate in eredità ad altri – le chiavi delle case che furono costretti a lasciare: un simbolo importante del loro diritto al ritorno.
A Gaza circa il 75% della popolazione è composta di rifugiati o loro discendenti. Esistono ancora otto campi profughi. Continue reading

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