Contadini Palestinesi a Gaza, nella “buffer zone”, nella giornata del BDS.

fonte: Hanan Abu Nasser

La “buffer zone” è quella porzione di terra nei pressi del confine che Israele ha di fatto sequestrato sparando a chiunque si avvicini, e che secondo l’ONU riguarda terreni fertili dal confine fino a un chilometro e mezzo nell’entroterra palestinese, cioè il 35% del totale dei terreni Palestinian farmers joined #BDS day of action in #Gaza's "buffer zone" todaycoltivabili.
Tutti gli aspetti della vita dei Palestinesi sono sotto assedio, compreso quello economico; potrebbero infatti condurre attività commerciali regolari anche di esportazione, tra le tante, se l’assedio israeliano, che impone un’illegale blocco via terra e mare, non impedisse tali attività.C’è da ricordare che il blocco navale israeliano su Gaza ha leso le condizioni di lavoro di 35mila pescatori e, a causa delle restrizioni imposte da Israele sulle frontiere terrestri, i contadini di Gaza hanno perso circa 75mila tonnellate di produzione annua. Continue reading

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17enne arrestato a Tel rumeida, hebron

fonte:palsolidarity.org    by Team Khalil

Un giovane di 17 anni è stato arrestato e altri 2, tra cui un ragazzo di 13 anni, sono stati fermati al checkpoint  56 a Tel Rumeida, Hebron.

Verso le 8 di sera del 7 febbraio  soldati delle forze di occupazione arrest1-400x300israeliane hanno arrestato tre uomini, accusati di tirare pietre al posto di blocco. Dopo un’ora Zehdeh Munir, di 17 anni, è stato arrestato e portato in una jeep dell’esercito alla stazione di polizia a Givat Havot, vicino Kiyrat Arba a Hebron.

Gli altri due palestinesi fermati, uno di 25 anni della famiglia Sharabati e l’altro di 13 anni della famiglia Atrash, sono stati rilasciati senza accuse dopo essere stati trattenuti per un’ora. Continue reading

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Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani a Gaza

fonte: palsolidarity.org

La conferenza stampa di oggi tenutasi per sostenere gli agricoltori e i pescatori israeliani nel porto di Gaza City ha dato inizio a una serie di iniziative che condurranno alla Giornata d’azione globale per il boicottaggio dei prodotti agricoli israeliani Sabato 9 Febbraio. I relatori provenivano dal Comitato Nazionale per il boicottaggio, il movimento studentesco per il boicottaggio di Gaza, il comitato dell’unione agricola, la PNGO (Rete di ONG Palestinesi) e l’Azione Internazionale per la MG_1426-150x150Palestina.

Sabato 9 di Febbraio, migliaia di persone da tutto il mondo parteciperanno all’azione globale per richiedere il boicottaggio dei prodotti israeliani. Nella Striscia di Gaza, gli agricoltori e gli attivisti pianteranno degli olivi ad est del distretto di Zeytoun, vicino la cosiddetta “zona-cuscinetto”, una zona unilateralmente definita off-limits vicino alla recinzione di frontiera. Qualche anno fa, questa zona era ricoperta da olivi che sono stati estirpati dai bulldozer israeliani.

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La decisione della Corte Suprema che segnerà le sorti del villaggio palestinese di Susiya

fonte: http://palsolidarity.org

Il 31 di Gennaio i giudici della Corte Suprema si riuniranno per considerare due petizioni che interessano il futuro del villaggio palestinese di Susiya. Si discuterà della petizione presentata dall’organizzazione Regavim che chiede di accelerare la demolizione di gran parte del villaggio. L’altra petizione invece cerca di impedire che la terra rimasta divenga off-limits ai residenti. Continue reading

