Karmei Tsur: Avvelenare le viti con il Sionismo

by Joseph

7May 2012 | International Solidarity Movement, West Bank

Quando Ali Awad  visitò il suo orto venerdì mattina prima della preghiera delle dodici non aveva notato niente di insolito. Solo otto ore più tardi, quando ritornò al suo terreno per raccogliere le foglie dell’uva da vendere al mercato, si rese conto con orrore che i suoi alberi erano stati avvelenati Continue reading

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Naom Gur, 18 anni: “mi rifiuto di servire nell’esercito israeliano”

La dichiarazione di una Refusenik: “Mi rifiuto di servire nell’esercito israeliano, perché mi rifiuto di far parte di un esercito che, fin dalla sua costituzione, è stato impiegato per dominare un’altra nazione, ha compiuto saccheggi e ha terrorizzato una popolazione civile che si trova sotto il suo controllo. La distruzione e l’espoliazione sistematica fanno parte di pratiche a lungo consolidate e che si manifestano nel trasferimento forzato di popolazioni, omicidi di manifestanti non-violenti, nel il Muro dell’Apartheid, in massacri venduti come “operazioni militari” che l’esercito israeliano decide di portare avanti, e nel resto delle quotidiane violazioni dei diritti umani dei palestinesi. Queste pratiche hanno portato e continuano a portare ad un ciclo lungo, indefinito e prevenibile di spargimento di sangue.
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Prigionieri: proteste a Tel Aviv e Ramallah

Da Nena-News: http://nena-news.globalist.it/

Bilal e Thaer, al 73° giorno di sciopero della fame, stanno morendo. La Corte Suprema rigetta il loro appello e Abbas avverte: se muoiono, nessuno controllerà la situazione. Manifestazioni a Tel Aviv e Ramallah: chiusi gli uffici dell’ONU. Appello UE: Israele consenta visite delle famiglie.

di EMMA MANCINI

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“Il loro destino è nelle nostre mani”: lettera da Khader Adnan

Nel nome di Allah, il Compassionevole, Il Misericordioso, Lode ad Allah, pace e benedizioni al Messaggero di Allah.

Care persone libere del mondo. Cari oppressi nel mondo. Cari amici del nostro popolo, che stavate con me con una forte fede nella libertà e nella dignità del mio popolo e dei nostri languidi prigionieri nelle carceri dell’Occupazione.

Care donne e uomini liberi, giovani e anziani, persone comuni così come l’èlite intellettuale – Mi rivolgo a voi oggi con uno sfogo di speranza e dolore per ogni Palestinese che soffre a causa dell’occupazione della sua terra, per ognuno di noi che è stato ucciso, ferito o imprigionato dallo stato del terrore, che nega tutto ciò di bello che c’è nella nostra vita, persino il sorriso dei nostri bambini e delle famiglie. Continue reading

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Marco è libero!

Ieri, 7 Maggio, c’è stata finalmente l’ultima udienza per Marco, ragazzo italiano arrestato illegalmente dall’esercito israeliano nei Territori Palestinesi il 15 Aprile, mentre stava semplicemente passeggiando per Hebron (Al Khaleel) in Cisgiordania.  Marco, scegliendo di rimanere in carcere per avere un processo, è riuscito a resistere all’ordine di deportazione presentatogli dalla polizia israeliana dimostrando così, con questa piccola vittoria legale, l’incongruenza e la fallacità delle accuse che cercavano di imputargli (aggressione e resistenza alle forze di sicurezza israeliane, partecipazione a una manifestazione illegale).
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Le forze di occupazione israeliane non allentano le loro catene

