L’esercito israeliano demolisce una casa nel villaggio di Deir Ballut

29 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Deir Ballut, Palestina Occupata

Foto: la casa demolita (Foto ISM)

Giovedì 28 novembre, alle 5 del mattino, l’esercito israeliano ha demolito una casa in costruzione nel villaggio di Deir Ballut, andandosene prima che il proprietario, Ghaneem Mahmoud Abdullah Al-Karim, o altri abitanti arrivassero sul posto.

Si pensa che le forze israeliane svolgano queste demolizioni il mattino molto presto in modo da evitare la resistenza non violenta degli abitanti dei villaggi. Questa è la prima casa demolita a Deir Ballut, ma ci sono oltre 60 abitazioni che hanno ricevuto ordini di demolizione da parte dell’esercito israeliano. Continue reading

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Intervista a Saaed Amireh, attivista della resistenza popolare a Ni’lin

28 Novembre 2013 | International Solidarity Movement | Ni’lin

Saeed Amireh, 22 anni, è un abitante di Ni’lin, figlio di contadini, e attivo nella resistenza popolare dal 2003.

– Puoi raccontarci un po’ della storia di Ni’lin?

In passato, Ni’lin faceva parte dell’area che oggigiorno si trova all’interno dei confini del ’48. Nel 1994, quando arrivò l’Autorità Palestinese, Ni’lin diventò parte della città di Ramallah. Per cui oggi Ni’lin è situata esattamente sulla Green Line del ’49, a circa 27 chilometri a ovest di Ramallah. Il villaggio fa parte della West Bank, ma non è sotto controllo palestinese. E’ interamente in Area C, per cui è sotto controllo israeliano.

Dal 1967, quando è stata occupata la West Bank, Ni’lin ha inziato a soffrire. Da quel momento, gli israeliani hanno cominciato a costruire degli insediamenti sulle nostre terre, iniziando da Ni’li a nord di Ni’lin nei primi anni ’70, rubando il nome del nostro villaggio. E in seguito Hashmonain a sud, Qiryat Sefer, Mattitjahu e poi Naaleh. Così ci sono 5 insediamenti israeliani. Inoltre hanno costruito una strada dell’apartheid, chiamata 446, che separa Ni’lin in due parti. A causa di queste costruzioni gli abitanti hanno perso gran parte delle loro terre. La maggior parte delle persone quì sono contadini e la loro principale fonte di guadagno proviene dalla coltivazione della terra. Continue reading

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La Giornata della Rabbia contro il Prawer Plan si svolgerà questo sabato,30 novembre, nel Naqab.

29 Novembre 2013 | Prawer Won’t Pass Campaign | Palestina Occupata

Dopo un mese pieno di manifestazioni e dibattiti nel Comitato degli Affari
Interni della Knesset, questo sabato si svolgerà l’iniziativa più grossa
fin ora svoltasi nel Naqab (Negev), con l’attesa partecipazione di
migliaia di persone che arriveranno da tutto il paese. Proteste parallele
si svolgeranno a Gaza, Ramallah, Haifa, Berlino, L’Aia, Il Cairo e altre
25 città in tutto il mondo. Questo è un momento critico: il destino di
70.000 beduini palestinesi indigeni del Naqab (Negev) verrà deciso presto.

Riportando le loro parole: «Siamo esseri umani e cittadini, ma il Prawer
Plan ci tratta come oggetti che possono essere spostati da un luogo
all’altro senza essere consultati o senza preoccuparsi dei nostri
desideri. Questo sabato, lotteremo a fianco di chi ci supporta, da vicino
e da lontano, e rivendichiamo il riconoscimento dei villaggi a cui viene
negato il riconoscimento e la fine di questo piano crudele”. Continue reading

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Continue depredazioni contro le terre del villaggio di Deir Istiya

28 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Deir
Istiya, Palestina Occupata

Dal 1990, il villaggio di Deir Istiya subisce gravi danneggiamenti alla
propria agricoltura e al proprio approvvigionamento di acqua da parte
delle autorità israeliane e dei vicini insediamenti. Il culmine è stato
raggiunto recentemente, quando l’esercito israeliano ha comunicato il
piano di sradicamento di circa 2500 ulivi nel futuro prossimo.