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Mufaqarah R-Exist: proteggere il futuro di Sussya

fonte: giovani contro gli insediamenti-sez.Italia
Giovedi scorso siamo andati alla Corte Suprema per proteggere il futuro di Susya (Comunicato stampa, ndr), dalle demolizioni e dalla violenza. Leggete l’esito del dibattito giuridico. Grazie a tutti coloro che hanno diffuso la richiesta di aiuto (migliaia di lettere sono state inviate al presidente Shimon Peres per chiedere il suo aiuto) e a chi è venuto in tribunale!sussyaLa Corte Suprema ha pubblicato la sua decisione provvisoria oggi sul futuro del villaggio palestinese di Susya [31 Gennaio, 2013]:

Per quanto riguarda la petizione dell’organizzazione di estrema destra Regavim che chiedeva la demolizione del villaggio, il giudice ha deciso – in accordo con gli avvocati Avital Sharon e Quamar Mishirky-Asad del RHR, che rappresentano il paese – di concedere una proroga di 90 giorni, per consentire per la preparazione di un piano per l’area meridionale del paese. Lo Stato non ha mai fornito un progetto adatto per il villaggio Palestinese di Susya – come dovrebbe fare – e il sistema di pianificazione che determina il destino dei Palestinesi in Area C è un sistema militare che non rappresenta i residenti (è come se la polizia Palestinese dovesse pianificare città israeliane senza coinvolgere gli israeliani nel processo). Concedere la possibilità di presentare piani da parti civili in dialogo con gli abitanti del villaggio è il minimo che ci si può aspettare in termini di giustizia e di equità. Continue reading

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Annuncuando la quarta campagna annuale “Open Shuada Street”

fonte: palsolidarity.org e YAS
Siamo molto lieti di annunciare la quarta campagna annuale Open Shuhada St. che va dal 22 al 25 febbraio 2013.open-shuhada-street-2012-600x399
La campagna Open Shuhada St. (OSC) è un’iniziativa palestinese, al fine di organizzare una giornata internazionale di solidarietà con i residenti palestinesi di Hebron. È stata avviata nel 2010 a Hebron e manifestazioni internazionali hanno avuto luogo in numerose città di tutto il mondo. Nel 2012 più di 35 diverse attività sono state organizzate
Lo Stato di Israele ha imposto ai residenti palestinesi della città un regime di sgomberi forzati, coprifuoco, chiusure dei mercati, chiusure stradali, posti di blocco militari, soggezione alla legge militare, tra cui frequenti ricerche casuali e detenzioni senza motivo, e la mancanza di protezione dalla dilagante violenza dei coloni , ha spinto circa 15.000 civili palestinesi a fuggire dalle loro case nella città di Hebron centro, trasformandola in una città fantasma. Continue reading
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Training a Padova: 2-3 Marzo

La Rete italiana ISM organizza un training di formazione a Padova nei giorni 2 e 3 Marzo. Il training è aperto a chiunque sia interessato ad andare in Palestina con ISM.

Durante il training verrà spiegato cos’è e come funziona l’ISM, saranno raccontate le esperienze di chi è stato giù, verranno spiegati elementi di cultura palestinese, sarà introdotto e praticato il metodo del consenso, verranno date informazioni legali, consigli pratici e si cercherà di chiarire ogni dubbio. Si alterneranno parti in cui verranno fornite informazioni e parti di discussione a momenti in cui i partecipanti si metteranno in gioco attivamente con attività pratiche. Sarà un’occasione per capire se l’International Solidarity Movement è il modo che fa per voi per supportare la lotta di liberazione del popolo palestinese. Per dare la possibilità a tutt* di esprimersi ed essere attivamente partecipi alle attività, il numero massimo di partecipanti è fissato a 15.

Il training inizierà la mattina di sabato e terminerà nel tardo pomeriggio di domenica.