Ieri Marco è entrato nella sua quarta settimana di carcere. È stato catturato dalle forze di occupazione ad Al-Khalil (Hebron) l’11 di aprile, senza aver commesso alcun reato, senza essere colpevole di nulla. In tutto si sono svolte due udienze, entrambe sono state rimandate rispetto alla data prefissata, ed entrambe le volte il giudice ha preso un giorno in più per decidere. La prima volta il verdetto è stato in favore di Marco e poi la corte si è appellata, la seconda volta (che doveva essere domenica 29 aprile ma che è slittata a giovedì) si è parlato di un vizio di forma senza entrare nel merito e si è data nuovamente ragione a Marco, che però dovrà rimanere in carcere almeno fino a lunedì 7, perchè domenica 6 verrà stabilito il valore della cauzione da pagare per la sua liberazione. Dopo essere rilasciato dovrà presentarsi ancora di fronte al giudice perchè venga presa una decisione definitiva sul suo reimpatrio forzato.

Per contribuire alla cauzione per pagare l’avvocato vi chiediamo di contribuire con un versamento su paypal (digitate su “privati” e poi su “invia denaro”), e su e-mail scrivete: luposolo@libero.it Continue reading

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Rosa da Gaza dice che sta meglio…

Aggiornamento 8 Maggio:

Rosa è tornata in ospedale, ha subito un’operazione sotto anestesia totale. Spera di essere dimessa domani. Dice che le fa tanto piacere sentire che le siamo vicini…

Dopo un incidente in auto, tornando da un accompagnamento di contadini nel nord della striscia, finalmente Rosa si sta riprendendo. Questo è quello che scrive:

Sono tornata, con la sensazione che la vita mi sia stata ridata, o forse un angelo mentre ero assente l’ha trattenuta impedendole di andar via.
Trauma cranico, frattura dell’ ischio (per cui non si può far nulla, solo attendere che che si rimetta a posto con il riposo). Contusione all’occhio destro e punti. Altre contusioni ed ematomi diffusi. Continue reading
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Appello della sorella di Marco: “Liberate Marco.”

La sorella di Marco, Athimed, ha postato su fb questo appello (https://www.facebook.com/notes/athimed-mohamed/liberate-marco/10150711301807011), chiedendone la massima diffusione. Intanto il processo per Marco è stato intanto rimandato a Mercoledì prossimo.

 

Il ragazzo nella foto sulla destra è mio fratello Marco. Marco Mohamed Abd El Aal.

Marco è partito il 29 marzo scorso per la Palestina.

Non sto a scrivere per l’ennesima volta come sono raccontati i fatti ufficialmente, lo potete leggere qui: http://www.repubblica.it/solidarieta/diritti-umani/2012/04/27/news/hebron_arrestati_due_italiani_la_protesta_contro_i_coloni_israeliani-34043086/

Quello che mi interessa è dirvi come sono andati i fatti: l’11 aprile Marco si trovava ad Hebron in compagnia di una ragazza che gli piaceva e, dopo una partita di calcio, passeggiava con lei. Era appena arrivato da Gerusalemme e non stava partecipando alla conferenza di Bil’in. Vagando per strada hanno notato del “movimento” e si sono avvicinati a vedere che succedeva. Continue reading

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Tempestiamo di telefonate chi potrebbe fare e non fa…Marco ancora in carcere!

Il processo di Marco, che doveva essere oggi, è stato nuovemante rinviato, probabilmente a domani.

Esistono alcuni organi che dovrebbero lavorare per la sicurezza degli italiani all’estero. Dovrebbero, per esempio, evitare che vengano imprigionati senza un processo. Continue reading

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See you soon Palestine

dal blog di Paolo:  http://newsfromwestbank.blogspot.it

Questo è il post più difficile.
Il post dei saluti.
Il momento di partire, il momento di lasciare la Palestina, alla fine è arrivato. Fra pochi giorni tornerò in Italia (o sono già tornato? “Cara” polizia israeliana di confine, non voglio rendervi il lavoro così semplice…).
Ma non mi fermerò in Italia, dopo poco riprenderò un aereo e volerò in Sud America, un continente a me caro, dove ho vissuto e lasciato il cuore e tanti ricordi stupendi, un continente che mi ha cambiato la vita.  Continue reading

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