Il mandato dell’esercito per mettere in atto questa operazione proviene da
una sentenza emessa nel maggio 2013, la quale ha concesso alle forze di
occupazione il permesso di abbattere tutti gli ulivi sotto i due anni
della Wadi Kana (una valle in cui una vasta parte delle terre agricole del
villaggio è situata). Ciononostante, degli alberi piantati oltre cinque
anni fa sono stati inclusi nel processo di marcamento negli ultimi cinque
mesi. Un’azione di marcamento viene svolta prima del processo di
sradicamento vero e proprio. Continue reading

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Manifestazione contro le forze israeliane e l’aumento delle incursioni edegli arresti ad Azzoun

28 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team |
Azzoun, Palestina Occupata

Il pomeriggio di mercoledì 27 novembre, nel villaggio di Azzoun, si è
svolta una manifestazione, a cui hanno partecipato oltre 250 persone.
Questo per protestare contro le continue irruzioni notturne, gli arresti,
e il trattamento dei prigionieri palestinesi da parte delle forze
israeliane.
La manifestazione è iniziata nel centro di Azzoun a mezzogiorno. Centinaia
di persone hanno sfilato verso la periferia del villaggio, e si sono
tenuti diversi discorsi.

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Ahmad Qatamesh: prigioniero politico in detenzione amministrativa nelle carceri israeliane

18 Novembre 2013 / Fonte: The Electronic Intifada, Patrick O. Strickland
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Foto: Suha Barghouti e Ahmad Qatamesh.

Ahmad Qatamesh è uno scrittore ed intellettuale palestinese di sinistra,
detenuto nelle carceri israeliane senza processo dal giorno del suo
arresto avvenuto nell’aprile del 2011 a Ramallah, West Bank. Le persone
che lo stanno supportando ed i gruppi di solidarietà sperano che venga
liberato il mese prossimo.

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Ulivi distrutti nel villaggio di Bruqin

25 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team |
Bruqin, Palestina Occupata

Domenica 24 novembre, gli abitanti del villaggio di Bruqin hanno scoperto
che circa 10 ulivi erano stati gravemente danneggiati. I rami erano stati
tagliati con una sega e poi strappati a mano; questo metodo può uccidere
l’albero se non viene subito trattato.

Gli ulivi avevano 63 anni ed erano stati piantati nel 1950.
Questi ulivi costituiscono l’unica fonte di guadagno del loro
proprietario. Dall’occupazione, questa è la prima volta che è stato
attaccato. E’ spaventato dai recenti attacchi e preoccupato per il futuro. Continue reading

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Un palestinese ferito dal fuoco israeliano ed un minorenne traumatizzato in incidente indiretto

25 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Rosa Schiano | Gaza, Occupied Palestine

Venerdì pomeriggio  Mohammed Adel Afana è rimasto ferito dal fuoco dell’ esercito israeliano ad est del campo rifugiati di Jabalia, a nord della Striscia di Gaza. 
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Mohammed era andato sul posto con alcuni amici. Ogni venerdì molti palestinesi hanno l’abitudine di andare nel cimitero che si trova lungo il confine, a circa 300 metri dalla barriera di separazione che separa Gaza dal territorio che Israele ha occupato nel 1948. 

Erano circa le 15.30-16.00. 

Mohammed, in ospedale, ci ha detto che c’erano tre jeeps israeliane ed una decina di soldati. Continue reading

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3 palestinesi uccisi vicino ad Hebron

 

Fonti: http://english.pnn.ps/index.php/politics/6246-iof-forces-kill-3-palestinians-in-hebron http://www.maannews.net/eng/ViewDetails.aspx?ID=651485

La sera di martedì 26 novembre, l’esercito israeliano ha ucciso tre palestinesi nel villaggio di Yatta, a sud di Hebron. Un ufficiale israeliano ha affermato che i tre uomini, identificati come Mousa Fansha, 22 anni, Mahmoud Khaled al-Najjar e Mohammed Fouad Nayroukh, sarebbero sospettati di avere in progetto degli attacchi esplosivi contro degli obiettivi israeliani e dei sequestri di soldati israeliani. Ha anche affermato che degli esplosivi sarebbero stati trovati nell’auto in cui i palestinesi stavano viaggiando. Continue reading

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Pressione continua dell’esercito contro Izbat Tabib

25 Novembre 2013 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Izbat Tabib, Palestina Occupata

Il 24 novembre dei soldati israeliani hanno bloccato la strada all’entrata di Izbat Tabib e sono entrati nel villaggio a tre riprese durante la notte, sparando candelotti di gas lacrimogeni e minacciando gli abitanti. Verso le 14:30 circa, quattro soldati su una jeep militare hanno posizionato un blocco stradale vicino all’entrata del villaggio, impedendo il passaggio del traffico e dei pedoni sulla strada per Qalqiliya. Il blocco stradale è rimasto attivo per un’ora e mezza. Solo pochi veicoli e pedoni hanno ricevuto il permesso di passare, a seconda del giudizio puramente arbitrario dei soldati. Poco dopo il tramonto, una jeep corazzata israeliana è entrata nel villaggio. Tre soldati hanno perquisito con modi aggressivi il tendone usato come centro comunitario dal villaggio, perquisendo un palestinese di 14 anni e minacciando di tornare più tardi la stessa notte. Continue reading

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