“I giovani non si stancano, ‘ fino allla nostra indipendenza”

7 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, Nablus Team | Nablus, Palestina occupata

Ieri, alle ore 18 locali a Gerusalemme occupata, palestinesi e sostenitori si sono riuniti nel tranquillo evento in tutto il mondo a cantare l’inno nazionale palestinese “ufficioso”, Mawtini (In arabo موطني).

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Folla riunita per cantare nella Piazza di Arafat, Ramallah

Gli eventi sono stati programmati per svolgersi nelle occupate Gerusalemme, Ramallah, Hebron, Nablus, Betlemme, Gerico, Jordan Valley, Jenin e Salfit, e le scuole in tutta la Cisgiordania sono state incoraggiate a cantare Mawtini durante la giornata scolastica e caricare video sulla pagina Facebook di#Mawtini-event. Sul Facebook-event, post da Costa d’Avorio, Siria, Gaza e altri mostrano la solidarietà internazionale con la lotta del popolo palestinese.
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Fedeli israeliani entrano a Hebron, abitazioni palestinesi prese d’assalto

NOV. 7, 2015 11:32http://www.maannews.com/Content.aspx?id=768697
HEBRON (Ma’an) –
Le forze israeliane sabato hanno negato l’ingresso dei palestinesi alla Moschea di Ibrahim nella città vecchia di Hebron e hanno preso d’assalto le abitazioni palestinesi quando fedeli ebrei sono entrati nell’area, riferiscono dei locali.

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Forze di sicurezza israeliana controllano l'area dove una donna palestinese è stata uccisa nella città cisgiordana di Hebron, il 6 novembre 2015 (AFP/Ahmad Gharabli)

Fonti locali hanno detto a Ma’an che fedeli ebrei continuano l’ingresso nella città della Cisgiordania occupata per una festa ebraica per il secondo giorno di seguito.
Oltre 4.000 fedeli ebrei secondo quanto riferito hanno visitato la città venerdì notte, accompagnati da una pesante presenza militare israeliana nella zona, quando due israeliani sono stati colpiti e feriti vicino alla Moschea.
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Violento attacco militare contro una manifestazione pacifica a Tulkarm

4 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, Huwarra team | Tulkarm,  Palestina occupata

Il 3 novembre, due dimostrazioni sono avvenute a Tulkarm. Nel centro della città, i bambini si sono riuniti per protestare contro l’incarcerazione dei loro cari nella cosiddetta “detenzione amministrativa”, con cui sono detenuti senza processo per un periodo indefinito. I bambini cantavano e davano slogan in strada. Genitori, insegnanti e amici si somo riuniti insieme agli internazionali, sventolando bandiere palestinesi e mostrando il loro sostegno.

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Bambini che manifestano contro le detenzioni nel centro città di Tulkarm

Circa un’ora più tardi, 30 persone hanno partecipato fuori dal centro della città a una protesta contro il muro dell’apartheid e l’illegale occupazione israeliana. I manifestanti e gli osservatori internazionali sui diritti umani hanno marciato insieme verso la parete, battendo le mani e cantando slogan. Sono arrivati vicino alle due alte recinzioni e al cancello, che è parte del muro dell’apartheid nella zona di Tulkarm.

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Difensori dei diritti umani arrestati ed allontanati mentre si avvia la “ghettizzazione di Hebron”

4 novembre 2015 | International Solidarity Movement, team al-Khalil | Hebron, Palestina occupata
 
Due difensori dei diritti umani sono stati arrestati a Hebron (al-Khalil) ieri mattina, 3 novembre, mentre a sei altri è stato ordinato di lasciare l’appartamento nel quartiere H2 di Tel Rumeida sotto minaccia di arresto.
Diverse ore dopo, altri membri della squadra hanno avuto impedito il passaggio attraverso il Checkpoint 56 che divide Tel Rumeida dalla zona H1 di Hebron, che è sotto l’autorità palestinese completa. A partire da sabato, 31 ottobre, quando Tel Rumeida fu dichiarata una zona militare chiusa per 24 ore, il movimento degli internationale e dei palestinesi attraverso l’area è stato severamente limitato. I residenti hanno avuti ordine di registrare le loro ID o rischiare avere impedito di passare i checkpoint che intersecano l’intero distretto.

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Volontari allontanati dall'appartamento

Mentre un documento ufficiale per la zonizzazione del Tel Rumeida  è stato vistosamente mostrato incoerente recentemente, gli attivisti sono rimasti scioccati questo pomeriggio quando i loro passaporti sono stati confiscati e si sono  confrontati con un ordine di lasciare la zona militare chiusa che incapsula il loro appartamento. Le forze israeliane hanno richiesto che firmassero immediatamente un contratto legale assente, dichiarando la loro residenza nella zona, o sarebbero stati rimossi e deportati con la forza.

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Nuovo ghetto a Tel Rumeida?

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Le forze israeliane raddoppiano gli sforzi brutali per accorciare e isolare la vita quotidiana dei palestinesi

2 novembre 2015 | International Solidarity Movement,  Hebron| team Khalil|, Palestina occupata
Il 1 novembre 2015, le forze israeliane hanno impedite il movimento dei palestinesi in varie zone in al-Khalil (Hebron) che sono state dichiarate in precedenza una zona militare chiusa occupata. La violenza contro i bambini della scuola e gli insegnanti ha visto un forte aumento. Gli osservatori internazionali che documentano e reportano sulle restrizioni di tutti i giorni e i crimini delle forze israeliane sono sempre più nel mirino delle forze israeliane, le quali cercano di mettere a tacere qualsiasi segnalazione.

