Resistere al furto di terra: regala un albero

 fonte: palsolidarity.org

Per più di un decennio, l’International Solidarity Movement (ISM) ha sostenuto i palestinesi durante la raccolta delle olive, un compito che continua ad essere difficile.

Abbiamo regolarmente sostenuto gli agricoltori accompagnandoli nei campi a piantare olivi nelle zone ad alto rischio di attacchi dei coloni e di olivetree-395x400vessazioni dell’esercito. Come parte del nostro continuo sostegno alla lotta popolare, abbiamo intenzione di piantare ulivi nei villaggi intorno a Nablus, a partire da adesso. Per questo, abbiamo bisogno del vostro sostegno.

Centinaia di migliaia di ulivi sono situati nei pressi di insediamenti israeliani illegali, di modo che tanto gli alberi quanto i contadini sono obiettivo sicuro per la violenza dei coloni. In media, circa 10.000 alberi vengono distrutti ogni anno. Prima che iniziasse la raccolta delle olive nel 2012, gli agricoltori hanno dovuto affrontare gli effetti devastanti degli incendi dolosi. Secondo le Nazioni Unite, oltre 870 alberi sono stati soggetti ad atti di vandalismo nella prima settimana di raccolto in ottobre. Continue reading

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La persecuzione ai danni della famiglia Nasser a Madama continua

fonte: http://palsolidarity.org

Un mese dopo un periodo di pace, Mamun Nasser, vittima di un episodio di violenza gravissimo, è ancora detenuto in una prigione israeliana. L’arresto di un altro membro della famiglia Nasser mostra come l’esercito israeliano continui ad opprimere i residenti di Madama .

Il 18 di Dicembre, Jacob la ormai nota guardia responsabile di proteggere la colonia illegale di Yizhar, ha attaccato Manun Nasser mentre stava pascolando il suo gregge in una collina al di fuori della colonia. Mamun è stato ammanettato e picchiato di fronte alla sua famiglia che cercava disperatamente di intervenire. Continue reading

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La colonia più violenta in Cisgiordania invade Asira al Qibliya

fonte: http://palsolidarity.org

Secondo le statistiche dell’OCHA, Yizhar è la colonia più violenta in tutta la Cisgiordania. Sono stati infatti riportati ben 70 episodi di violenza solamente nel 2011. In media dunque si registra un’aggressione a settimana perpetrata dai coloni di Yizhar ai danni dei sei villaggi vicini.

Quattro mesi fa, i coloni di Yizhar hanno costruito un avamposto militare in una collina del villaggio di Urif.

Questa settimana le autorità israeliane hanno distribuito delle mappe nel villaggio di Urif dalle quali si evince l’ assegnazione di due dunum di territorio alla colonia di Yizhar. Di fatto la colonia ha però occupato l’intera collina. Continue reading

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Attacchi continui portano ad aborti in Urif WB

fonte: palsolidarity.org 29 gennaio 2013 | International Solidarity Movement, Nablus, Palestina occupata

L’esercito israeliano e i coloni illegali hanno, quasi ogni giorno negli ultimi due mesi, invaso e attaccato il villaggio di Urif in Cisgiordania. Un medico locale riferisce che queste azioni hanno causato17 aborti solo nel mese di dicembre, numerosi feriti, privazione del sonno e grave conseguenza per la vita normale. Gli attacchi si verificano giorno e notte. Gas lacrimogeni, proiettili ricoperti di gomma ma d’acciaio e munizioni vere sono abitualmente utilizzati dall’esercito. Il villaggio è stato obiettivo di attacchi regolari per molti anni, ma dai primi di dicembre 2012 si è registrato un aumento significativo. Continue reading

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Le forze israeliane demoliscono due villaggi e danneggiano una strada cruciale nelle colline a sud di Hebron

fonte: http://palsolidarity.org

Il 21 di Gennaio l’esercito israeliano ha demolito un edificio nel villaggio di Ar Rifa’iyya e una cisterna d’acqua nel villaggio di Hawara. L’esercito ha inoltre danneggiato l’unica strada che collega il villaggio di At Tuwani e i villaggi attorno la citta di Yatta nelle colline a sud di Hebron. I trevillaggi si trovanonell’Aria C. Continue reading

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La situazione a Khan al-Luban continua a deteriorarsi

fonte: http://palsolidarity.org

Regavin l’organizzazione dei coloni di estrema destra ha fatto causa a Khan al-Luban, portando la famiglia Darragmah e altre istituzioni e gruppi israeliani davanti la Corte Suprema Israeliana. Affermano che la casa dei Darragmah sorge su un sito d’interesse storico in terra israeliana.