Il costo del training è di 15 euro. La quota d’iscrizione è comprensiva dei pasti, del materiale fornito durante il training, di parte dei trasporti dei formatori (qualora arrivassero da un’altra città) ed il restante verrà utilizzato dalla Rete Italiana ISM per le sue iniziative in Italia ed a sostegno degli attivisti presenti in Palestina. Il pranzo di sabato sarà condiviso (ciascun* porta qualcosa). Si dormirà tutti assieme nello stesso luogo dove ci sarà il training, quindi è necessario sacco a pelo e stuoino. Continue reading

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I Palestinesi realizzano un nuovo villaggio di tende e ripari a Burin

Comunicato dei comitati popolari di lotta

Centinaia di abitanti di Burin, in collaborazione con attivisti palestinesi di tutta la Palestina, hanno stabilito un nuovo quartiere di fortuna, fatto di capanne e tende nel villaggio di oggi, sulle terre minacciate di confisca da parte dell’insediamento per soli ebrei di Har Brakha.al-Manatir.preview

Il nuovo quartiere si chiama Al-Manatir, dal nome delle capanne di pietra tradizionali che i Palestinesi costruiscono nel loro terreni agricoli, utilizzati come ripari per il controllo dei campi.

Negli ultimi anni, il villaggio di Burin ha sofferto di frequenti attacchi dei coloni, che scendono sia da Har Brakha che dall’insediamento Yitzhar. Gli attivisti sottolineano che il loro obiettivo principale è quello di sostenere la presenza sul territorio, come  mezzo di protezione dalla confisca e per stabilire i diritti dei residenti di Burin a restare nella loro terra. Continue reading

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Non lasciate che i coloni ci buttino fuori dalle nostre case di Sheikh Jarrah

fonte: palsolidarity.org

Aggiornamento del 29 Gennaio: La famiglia Shamane è ancora a rischio sfratto. Alla famiglia è stato data una proroga di due mesi proprio all’ultimo minuto (il 31 di Dicembre 2012) quando la Corte distrettuale di Gerusalemme ha deciso di rinviare lo sfratto al 1 Marzo 2013. Ci sarà un sit in di protesta ogni settimana. Il primo si terrà il primo di Febbraio. Gli organizzatori chiedono agli attivisti di partecipare.

28 Dicembre 2012 | Mondoweiss, Palestina Occupata

A chi di competenza,

Mi chiamo Ayoub Shamasneh e vivo ad Um Haroun presso Sheikh Jarrah. Mia moglie ed io viviamo qui con nostro figlio, Mohammed, sua moglie Amaal e i suoi sei bambini che vanno dagli undici ai 22 anni di età. Viviamo in questa casa dal 1964,ed è qui che abbiamo cresciuto i nostri bambini.A youb shamasneh-family-1-400x265 Nel 2009, dopo anni in cui abbiamo vissuto in questa casa l’Ufficio del Custode per le Proprietà ci informa che il nostro contratto d’affitto non sarà rinnovato. Ci hanno quindi denunciato in modo tale da ottenere la proprietà della nostra casa dato che alcune persone dichiarano essere discendenti di alcuni ebrei che abitavano in questa prima del 1948. Il nostro caso è stato esaminato da una corte israeliana in due diverse udienze e sebbene abbiamo presentato delle prove che dimostrano  che la nostra famiglia risiede in questa casa dal 1964, i giudici hanno deciso di escluderle. Essi perciò dichiarano che non siamo idonei ad ottenere lo status di locatari protetti. Continue reading

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Gli ultimi attacchi hanno provocato feriti e 17 aborti spontanei ad Urif, Cisgiordania

fonte: http://palsolidarity.org

L’esercito israeliano e i residenti delle colonie illegali nei due mesi scorsi hanno quotidianamente, invaso e attaccato il villaggio di Urif in Cisgiordania. Un medico locale ha nel solo mese di Dicembre riportato 17 aborti spontanei, numerosi feriti, casi di privazione del sonno, causati da questi episodi di violenza. Gli attacchi vengono lanciati sia di notte che di giorno. Il Gas lacrimogeno, i proiettili d’acciaio ricoperti di gomma e pallottole vere sono le armi utilizzate dall’esercito israeliano . Il villaggio è stato vittima di numerosi episodi di violenza ma dal mese di dicembre si è registrato un netto aumento. Continue reading

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