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Di nuovo ai contadini di Burin viene fermata la raccolta delle olive

1 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, Huwara Team | Burin,  Palestina occupata

Ieri 31 ottobre, verso la fine della campagna delle olive di quest’anno, a un’altra famiglia di contadini di Burin è stato impedito di raccogliere le proprie olive da parte dell’esercito israeliano e dei coloni illegali.

Israeli army arrives to farmers' land to stop their harvest

Verso le 9.30, quattro soldati e una guardia dell’insediamento illegale di Yitzhar sono arrivati sul campo dove la famiglia Palestinese stava raccogliendo le olive, annunciandogli che non avevano permesso di raccogliere per quel giorno (ma avrebbero potuto farlo il giorno successivo e quello dopo ancora).

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immagini da Gaza: un altro venerdì di brutalità

31 Ottobre 2015 | International Solidarity Movement, Gaza team | Gaza Strip,  Palestina occupata

Immagini degli scontri di venerdì 30 aNahel Oz (Shijaia), Occupied Gaza strip. Tutte le foto sono dovute a ISM, Gaza

Alla fine degli scontri di ieri, il ministro della sanità, dr. Qadra, ha annunciato che 46 persone erano state ferite, compreso gli infermieri. Le forze israeliane si sono scontrate con i Palestinesi – armati solo di sassi – usando lacrimogeni e munizioni da guerra. Un fotografo è in condizioni critiche, colpito al petto e, contravvenendo ancora di più le leggi internazionali, un’ambulanza è stata colpita a Khan Younis, ferendo un infermiere.

Scontri tra i giovani e le forze israeliane, si sono registrati in tutta la striscia, compreso Bureij, Beit Hanoun e Khan Younis. Dal 9 ottobre a Gaza 17 persone sono state uccise e 831 ferite, nell’escalation della violenza israeliana che colpisce i territori occupati.

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Aumentano le difficoltà per gli scolari Palestinesi ad al-Khalil (Hebron)

 1 Novembre 2015 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron,  Palestina occupata

Questa mattina alla scuola Qurtuba di al-Khalil, i soldati israeliani hanno molestato scolari, maestri e aduti che cercavano di passare dal vicino check point.

La scalinata che porta alla scuola Qurtuba, già teatro dell’odioso assassinio di un giovane Palestinese tre giorni fa, sono proprio di fronte a un check point che divide la segregata Shuada street in due pezzi: una striscetta dove anche i Palestinesi possono passare e il resto, una volta fiorente mercato Palestinese e ora completamente chiuso ai palestuinesi e lasciato solo per i coloni. La scuola, vista la prossimità all’insediamento illegale di Beit Hadassah, è stata l’epicentro di attacchi e violenza dei coloni, contro Palestinesi e internazionali.

Group pf teachers and school-children forced to wait on their way to school

Dato che scolari, maestri e genitori sono tutti ugualmente spaventati per l’aimento della violenza, con 19 giovani Palestinesi uccisi nelle ultime due settimane, attualmente tutti gli scolari si trovano in un unico posto e poi vanno a scuola insieme. I genitori che abitano lì controllano i bambini sulla strada, dicendogli di scappare appena sentono una macchiuna in distanza, timorosi che qualche colono li possa investire se non scappano abbastanza in fretta. Questo è successo nel passato e i coloni provano sempre a usare le auto per investire i bambini.

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La collera di Hebron contro la pulizia etnica della sua gioventù al funerale per cinque giovani martiri

31Ottobre 2015 | International Solidarity Movement, al-Khalil team | Hebron,  Palestina occupata
Oggi, decine di migliaia di persone in lutto si sono riuniti per i funerali dei cinque giovani palestinesi uccisi dalle forze israeliane nella occupata al-Khalil (Hebron). Dopo il funerale, le forze israeliane hanno attaccato violentemente il corteo funebre a Bab al-Zawweya, ferendo decine di partecipanti.

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Il corteo funebre nel suo cammino verso il cimitero

Decine di migliaia di persone in lutto si sono riunite per la preghiera di mezzogiorno presso la moschea Husseini, dove i corpi di cinque adolescenti erano arrivati ieri sera, dopo che le forze israeliane li hanno trattenuti dalle loro famiglie per settimane. Dopo la preghiera, le persone in lutto hanno marciato con i corpi al cimitero dei martiri di al-Khalil, dove vengono sistemati i palestinesi al loro ultimo riposo dopo essere stati uccis o da forze israeliane o coloni degli insediamenti illegali israeliani.

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La dimostrazione a Beit El violentemente attaccata dalle forze israeliane

31 ottobre 2015 | International Solidarity Movement, team Nablus | Ramallah, Palestina occupata

La recente escalation di forza usata nei territori palestinesi occupati era chiara ieri, venerdì 30 ottobre, quando gli scontri sono scoppiati a Beit El vicino a Ramallah. La dimostrazione è stata accolta con estrema violenza dalle forze di occupazione israeliana, lasciando 15 persone ferite da proiettili, 8 persone ferite da proiettili d’acciaio rivestiti in gomma e 4 medici feriti da spray al pepe. L’uso di armi letali contro i civili alle dimostrazioni, in situazioni dove le forze israeliane non sono in immediato pericolo di vita, rivela la realtà di quello che Benjamin Netanyahu, il 16 settembre, ha descritto come, “la guerra ai lanciatori di pietre”.

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Medici aggrediti dalle forze israeliane durante il tentativo di dare aiuti (Photo credit: Mohannad Darabee, ISM)

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