Attacco di coloni provoca scontri a Hebron, un ragazzo ferito da arma letale

6 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron,  Palestina Occupata

Questo pomeriggio a Hebron, forse tre coloni illegali, in piedi sullo stesso tetto con diversi soldati israeliani, hanno lanciato pietre contro case palestinesi e automobili nella città vecchia. Questo atto di aggressione ha fatto scoppiare scontri tra giovani palestinesi e le forze israeliane, che si sono messi a sparare numerosi lacrimogeni, granate assordanti, proiettili di acciaio ricoperti di gomma e munizioni letali. Uno dei giovani, di 19 anni, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito con proiettili letali nello stomaco.

un finestrino rotto, risultato del lancio di pietre dei coloni illegali


I coloni hanno lanciato pietre contro le case palestinesi e gli autoveicoli in quello che è conosciuto come Piccolo Shallalà Street da un tetto nella colonia illegale di Beit Hadassah, danneggiando una serie di vetture. Questo è continuato per almeno dieci minuti senza intervento dei soldati israeliani di guardia.

Dopo un gruppo di cinque soldati israeliani è entrato nel souk ( mercato ). Giovani palestinesi si sono riuniti e hanno cominciato a lanciare pietre. Il gruppo di soldati è tornato alla base militare Beit Romano e poco dopo altri quindici soldati sono arrivati e hanno cominciato a sparare gas lacrimogeni e granate stordenti. Continue reading

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Pescatori palestinesi ed attivisti salpano per protestare contro l’assedio israeliano su Gaza

4 Dicembre 2013, Charlie Andreasson, Gaza    http://palsolidarity.org

 Lunedì 2 Dicembre 2013, 200-250 Palestinesi, attivisti stranieri e giornalisti, molti da media internazionali, si sono raccolti nel porto di Gaza per un’azione congiunta per portare l’attenzione del mondo sull’assedio e le sue conseguenze sui pescatori che svolgono il loro lavoro. L’azione si è determinata dopo lunghe negoziazioni tra i promotori dell’evento, il gruppo “Intifada Youth Coalition” e l’Unione Generale dei Pescatori. Il motivo del contendere era se si sarebbe rotto l’assedio oppure no. E’ stata una negoziazione dalla quale i pescatori sono usciti vittoriosi. L’assedio illegale ed inumano sarebbe stato evidenziato ma non rotto. Il rischio che sarebbero stati attaccati e le loro barche confiscate era imminente.

Una dopo l’altra, le barche sono salpate dal porto, si sono aspettate l’un l’altre, poi sono uscite insieme ad una velocità dai tre ai quattro nodi. In totale, c’erano sette barche grandi, con una lunghezza massima di 20 metri, ed undici più piccole, aperte. L’atmosfera a bordo era buona. Le bandiere ondeggiavano, le persone cantavano, e non appariva nessun segno di tensione. Continue reading

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Prawer Plan: come i nativi diventarono invasori nelle proprie case

5 Dicembre 2013 / Fonte: 972mag.com, Noam Sheizaf

Foto: un’operazione in stile militare: la polizia spara gas lacrimogeni contro i manifestanti durante una manifestazione contro il piano Prawer-Begin, vicino alla cittadina di Hura, Israele. (30 Novembre 2013).

Questa settimana dei rappresentanti della stampa internazionale in Israele hanno ricevuto un invito per una gita nel sud del paese per “esplorare l’argomento” della popolazione beduina. Lo scopo della visita è di presentare il piano per la gestione dell’insediamento dei beduini nel Negev che, secondo l’invito, mira a promuovere “lo sviluppo economico della popolazione beduina del Negev e a risolvere il conflitto riguardante la proprietà delle terre”. Continue reading

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Israele archivia la morte di Mustafa Tamimi

5 Dicembre 2013 / Fonte: B’Tselem: centro d’informazione israeliano per i diritti umani nei Territori Occupati

Il Military Advocate General’s (MAG) Corps ha appena comunicato a B’Tselem la sua decisione di chiudere le indagini sulla morte di Mustafa Tamimi, ucciso da un candelotto di gas lacrimogeno sparatogli addosso nel dicembre del 2011MAG è un organo che supervisiona il rispetto della legge e gli aspetti legali relativi alla condotta dell’IDF. Foto: il momento dello sparo contro Tamimi. Nella portiera aperta della jeep si può notare la punta del lanciarazzi da 40mm. Si può osservare che il candelotto, dopo aver colpito Hamimi, rimbalza indietro contro lo specchietto di sinistra. A sinistra, con la maglietta bianca, Mustafa a-Tamimi.(Foto di Haim Scwarczenberg.) Continue reading

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Aggiornamenti sui prigionieri palestinesi

4 Dicembre 2013 / Fonti: Samidoun Palestinian Prisoners Solidarity Network e Palestine News Network

Secondo i dati  dell’Associazione per i diritti umani ed il supporto ai prigionieri Addameer,  il primo novembre 2013 nelle carceri israeliane erano presenti 4996 prigionieri politici palestinesi. Di questi, 145 erano in detenzione amministrativa, e 159 erano minorenni (di cui 15 sotto i 16 anni). Le prigioniere donne erano 14. Inoltre,  494 prigionieri stanno scontando una pena di carcere a vita,  mentre 446 una pena oltre i vent’anni. (http://www.addameer.org/etemplate.php?id=652).

prigioniere palestinesi

Di seguito alcuni aggiornamenti pubblicati nelle ultime settimane dalla Rete di solidarietà ai prigionieri palestinesi Samidoun e dall’agenzia Palestine News Network.