L’organizzazione Regavim, sul proprio sito web , dichiara che l’ obiettivo che si prefigge è quello di portare avanti “ un programma sionista diretto ad influenzare il sistema di governo Israeliano “. L’immagine sopra è un fotogramma di un video promozionale che sostiene l’appartenenza di tutto il territorio palestinese ad Israele dichiarando pertanto l’irregolarità di tutti gli edifici palestinesi. Continue reading

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Giorno della Memoria: un contributo su antifascismo ed antisionismo

Siamo antifascisti ed antirazzisti. Ed è esattamente per questo che siamo antisionisti.

 Il razzismo, da sempre arma delle classi dominanti per creare divisioni e rotture negli strati sociali più bassi, ci ripugna. E ci ripugna quando viene applicato contro qualsiasi minoranza etnica, come ci ripugnano il sessismo e l’omofobia. Per questo ci ripugna anche il razzismo dei sionisti contro i palestinesi. Quello di ieri, e quello di oggi: è perchè siamo antirazzisti che non sopportiamo l’idea che esistano in Palestina due sistemi legislativi differenti, uno per palestinesi e l’altro per ebrei: questo è solo uno dei tanti fattori che rendono esplicita la dominazione sionista e le sue pratiche di apartheid verso il popolo palestinese. Ci schieriamo contro i rastrellamenti notturni, i bombardamenti indiscriminati, le punizioni collettive cui viene sottoposto il popolo palestinese: alla base di queste, e alla base del fatto che passino sotto silenzio, si trova proprio l’idea razzista che i palestinesi siano esseri umani ‘di serie B’. I sionisti, tra l’altro, non sono razzisti solo nei confronti dei palestinesi, ma anche nei confronti di gruppi ebraici africani, si osservino ad esempio le discriminazioni nei confronti degli ebrei etiopi o “Falasha”.

 Aborriamo l’idea dello ‘spazio vitale’, secondo cui i popoli hanno bisogno di ampi spazi in cui sia presente una sola ‘razza’ per espandersi e crescere, sia quando porta all’espansione della Germania nazista, sia quando porta alla pulizia etnica del popolo palestinese, trasformandosi nell’idea di ‘Grande Israele’. Hitler scriveva nel “Mein Kampf”: “Senza considerazione per le tradizioni e i pregiudizi, il nostro popolo deve trovare il coraggio di unire il proprio popolo e la sua forza per avanzare lungo la strada che porterà il nostro popolo dall’attuale ristretto spazio vitale verso il possesso di nuove terre e orizzonti, e così lo porterà a liberarsi dal pericolo di scomparire dal mondo o di servire gli altri come una nazione schiava”, mentre Ben Gurion, il padre di Israele, lasciò scritto: “Dobbiamo usare il terrore, l’assassinio, l’intimidazione, la confisca delle loro terre, per ripulire la Galilea dalla sua popolazione araba”. E ancora: “C’è bisogno di una reazione brutale. Se accusiamo una famiglia, dobbiamo straziarli senza pietà, donne e bambini inclusi. Durante l’operazione non c’è bisogno di distinguere fra colpevoli e innocenti”.

 Il nostro antirazzismo ci pone in aperta rottura con l’idea di ‘sangue e suolo’, che viene proposta sia dai nazisti che dai sionisti per definire un’appartenenza basata sulla stirpe e il sangue, eternamente legati alla terra che li ha generati. Il teorico nazista Haidn affermava: “Per noi il popolo non è la somma delle singole esistenze che vivono attualmente, cioè la popolazione momentanea, ma per noi il popolo è l’eterna corrente di sangue, che unisce generazione a generazione(…) ”; idee non troppo diverse da quelle espresse da Moses Hess, sionista degli inizi, quando scrisse, nel suo libro “Roma e Gerusalemme”, del 1862, “La razza ebraica è una razza originaria dell’ umanità che ha mantenuto la propria integrità, nonostante i continui cambiamenti delle condizioni climatiche; il tipo ebraico è rimasto immutato attraverso i secoli”.

 Siamo antisionisti perchè siamo antirazzisti.

