Il villaggio palestinese di Bab Alshams resiste

fonte: palsolidarity.org January 12th, 2013 | PSCC , Bab Alshams, Occupied Palestine

L’esercito israeliano e la polizia hanno messo sotto assedio l’appena fondato villaggio palestinese Bab Alshams fin da questa mattina presto, bloccando tutte le strade di accesso alla zona. L’area è stata dichiarata zona militare chiusa. Il villaggio è stato bab-al-shams3inaugurato ieri in territorio palestinese, a est di Gerusalemme, in una zona che Israele, chiamandola E1, ha designato per l’espansione degli insediamenti di Ma’ale Adumim.

Nonostante l’assedio, circa un centinaio di sostenitori provenienti da tutta la Palestina sono riusciti a raggiungere il villaggio, attraverso un trekking sui terreni rocciosi. Proprio oggi, Abdallah Abu Rahma del Comitato Popolare di Lotta ha detto: “Israele sta sfidando il diritto internazionale da decenni con la costruzione di insediamenti illegali sulla terra rubata e con la demolizione di case palestinesi. Noi siamo qui per dire che l’impunità di Israele deve finire. Abbiamo il diritto di costruire e vivere sulla nostra terra “. Continue reading

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I palestinesi realizzano un villaggio in area E1

fonte: palsolidarity.org | PSCC , Bab Alshams, Occupied Palestine

250 uomini e donne provenienti da tutta la Palestina hanno impiantato venerdì mattina un nuovo villaggio palestinese di nome “Bab Alshams” (Porta del Sole). Le tende sono state costruite in quello che Israele definisce zona E1 e i palestinesi hanno portato anche attrezzature per un soggiorno a lungo termine.Bab-AlShams1

Il gruppo ha rilasciato la seguente dichiarazione:

Noi, i figli e le figlie della Palestina da tutto il paese, annunciamo la creazione del villaggio Bab Al Shams (Porta del Sole). Noi, il popolo, senza il permesso degli occupanti, senza autorizzazione da parte di nessuno, sediamo qui oggi, perché questa è la nostra terra, ed è nostro diritto abitarla. Continue reading

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Palestinese ucciso a Gaza

L’esercito israeliano ha ucciso un palestinese oggi e ferito un altro, al confine ad est di Jabalia. 
Il giovane palestinese ucciso aveva 22 anni ed era uno studente universitario di legge, era all’ultimo anno. Il suo nome è Anwar Mohammed Almamlouk. E’ stato ucciso con un proiettile all’addome. 
E’ stato portato da un “toc toc” al Kamal Odwan hospital ma era ormai morto.
 
Il ragazzo ferito si chiama inviece Omar Ismail Wadi, ha 21 anni. E’ rimasto ferito da frammenti di esplosivo ad entrambe le gambe.
 
Anwar si trovava a circa 10 metri dalla barriera di separazione al confine, mentre Omar era a circa 30 metri. gaza ferito
Spesso di venerdì pomeriggio, giorno di festa, i palestinesi, civili e contadini, si recano nelle terre lungo il confine per passeggiare con le proprie famiglie. Molti giovani usano sostare seduti di fronte la barriera. Guardando alle loro terre occupate. Purtroppo l’esercito israeliano non si fa scrupoli ad aprire il fuoco contro civili. Oggi ne hanno ammazzato un altro.
 
Domani andrò in ospedale a parlare con i dottori e poi a visitare la famiglia del martire e quella del ferito
 
Rosa Schiano
Gaza 11 gennaio 2013
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Israele legalizza una colonia selvaggia

fonte: Assawra: mercredi 9 janvier 2013, par La Rédaction

Le autorità israeliane hanno tranquillamente approvato la legalizzazione di un nuovo avamposto in Cisgiordania, ha detto mercoledì la ONG anticolonizzazione Peace Now.
Peace Now ha denunciato in un comunicato che il centro di comando della regione militare, che copre la West Bank, nei giorni scorsi ha emesso un ordine riguardante i confini  della colonia selvaggia Rehelim in cui Nofei Nehemia, pur essendo situata a due miglia di distanza, si presenta come un “quartiere” di Rehelim,.arton2002
“Il governo ha formalmente approvato la legalizzazione di Rehelim nello scorso aprile così modificandola da insediamento illegale. Ora sembra che comprende Nofei Nehemia, in modo che alla fine il governo ha legalizzato Nofei Nehemia senza dirlo esplicitamente “, ha detto alla AFP Hagit Ofran, esperto sul tema della colonizzazione di Peace Now.
“E’ chiaro che questo non è accaduto per caso. Era più facile per il governo  fare le cose con calma e di nascosto, piuttosto che ammettere apertamente la legalizzazione di una nuova colonia”, ha detto. Continue reading

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Irruzione violenta di soldati al Campo Al Ayn

fonte palsolidarity.org

January 9th, 2013 | Al Ayn Refugee Camp, Occupied Palestine.