 

         Report: Israele pratica la tortura contro le prigioniere palestinesi

In un documento del 25 novembre, pubblicato in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il Palestinian Prisoners Center for Studies ha affermato che le autorità israeliane praticano ogni forma di violenza e tortura contro le prigioniere rinchiuse nelle carceri dell’occupazione. Continue reading

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Un’incursione del 2006 le cui ferite ancora bruciano

fonte: volontari ISM a Gaza

Jabal al-Kashef è un villaggio a est di Jabalia, nel nord della striscia di Gaza.
La barriera di separazione si vede in lontananza, al di la di alcuni campi coltivati con alberi di limoni arance e olive giovani e bassi. Gli alberi da frutto sono giovani e bassi perché dal 2006 sono stati sradicati tre volte, e tre volte sono stati ripiantati.
“Mia figlia ha passato due settimane sotto shock senza parlare. Per una settimana non riconosceva nemmeno i familiari e non si ricordava il suo nome. Aveva dieci anni durante l’incursione del 2006, quando, per 17 giorni, 21 soldati hanno invaso la nostra casa. Sono entrati sbattendo forte sulla porta ed urlando, hanno preso mio marito e lo hanno portato fuori, e poi sono entrati in casa nostra. Lo hanno spogliato e interrogato, domandandogli della resistenza: per ore non abbiamo avuto modo di comunicare con lui, non sapevamo come stesse ne’ cosa gli stessero facendo; e nemmeno lui sapeva cosa ne fosse stato di noi. Durante i 17 giorni in cui le forze di occupazione avevano invaso la nostra casa noi siamo rimasti rinchiusi nel sottoscala, eravamo le mie figlie di 10 e 13 anni, i miei figli di 11 e 12 anni, mio marito, mia suocera ed io. Continue reading

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Proteste a Gaza contro il Prawer Plan per la giornata internazionale della rabbia: foto

 3 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Gaza Team | Gaza, Palestina Occupata

Foto: un attivista della Intifada Youth Coalition sventola la bandiera dell’organizzazione da un camion (Foto di Joe Catron) Sabato 30 novembre, decine di palestinesi si sono riuniti nella piazza di Gaza City (al-Saha), per prendere parte alla Giornata della Rabbia contro il Piano Prawer-Begin, svoltasi in Palestina e in altre parti del mondo. Continue reading

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Manifestazione in mare dei pescatori di Gaza

fonte: volontari ISM a Gaza
Oggi (2 dicembre) i pescatori di Gaza sono usciti in manifestazione per evidenziare i continui soprusi dei sionisti nei loro confronti ed il silenzio della comunità internazionale. L’area a cui possono accedere è stata ristretta sia a nord che a sud, vengono spesso attaccati dalle navi da guerra israeliane anche all’interno delle 6 miglia nautiche dove, secondo gli accordi del cessate il fuoco, dovrebbero avere libero accesso: nell’ultimo anno 59 pescatori sono stati sequestrati da Israele, 14 sono stati feriti da proiettili, 14 barche sono state distrutte. Inoltre, la mancanza di carburante fa si che il suo prezzo sia più che raddoppiato, il che impedisce a molti di uscire in barca. Lo scopo della manifestazione è stato quello di attirare l’attenzione su questa drammatica situazione, sono state raggiunte le 4.5 miglia nautiche e poi si è tornati indietro. Continue reading
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Manifestazione contro il Prawer Plan attaccata dalle forze di occupazione vicino a Ramallah

2 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Ramallah Team | Palestina Occupata

Sabato 30 novembre, oltre 100 palestinesi e attivisti internazionali hanno preso parte ad una manifestazione non violenta per protestare contro il Prawer Plan. La manifestazione è iniziata vicino all’edificio della municipalità di al-Bireh vicino a Ramallah e si è spostata verso l’insediamento di Bet El. I coloni hanno accolto i manifestanti con pietre e proiettili veri; in seguito è arrivata sul posto la polizia di frontiera israeliana che ha impiegato tattiche violente per disperdere la manifestazione, arrestando pure tre palestinesi.

Verso le 2 del pomeriggio,i manifestanti si sono riuniti davanti all’edificio della municipalità per protestare contro il Prawer Plan (il piano del governo israeliano che prevede lo sfollamento di oltre 70.000 membri della popolazione beduina che vive nel Negev), prima di spostarsi con un bus nei pressi dell’insediamento di Bet El. Continue reading

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Al-Khalil occupata: violenza quotidiana contro i palestinesi

2 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team |
Hebron, Palestina Occupata

Regolarmente, le forze israeliane si comportano in modo irrazionale e
brutale nell’area H2 di Khalil (Hebron), sotto controllo militare
israeliano.

image

Foto: soldati israeliani portano un palestinese alla base militare di
Tel Rumeida (Foto ISM)

Un esempio di questo tipo di trattamento riservato ai palestinesi si è
verificato sabato 30 novembre, quando sette soldati israeliani hanno
reagito a dei giovani palestinesi che tiravano delle pietre in direzione
di un insediamento illegale lanciando delle bombe sonore attraverso il
souk (mercato).

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