Scriviamo questo nella giornata della memoria, sperando che il ricordo delle vittime di ieri sia da monito, perchè altre vittime non debbano esserci. Nè qui, né altrove.

Concludiamo con le parole tratte da una lettera scritta da alcuni intellettuali ebrei al New York Times il 4 dicembre 1948 (tra cui Albert Einstein ed Hannah Arendt), che mette in guardia dal Partito della Libertà di Begin. Questo partito, tramite alcune allenaze e scissioni, ha poi dato origine al Likud, il partito oggi di maggioranza in Israele, anch’esso fondato da Menachem Begin:

fra i fenomeni più preoccupanti dei nostri tempi emerge quello relativo alla fondazione, nel nuovo Stato di Israele, del Partito della Libertà (Tnuat Haherut), un partito politico che nell’organizzazione, nei metodi, nella filosofia politica e nell’azione sociale appare strettamente affine ai partiti Nazista e Fascista. E’ stato fondato fuori dall’assemblea e come evoluzione del precedente Irgun Zvai Leumi, una organizzazione terroristica, sciovinista, di destra della Palestina. I sottoscritti infine usano questi mezzi per presentare pubblicamente alcuni fatti salienti che riguardano Begin e il suo partito, e per sollecitare tutti gli sforzi possibili per non sostenere quest’ultima manifestazione di fascismo.

 [Nota: qui un file audio su Sionismo: attivisti ISM raccontano cosa è l’ideologia sionista]

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Wasim Dahmash: non è possibile risarcire il dolore.

di Francesca Gnetti, su Nena newsNEWS_94155

Roma, 26 gennaio 2012, Nena News – Trascorsi due mesi dall’ultima offensiva israeliana sulla Striscia di Gaza, che ha fatto 170 vittime tra i palestinesi, e dall’approvazione della risoluzione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite per rendere la Palestina uno Stato osservatore non-membro dell’Onu, lo stallo nella questione israelo-palestinese sembra assumere sempre più i contorni di una cancrena. E le elezioni israeliane del 22 gennaio, che probabilmente sposteranno il paese ancora più a destra, contribuiranno a far sfumare ulteriormente le possibilità di un accordo di pace. Uno dei principali punti di contrasto continua a essere, ormai da decenni, la questione del rientro dei profughi palestinesi, cacciati dalle loro case sin dal 1948. Continue reading

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Appello dopo le demolizioni in Jordan Valley

fonte: palsolidarity.org  Jordan Valley Solidarity

Aggiornamento del 24 gennaio: L’esercito ha demolito una tenda di emergenza e due ripari per animali questa mattina a Al Maleh annunciando che ogni nuova struttura [anche d’emergenza]  sarà nuovamente demolita. Attenzione: ore 10 – segnalazione di bulldozer sulla strada per Jiftlik (Jordan Valley). Questo Venerdì si prevedono demolizioni a Fasay’il al Wusta (Jordan Valley).

tende distrutte

tende distrutte

20 Gennaio 2013 | Jordan Valley Solidarity

Il 17 gennaio l’esercito israeliano ha distrutto 55 case e rifugi per animali in Al Maleh, nel nord della Valle del Giordano. Dal 19 gennaio l’intero villaggio è stato dichiarato zona militare chiusa e la strada per il villaggio è stata chiusa. Continue reading

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Coltivare l’Ingiustizia: Interrompere i rapporti commerciali con le Aziende Agricole israeliane

fonte: http://palsolidarity.org (Palestinian agricultural organisations and the Palestinian BDS National)bds

Il comitato ci invita a dare il via ad una campagna mondiale giorno 9 Febbraio contro le imprese esportatrici di prodotti agricoli israeliane che continuano a violare il diritto internazionale e i diritti umani dei palestinesi.    

Dopo la campagna di successo contro la Agrexco, il principale esportatore di prodotti agricoli israeliani e in virtù del crescente consenso internazionale che sostiene l’impegno di portare avanti un boicottaggio delle aziende direttamente coinvolte nel sostegno economico delle colonie israeliane in Cisgiordania, invitiamo i movimenti sociali, organizzazioni non governative, sindacati e attivisti per i dritti umani di portare avanti un’azione efficace il 9 di Febbraio per sostenere gli agricoltori palestinesi nella difesa delle loro terre e delle loro risorse naturali. Continue reading

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