Centinaia di soldati israeliani a bordo di 27 jeep militari irrompono violentemente, perquisiscono e saccheggiano cinque case nel campo profughi di Al Ayn, Nablus. Hanno causato distruzione dappertutto nelle case coinvolte nel raid. Non sono stati effettuati arresti.Ransacking-in-Al-Ayn-1

Weam Reda Khaled, una donna la cui casa è stata saccheggiata, ha raccontato come quaranta soldati con i cani hanno rotto la porta di casa alle tre di questa mattina. Sono venuti in soggiorno e camera da letto, gridando e intimidendo lei e i suoi figli. La famiglia è stata costretta a rimanere sulla soglia, mentre i soldati perquisivano la casa e hanno rotto tutto quello che gli è passato per le mani. Uno dei suoi figli è stato bendato, ammanettato e interrogato per due ore sotto la scala. Nel frattempo, l’esercito ha distrutto mobili e apparecchi elettronici nella cucina, nel soggiorno e in camera da letto. Hanno buttato il televisore e alcuni mobili sul tetto, sotto la pioggia. Continue reading

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Le forze di occupazione arrestano un uomo a Hebron in zona H1

by Team Khalil    fonte: palsolidarity.org

Un uomo palestinese è stato arrestato a Tel Rumeida, Hebron. I soldati hanno invaso case senza permesso, picchiando indiscriminatamente uomini e bambini e costringendo gli abitanti nelle strade.Hebron-arrest-7-January-2013-400x300

Verso le 22 e 30 di lunedì 7 gennaio le forze di occupazione israeliane sono entrate nella zona H1 della città, controllata dai palestinesi, per la seconda volta in una settimana. I soldati sono entrati con la forza nelle case: in una casa  cinque soldati hanno sfondato a calci la porta e si sono fatti strada spingendo un giovane ragazzo. Sentendo i rumori Sabri Dwaik, di 29  anni, si è alzato dal letto ed è sceso al piano di sotto. I soldati hanno attaccato Sabri, inchiodandolo a terra e lo hanno colpito con il calcio del fucile in testa. Sabri è stato ammanettato e, ancora in pigiama, è stato trascinato sulla strada. I soldati poi hanno lanciato una bomba sonora  verso la porta d’ingresso per impedire a chiunque di seguirli. Continue reading

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Attacco di coloni a Qusra, due ragazzi ricoverati

International Solidarity Movement, Qusra, Occupied Palestine

Verso le 14:00 del 6 gennaio sette coloni hanno attaccato una fattoria alla periferia di Qusra. L’azienda appartiene ad Abu Nasser e a sua moglie Nedda, che sono entrambi sulla sessantina.

Nedda ha affrontato i coloni dopo averli visti nella loro proprietà che tagliavano alberi di ulivo, cercando di allontanarli mentre con voce ferma li minacciava con il suo bastone. Ma verso le 16 ritornano i coloni, ora sono dodici, accompagnati da circa 12 jeep e 60 soldati delle forze di occupazione israeliane.Nedda-400x300

Un piccolo gruppo di abitanti del villaggio viene e affrontano i coloni e i soldati per difendere la fattoria:  ne nasce uno scontro. Vengono sparati gas lacrimogeni a raffica sui terreni agricoli, mentre  coloni e la gioventù locale (shabab) si fronteggiano. Durante la schermaglia due shabab vengono colpiti a distanza ravvicinata da proiettili di gomma: uno allo stinco e l’altro nella parte superiore della coscia. Continue reading

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Soldati israeliani saccheggiano una casa a Hebron e arrestano uno studente

 6 gennaio 2013 | International Solidarity Movement, West Bank

Le forze di occupazione israeliane a Hebron hanno fatto irruzione in una casa, arrestato un palestinese e distrutto beni della sua famiglia nelle prime ore del mattino.

