Attivisti britannici provenienti dalla Palestina detenuti in aeroporti del Regno Unito a causa della legislazione anti-terrorismo

Fonte: http://palsolidarity.org

 Due pacifisti britannici sono stati arrestati nelle settimane passate dopo il loro  arrivo a casa dalla Cisgiordania. Sono stati arrestati e interrogati, per essere collegati all’International Solidarity Movement.

“Siamo preoccupati che la polizia britannica protetta dalla legislazione antiterrorismo cominci a prendersela con i pacifisti  filo-palestinesi. Siamo un gruppo trasparente, che cerca di sostenere i principi del diritto internazionale, e anche all’interno di Israele l’International Solidarity Movement non è considerato illegale. Invitiamo la polizia britannica a fare tutte le domande che desiderino fare direttamente, senza dover arrestare gli attivisti in aeroporto ” Continue reading

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L’apartheid israeliana a Hebron

fonte: Palestina rossa

Shuhada Street, nella città di Hebron in Cisgiordania, è emblema della realtà di Apartheid che i palestinesi sono costretti a vivere nei ‘Territori Occupati’. Ed è solo un esempio del vivere segregati a Hebron, ora divisa nela zona H1 e la zona H2, quest’ultima sotto controllo israeliano. La strada rappresenta un passaggio fondamentale da nord a sud, attraversa i principali mercati, la Città Vecchia, la Tomba dei Patriarchi e i famigerati insediamenti israeliani – l’unico problema è che resta chiusa ai visitatori e ai suoi abitanti palestinesi.

Nel 1994, a seguito della strage compiuta dal colono Baruch Goldstein – nella quale ha ucciso 29 musulmani e ne ha feriti 125 mentre pregavano nella la moschea di Ibrahim (Tomba dei Patriarchi) – lo Stato di Israele di tutta risposta ha limitato il movimento ai palestinesi in questa strada adducendo il pretesto della sicurezza e delle preoccupazioni per i propri coloni israeliani. Goldstein successivamente fu persino onorato con un monumento nella città di Kiryat Arba, vicino alla Città Vecchia di Hebron. Continue reading

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Due residenti di Burin arrestati durante la notte: scontri ancora in corso

fonte: http://palsolidarity.org

UPDATE: Baha Adnan il ragazzo di14 anni di Imran che è stato arrestato ieri mentre tornava a casa da scuola, è ora accusato di aver lanciato di pietre e di portare con sé un tirapugni. Sarà convocato ad apparire domani davanti alla corte militare di Salem presso Jenin. 

25 Febbraio 2013  International Solidarity Movement, Burin, Occupied Palestine

Mahmoud Nasser Asaus (17) e Magdi Loai Najjar (24) sono stati arrestati la scorsa notte dalle forze israeliane nel villaggio di Burin e sono ancora detenuti presso l’ Interrogation Centre di Kishon a Haifa. Gli abitanti di Burin ritengono che questo sia l’inizio di un’ondata di arresti a seguito della protesta di Al-Manatir  che ha avuto luogo in Burin all’inizio di febbraio.

Diverse jeep sono entrate a Burin verso 2:30 per compiere un’incursione nelle case di Mahmoud e Magdi, portandoli, ammanettati e bendati, alla base Huwwara militare. Alle 7:00 di questa mattina sono stati trasferiti all’Interrogation Centre di Kishon, dove sono tuttora detenuti. Continue reading

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Un passo nella direzione giusta

third1-150x15028 febbraio 2013 | Palestine Solidarity Campaign e International Solidarity Movement

L’Unione europea sostiene attivamente l’apartheid di Israele con i suoi accordi commerciali attuali. Quando è troppo è troppo, manteniamo alta la pressione, il 2013 è il tempo per la giustizia in Palestina.
Sempre più di noi diventano consapevoli della negazione sistematica dei diritti umani dei palestinesi da parte dell’occupazione israeliana militare, è il momento di fare in modo che i nostri rappresentanti eletti siano a conoscenza della necessità di una pressione crescente e inarrestabile per la pace e la giustizia. Continue reading

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Scontri in tutta la West Bank

fonte: un volontario in West bank
Dalla morte di Arafat Jaradath l’aria qui in West Bank si è fatta molto pesante. Nel giorno del funerale (lunedì 25 febbraio), nei pressi del campo profughi di Aida, c’è stata una manifestazione abbastanza partecipata a cui hanno preso parte giovani dei 3 campi profughi di Betlemme: Aida, Deisha e Azza. Il corteo, partito da una delle vie principali di Betlemme si è diretto verso il checkpoint 300, dando a vita a un breve lancio di pietre contro il cancello e la torretta militare israeliana al confine con la tomba di Rachele (a cui è permesso entrare solo agli israleiani). Finita la manifestazione i giovani si sono un pò dispersi, molti sono tornati dentro Aida, continuando saltuariamente il lancio di pietre a distanza, con le fionde, quasi fosse un allenamento. Uno di questi ragazzi, però, che stava appoggiato ad un muro a parlare con degli amici, ad un certo punto si è accasciato iniziando a sanguinare dal petto. Non si è sentito neanche il rumore di uno sparo, ma il ragazzo è stato colpito con live bullet e il colpo non presentava foro di uscita. Continue reading
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Medici israeliani conniventi e torturatori

dal blog di Miryam Marino della rete ECO  (ebrei contro l’occupazione)

