29 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Deir Ballut, Palestina Occupata
Foto: la casa demolita (Foto ISM)
Giovedì 28 novembre, alle 5 del mattino, l’esercito israeliano ha demolito una casa in costruzione nel villaggio di Deir Ballut, andandosene prima che il proprietario, Ghaneem Mahmoud Abdullah Al-Karim, o altri abitanti arrivassero sul posto.
Si pensa che le forze israeliane svolgano queste demolizioni il mattino molto presto in modo da evitare la resistenza non violenta degli abitanti dei villaggi. Questa è la prima casa demolita a Deir Ballut, ma ci sono oltre 60 abitazioni che hanno ricevuto ordini di demolizione da parte dell’esercito israeliano. Continue reading

Proteste parallele



Un ufficiale israeliano ha affermato che i tre uomini, identificati come Mousa Fansha, 22 anni, Mahmoud Khaled al-Najjar e Mohammed Fouad Nayroukh, sarebbero sospettati di avere in progetto degli attacchi esplosivi contro degli obiettivi israeliani e dei sequestri di soldati israeliani. Ha anche affermato che degli esplosivi sarebbero stati trovati nell’auto in cui i palestinesi stavano viaggiando.
Verso le 14:30 circa, quattro soldati su una jeep militare hanno posizionato un blocco stradale vicino all’entrata del villaggio, impedendo il passaggio del traffico e dei pedoni sulla strada per Qalqiliya. Il blocco stradale è rimasto attivo per un’ora e mezza. Solo pochi veicoli e pedoni hanno ricevuto il permesso di passare, a seconda del giudizio puramente arbitrario dei soldati. Poco dopo il tramonto, una jeep corazzata israeliana è entrata nel villaggio. Tre soldati hanno perquisito con modi aggressivi il tendone usato come centro comunitario dal villaggio, perquisendo un palestinese di 14 anni e minacciando di tornare più tardi la stessa notte.