Tredici soldati che sono venuti con due cani hanno sfondato la porta, arrestato Ahmed Sharabati, di 22 anni, e danneggiato la sua casa senza dare una spiegazione. Fino a questo momento, è ignoto dove sia trattenuto Sharabati.broken-in-flat-400x266

I soldati sono stati nella casa per un’ora e mezza, durante la quale la famiglia terrorizzata è stata molestata, i mobili sono stati rovesciati e una finestra è stata rotta. La famiglia ha impiegato sei ore per ripulire dopo il raid.

I soldati hanno prelevato Sharabati, studente alla Hebron University, senza avvertire la famiglia sul perché veniva preso e dove veniva portato. Continue reading

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Fahed Baker e la sua barca tempestata dai proiettili dell’esercito israeliano. La lotta per la sopravvivenza dei pescatori di Gaza

fonte: il Blog di Oliva (Rosa Schiano)
Il 29 dicembre 2012 Fahed Baker stava pescando con suo fratello, suo figlio ed un cugino nelle acque a nord di Gaza. I quattro pescatori si trovavano su un “hasaka” (le piccole imbarcazioni dei pescatori palestinesi) a circa 3,5 miglia nautiche dalla costa di Gaza, vicino il limite a nord che delimita il confine con le acque israeliane.
Fahed, 39 anni,  racconta che erano presenti anche altre hasaka in quel momento. Improvvisamente  due navi della Marina militare israeliana si sono avvicinate alle imbarcazioni dei pescatori ed i soldati hanno iniziato a sparare con armi da fuoco.
Tutti i pescatori sono riusciti a scappare, tranne Fahed ed i suoi compagni, che in quel momento stavano tirando su le reti. Continue reading
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Le violenze a Bruqueen

un volontario    –  Palestina occupata

Oggi siamo andati a Bruqueen, un piccolo villaggio con non piu di cinque mila abitanti.
Siamo stati ricevuti dal sindaco, il Signor. Abu Ahmed, che ci ha voluto raccontare la situazione;
I coloni illegali, che per la maggior parte vivono ad Ariel, un insediamento esistente dal 1976 con circa quaranta mila residenti, ed addirittura un universita, per rendere l idea, stanno rubando sempre piu terra a Bruqueen e ai villaggi circostanti, si parla di dozzine e dozzine di km quadrati, per ora, circa il 60% delle terre disponibili, coltivabili e non.
Su questa terra rubata crescono, come funghi, aziende che producono plastica, olio per motori e simili; per il loro altissimo carico di inquinamento sono pero state dichiarate non desiderate in territrio Israeliano, e quindi eccole apparire qui, in West Bank.
Ci hanno raccontato di come per costruire questi enormi mostri, vengono chiamate decine di bulldozer che distruggono l’ intero eco-sistema, di come le fonti di acqua vengano drammaticamente inquinate, di come l’aria diventa giorno dopo giorno meno respirabile e di come il cibo che cresceva prima rigogliosamente su questa terra sia ora pericoloso ed immangiabile; voi penserete, “perche, qui da noi non succede secondo te??”, e quello che mi sono permesso di pensare, poco dopo pero mi hanno portato ad un piccolo fiume che corre proprio sul fianco di queste enormi fabbriche, e non mi ci sono potuto avvicinare per causa del cattivo odore, mi hanno raccontato di quando un pastore ha portato in quel fiume le sue mucche ad abbeverarsi e di come in un paio di giorni tutte le mucche in questione siano morte. Ci hanno spiegato di come, in questo villaggio, anche a ragazzi di 20 anni possa venire diagnosticato un cancro, come purtroppo capita spesso – ho provato a visitare il medico del villaggio che pero non era nella zona, provero in seguito –.
Ed in fine ci hanno spiegato di come l Autorita Israeliana abbia suddiviso in zone il sito: ( in West Bank esistono tre zone: A, B e C, la A sotto “totale” controllo da parte dell’ Autorita Palestinese, la B mista, e la C invece, sotto totale controllo Israeliano ) il confine tra zona B e C “e come un serpente” mi hanno detto, il confine passa attorno alle case, talvolta persino dividendole a meta, e viene sempre ampliato a favore delle colonie, non dando ai cittadini la possibilita di costruire nuove strutture, anzi, hanno gia cominciato con le demolizioni. Tutte le case posizionate in area C, hanno gia ricevuto ordini di distruzione, per date indefinite, il che significa che ti potrebbero svegliare un mattino, I soldati, e ordinarti di uscire, per fare in modo che I bulldozer distruggano casa tua, come ti sentiresti ??

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