Traduzione del testo di Derek Summerfield che ha organizzato la campagna internazionale contro la collusione con la tortura dei medici e dell’ Associazione medici israeliani: “le autorità palestinesi stanno chiedendo un’ indagine sulla morte del prigioniero palestinese Arafat Jaradat di 30 anni, che è morto mentre era sotto interrogatorio il weekend scorso, 5 giorni dopo essere stato arrestato con il sospetto di aver tirato delle pietre l’ anno scorso. Le autorità israeliane hanno detto su vari giornali londinesi che è morto per ” un improvviso attacco cardiaco” mentre era interrogato, aggiungendo che due giorni prima era stato visitato dai medici ( cioè medici che lavorano all’ interno dei centri per gli interrogatori) che lo avevano trovato in buone condizioni di salute.. Continue reading

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Violenti scontri a Hebron dopo la morte di Jaradat

http://palsolidarity.org  by Team Khalil

I palestinesi che protestavano per la morte di Arafat Jaradat nell’ultima notte mentre era tenuto dagli  israeliani in detenzione amministrativa si sono scontrati oggi in tutta Hebron con le forze di occupazione. Gli ufficiali israeliani sostengono che Jaradat è morto in un centro di interrogatorio per un attacco cardiaco, nonostante non avesse problemi di cuore prima della sua detenzione. In una hebron7 recente comparizione in tribunale, Jaradat ha detto al suo avvocato, che “ha avuto gravi dolori alla schiena e in altre parti del suo corpo, perché era stato picchiato e tenuto appeso per molte ore, mentre era sotto interrogatorio”. Continue reading

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RIP Arafat Jaradat: ultima vittima delle carceri israeliane

fonte: http://palsolidarity.org

Arafat Jaradat, è stato ucciso oggi nelle carceri dell’Occupazione.

Arafat nacque il 14/1/1983, aveva solo 30 anni.

Viveva nel villaggio di Sa’eer, vicino Hebron. Era sposato e aveva due bambini, di tre e due anni. La moglie Dalal è incinta e aspetta il suo terzo bambino.

Arafat frequentava il primo anno dell’Università ad Al Quds. E’ stato arrestato il 18/02/2013 e interrogato nel centro di detenzione Jalameh, in seguito è stato trasferito nella prigione di Megiddo. Prima del suo arresto non aveva alcun problema di salute, aveva solamente un leggero dolore alla schiena, come riferito dall’avvocato del Addameer (Palestinian Human Rights Group).

Più di 202 detenuti sono morti o sono stati uccisi nelle carceri israeliane dal 1967 ad oggi; dozzine di prigionieri sono deceduti dopo il loro rilascio a seguito di malattie contratte in prigione o per complicazioni dovute alle torture subite in carcere.

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Nuovi scontri ad Hebron dopo la manifestazione pacifica in solidarietà ai prigionieri politici palestinesi

fonte: http://palsolidarity.org

Duemila persone hanno partecipato alla manifestazione pacifica di oggi ad Hebron, in sostegno ai prigionieri palestinesi che stanno portando avanti uno sciopero della fame. La manifestazione ha ricevuto l’appoggio di tutti i partiti politici palestinesi. Poco dopo la fine della manifestazione sono scoppiati alcuni scontri presso il centro di Hebron/Al Kalhil. Gli scontri hanno avuto inizio presso il checkpoint 56, simbolo della politica dell’ apartheid della città e presso l’inizio della via Shuada che era una delle strada importante per i negozianti e i residenti palestinesi. Circa 500 negozi sono stati obbligati a chiudere a causa della colonia illegale vicina. Continue reading

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Teach-in(1) della Thirsting for Justice Campaign a sostegno del diritto dei palestinesi all’acqua – Giornata Mondiale dell’acqua 22 Marzo 2013

fonte: http://palsolidarity.org

Sostieni la lotta dei palestinesi rivendicando il diritto di questo popolo all’acqua. Organizza un forum per sensibilizzare l’attenzione del pubblico , e agisci per sostenere questo diritto fondamentale.

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La Thirsting for Justice Campaign si appella ai suoi sostenitori in tutto il mondo per celebrare la Giornata Mondiale dell’Acqua 2013 (il 22 Marzo) con una serie di teach-In per sensibilizzare il mondo sulle difficoltà quotidiane che incontrano i palestinesi nell’ accedere all’acqua sotto l’occupazione israeliana. I teach-In serviranno a promuovere il dibattito e le azioni in sostegno al diritto dei palestinesi all’acqua.

Allo stesso tempo centinaia di palestinesi e attivisti internazionali prenderanno parte a una “ passeggiata per il diritto all’acqua” nella Valle del Giordano, un’iniziativa promossa dalla Thirsting for Campaign e dal Jenin Freedom Theater. Continue reading

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