6 Dicembre 2013 | International Solidarity Movement, Khalil Team | Hebron, Palestina Occupata
Questo pomeriggio a Hebron, forse tre coloni illegali, in piedi sullo stesso tetto con diversi soldati israeliani, hanno lanciato pietre contro case palestinesi e automobili nella città vecchia. Questo atto di aggressione ha fatto scoppiare scontri tra giovani palestinesi e le forze israeliane, che si sono messi a sparare numerosi lacrimogeni, granate assordanti, proiettili di acciaio ricoperti di gomma e munizioni letali. Uno dei giovani, di 19 anni, è rimasto gravemente ferito dopo essere stato colpito con proiettili letali nello stomaco.

un finestrino rotto, risultato del lancio di pietre dei coloni illegali
I coloni hanno lanciato pietre contro le case palestinesi e gli autoveicoli in quello che è conosciuto come Piccolo Shallalà Street da un tetto nella colonia illegale di Beit Hadassah, danneggiando una serie di vetture. Questo è continuato per almeno dieci minuti senza intervento dei soldati israeliani di guardia.
Dopo un gruppo di cinque soldati israeliani è entrato nel souk ( mercato ). Giovani palestinesi si sono riuniti e hanno cominciato a lanciare pietre. Il gruppo di soldati è tornato alla base militare Beit Romano e poco dopo altri quindici soldati sono arrivati e hanno cominciato a sparare gas lacrimogeni e granate stordenti. Continue reading
Il motivo del contendere era se si sarebbe rotto l’assedio oppure no. E’ stata una negoziazione dalla quale i pescatori sono usciti vittoriosi. L’assedio illegale ed inumano sarebbe stato evidenziato ma non rotto. Il rischio che sarebbero stati attaccati e le loro barche confiscate era imminente.
Foto: un’operazione in stile militare: la polizia spara gas lacrimogeni contro i manifestanti durante una manifestazione contro il piano Prawer-Begin, vicino alla cittadina di Hura, Israele. (30 Novembre 2013).
Foto: il momento dello sparo contro Tamimi. Nella portiera aperta della jeep si può notare la punta del lanciarazzi da 40mm. Si può osservare che il candelotto, dopo aver colpito Hamimi, rimbalza indietro contro lo specchietto di sinistra. A sinistra, con la maglietta bianca, Mustafa a-Tamimi.(Foto di Haim Scwarczenberg.) 

Foto: un attivista della Intifada Youth Coalition sventola la bandiera dell’organizzazione da un camion (Foto di Joe Catron) Sabato 30 novembre, decine di palestinesi si sono riuniti nella piazza di Gaza City (al-Saha), per prendere parte alla Giornata della Rabbia contro il Piano Prawer-Begin, svoltasi in Palestina e in altre parti del mondo.
L’area a cui possono accedere è stata ristretta sia a nord che a sud, vengono spesso attaccati dalle navi da guerra israeliane anche all’interno delle 6 miglia nautiche dove, secondo gli accordi del cessate il fuoco, dovrebbero avere libero accesso: nell’ultimo anno 59 pescatori sono stati sequestrati da Israele, 14 sono stati feriti da proiettili, 14 barche sono state distrutte. Inoltre, la mancanza di carburante fa si che il suo prezzo sia più che raddoppiato, il che impedisce a molti di uscire in barca. Lo scopo della manifestazione è stato quello di attirare l’attenzione su questa drammatica situazione, sono state raggiunte le 4.5 miglia nautiche e poi si è tornati indietro.
I coloni hanno accolto i manifestanti con pietre e proiettili veri; in seguito è arrivata sul posto la polizia di frontiera israeliana che ha impiegato tattiche violente per disperdere la manifestazione, arrestando pure tre palestinesi.